L’islamizzazione è qui e arriva con l’immigrazione regolare
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**Monfalcone, il comune italiano con la più alta percentuale di islamici: un residente su tre è ormai musulmano. L’allarme islamizzazione non è più un’opinione, ma un dato di fatto.**
In un’Italia che invecchia e si svuota, c’è un comune dove l’islam non è più una minoranza da “integrare”: è una componente strutturale della popolazione. Si chiama **Monfalcone**, in provincia di Gorizia, ex polo cantieristico Fincantieri trasformato in laboratorio dell’islamizzazione accelerata. Secondo le stime più recenti di Fondazione Ismu (febbraio 2026), circa il **33% degli abitanti** – un residente su tre – è di fede islamica. Su una popolazione di circa 30.000 persone, oltre 9.500-10.000 sono stranieri, per la stragrande maggioranza bengalesi (quasi 5.000), pakistani, senegalesi e maghrebini: tutti provenienti da paesi a schiacciante maggioranza musulmana.
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Non si tratta di stime vaghe o di “paure della destra”. Lo confermano i numeri ufficiali Istat sugli stranieri residenti (33% del totale), le nascite (la metà dei bambini nati nel 2024 ha genitori non italiani) e le cronache quotidiane: niqab nelle scuole, centri di preghiera abusivi chiusi dall’ex sindaca leghista Anna Maria Cisint, ricongiungimenti familiari a catena che moltiplicano le presenze, donne velate al 75% e bambine che vanno a scuola coperte. Nel 2025 Monfalcone ha visto addirittura la prima **lista elettorale islamica** della storia italiana (“Italia Plurale” di Bou Konate, senegalese naturalizzato), sostenuta da Ucoii e Soumahoro. Ha preso solo il 3%, ma il segnale è chiaro: la comunità si organizza politicamente come blocco confessionale, non come cittadini italiani.
### Perché proprio Monfalcone? Il modello perfetto dell’islamizzazione “silenziosa”
– **Manodopera low-cost nei cantieri**: Fincantieri e indotto attirano operai bengalesi e musulmani che accettano salari bassi e condizioni dure. Una volta arrivati, arrivano mogli, figli, parenti.
– **Crescita demografica asimmetrica**: Le famiglie musulmane fanno molti più figli. Il saldo naturale italiano è negativo; quello islamico esplode.
– **Catena migratoria legale**: permessi di soggiorno, ricongiungimenti, regolarizzazioni. Tutto secondo le regole dell’Europa aperta, ma con esiti che cambiano il volto dei paesi.
Oggi Monfalcone è citata ovunque come caso emblematico: dal Corriere alla Today.it, dal Giornale a Panorama. Non è più “multiculturalismo”, è sostituzione. Mentre gli italiani invecchiano e emigrano, i nuovi arrivati occupano scuole, quartieri, piazze. Le parrocchie arrivano a ospitare la preghiera del Ramadan perché le moschee sono state chiuse per motivi di sicurezza (e illegalità). Le maestre devono rinunciare a far disegnare cani perché “offende” alcuni alunni. Le feste cristiane diventano “sensibili”.
### Non è un caso isolato, è il futuro dell’Italia se non si cambia rotta
In Lombardia (Brescia, Bergamo, Pioltello, Verdellino), in Emilia (Portomaggiore al 30% secondo alcune inchieste), nel distretto conciario toscano, tanti piccoli e medi comuni della Pianura Padana superano già il 15-20% di residenti di origine islamica. Monfalcone è solo l’avanguardia: il comune dove la percentuale ha superato la soglia critica del 30%.
A livello nazionale i musulmani sono ormai tra i 2,3 e i 2,7 milioni (4-4,5% della popolazione), ma concentrati in poche aree industriali del Nord. La proiezione è implacabile: con fecondità islamica doppia rispetto a quella italiana, ricongiungimenti continui e nuove ondate, entro il 2030-2040 interi comuni rischiano di diventare minoranza autoctona. Non integrazione, ma trasformazione demografica e culturale.
Monfalcone non è un “esempio di convivenza”. È il campanello d’allarme che suona da anni e che troppi fingono di non sentire. L’ex sindaca Cisint lo ha detto chiaro: «Non è più integrazione, è islamizzazione». Ha chiuso i centri di preghiera abusivi, vietato il bagno in niqab, difeso l’identità italiana. Per questo è stata demonizzata dai media mainstream e dalle sinistre, ma ha vinto e rivinto a mani basse.
L’Italia deve scegliere: o ferma l’immigrazione incontrollata da paesi islamici, o accetta che sempre più Monfalcone nascano da Nord a Sud. Il dato è sotto gli occhi di tutti: il comune con la più alta percentuale di islamici esiste già. Si chiama Monfalcone. E non sarà l’ultimo.
**L’islamizzazione non è un futuro possibile. È un presente in corso.** E chi lo nega sta solo preparando il terreno per il prossimo comune che finirà nelle stesse condizioni. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi.


Allora siamo rovinati perchè Meloni e Salvini non hanno mai parlato di mandare via i regolari. E forse nemmeno Vannacci.
Nel frattempo arrivano in continuazione migranti da ogni parte dell’Africa e dell’Asia, in particolare Bangladesh e Somalia.
Vergogna…