Appicca incendio per bruciare italiani ma è assolto per ‘vizio di mente’

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By V marzo 18, 2026 14:09

Appicca incendio per bruciare italiani ma è assolto per ‘vizio di mente’

**Maliano 26enne “pazzo” che rapinò un 40enne e incendiò un distributore a Ravenna: assolto per vizio totale di mente – l’ennesima beffa della giustizia, mentre le vittime italiane restano senza giustizia e i contribuenti pagano il conto**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata uno strumento al servizio dell’impunità e del buonismo ideologico, mentre i cittadini onesti pagano il conto due volte: con le tasse e con l’indignazione. Un 26enne maliano, arrivato in Italia sognando di giocare a calcio («ma non mi hanno ancora dato le scarpe», ha detto lui stesso), ha prima rapinato un 40enne siciliano senza fissa dimora – lo ha afferrato per il collo in un casolare abbandonato e gli ha portato via il borsello con 85 euro – e poi, la mattina del 16 aprile 2024 a Ravenna, in piazza Caduti sul Lavoro all’angolo con via Trieste e via Gulli, ha appiccato un incendio devastante al distributore di benzina. Ha preso a frustate l’impianto Coil con la bocchetta aperta, ha usato un fazzolettino in fiamme come innesco e ha provocato una potente fiammata. Tutto filmato dai testimoni con i cellulari, video virale in città. Arrestato subito dai Carabinieri del Radiomobile, ha opposto resistenza, danneggiato la pattuglia e violato un foglio di via obbligatorio. E poi? Evasioni dall’igiene mentale.

Risultato? Il GUP Janos Barlotti lo ha assolto «perché il fatto non sussiste» da tutti i reati: incendio aggravato, rapina, resistenza, danneggiamenti e violazione del foglio di via. Motivazione? Vizio totale di mente, accolta in pieno la perizia dello psichiatra Roberto Zanfini e le argomentazioni dell’avvocato Mauro Faccani. Il giovane non era in grado di intendere e volere: in udienza aveva raccontato che «in sogno gli erano apparsi i carabinieri» per ordinargli di bruciare tutto. Traduzione per i ravennati e per gli italiani che pagano le tasse: se sei un immigrato irregolare con psicosi (da abuso di sostanze, come emergevano già dalle perizie pregresse), puoi rapinare, incendiare un distributore, aggredire i Carabinieri e poi evadere… ma lo Stato ti assolve perché «pazzo». Non importa se metti a rischio vite umane e provochi danni: basta la certificazione psichiatrica.

Al posto del carcere, però, il GUP lo ha dichiarato socialmente pericoloso e lo ha spedito per almeno un anno in libertà vigilata in una struttura psichiatrica specializzata (attualmente in un centro nella provincia di Ascoli Piceno, dove segue un programma terapeutico «con miglioramenti»). Alla fine i medici lo visiteranno per decidere se può tornare libero o se serve altro trattamento. Pacchia garantita: niente galera, cure pagate dai contribuenti, e magari tra un anno di nuovo in giro. Mentre la vittima della rapina – un 40enne italiano senza fissa dimora – resta con i suoi 85 euro in meno e il trauma, mentre i danni all’impianto e al distributore li pagheranno le assicurazioni o, alla fine, sempre i cittadini.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con 23 condanne (tra cui pestaggio di donna), perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per «trattamenti inumani».
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione non eseguiti.

Lo Stato italiano può essere chiamato a pagare quando favorisce l’invasione (Ong, clandestini, occupanti abusivi), ma non quando fallisce nel proteggere i cittadini. L’assoluzione del maliano piromane-rapinatore è un altro schiaffo alle vittime italiane e ai veri malati mentali che non incendiavano distributori dopo aver rapinato qualcuno.

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Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: assoluzione piena per chi deruba e incendia, con la scusa della follia, mentre le vittime restano sole e i contribuenti finanziano la “cura”.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia furbetti e lascia impuniti i violenti).

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere assolti i maliani che rapinano e incendiano distributori con la scusa del sogno mentre le vittime italiane e i contribuenti restano senza giustizia. Votare Sì è dire basta a chi insulta, accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la deruba.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi li prende in giro. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Appicca incendio per bruciare italiani ma è assolto per ‘vizio di mente’ ultima modifica: 2026-03-18T14:09:49+00:00 da V
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