Tribunale impone sbarco SeaWatch con 100 clandestini in Sicilia

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By V marzo 18, 2026 15:37

Tribunale impone sbarco SeaWatch con 100 clandestini in Sicilia

**Sea Watch con 84 clandestini vuole sbarcare in Sicilia: ok dal tribunale dei minori – l’ennesima beffa delle toghe rosse, mentre Meloni non fa il blocco navale e l’Italia paga il conto dell’invasione**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la magistratura è diventata il braccio armato dell’invasione incontrollata e del buonismo suicida, mentre i cittadini onesti pagano le tasse per mantenere ONG, clandestini e giudici che li favoriscono. Sea Watch, la solita nave dei trafficanti tedeschi travestiti da “salvatori”, con a bordo 84 clandestini (non “migranti”, ma invasori irregolari pescati chissà dove e chissà come), pretende di sbarcare tutti in Sicilia. Le autorità italiane, come da prassi, le avevano assegnato il porto sicuro di Marina di Carrara, a tre giorni di navigazione verso nord. Ma l’ONG corre dal Tribunale dei minori di Palermo e – sorpresa! – ottiene il via libera: 20 minori non accompagnati e tre bambini con le loro famiglie sono già stati sbarcati su motovedetta della Guardia costiera e presto toccheranno terra in Sicilia. Per gli altri 61 l’“odissea” continua, urla Sea Watch. Traduzione: i giudici decidono chi sbarca, dove e quando, scavalcando governo e leggi. E Meloni? Silenzio. Nessun blocco navale, nessuna fermata in mare, nessuna espulsione immediata. La pacchia continua.

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I fatti sono di queste ore, 18 marzo 2026. La nave umanitaria (leggi: taxi del mare) si trova vicino a Campobello di Mazara. Le condizioni meteo e sanitarie – dicono loro – renderebbero “impossibile” navigare tre giorni verso Carrara. Bugia spudorata: è la solita scusa per forzare lo sbarco in Sicilia, più comodo per i centri di accoglienza strapieni e per i trafficanti di esseri umani. Sea Watch si rivolge ai giudici “per ottenere il permesso di far sbarcare tutti i minori e le loro famiglie”. Risultato? Il Tribunale dei minori di Palermo ordina lo sbarco parziale e la nave resta lì a ricattare l’Italia. «Chiediamo ancora che sbarchino tutti subito», sbraita l’ONG. Come se fosse un diritto costituzionale violato.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Le toghe che assolvono falsi invalidi pakistani alla guida di SUV perché “un residuo visivo sotto il 3% permette di guidare”.
– Risarcimenti milionari a Ong come la Sea Watch di Carola Rackete che sperona la Guardia di Finanza.
– Clandestini con condanne che ottengono soldi dallo Stato italiano per “trattamenti inumani” mentre le vittime italiane restano senza giustizia.
– Ordini di espulsione ignorati e stupratori liberi.

Qui i magistrati non solo non respingono, ma decidono direttamente la politica migratoria: sbarco sì, e pure immediato, contro le indicazioni del governo. I clandestini? Protetti. Le famiglie italiane che vedono i propri figli in pericolo? Ignorate. I contribuenti che finanziano hotspot, avvocati, vitto e alloggio? Derubati due volte: con le tasse e con l’indignazione.

Giorgia Meloni aveva promesso pugno di ferro, blocco navale, stop all’invasione. Invece guarda: la Sea Watch ricatta, i giudici obbediscono, e l’Italia continua a essere il porto sicuro preferito dai trafficanti. Nessuna nave bloccata, nessuna ONG multata davvero, nessun respingimento in mare. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge e a chi la fa violare.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia i trafficanti e lascia impuniti gli invasori).

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere 84 clandestini sbarcati per ordine di un tribunale mentre Meloni non fa il blocco navale e le toghe rosse comandano al posto del governo. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la invade.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi li prende in giro con sbarchi, ONG e sentenze complici. La pacchia è finita – per le toghe rosse, per Sea Watch e per chi non fa il blocco navale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Tribunale impone sbarco SeaWatch con 100 clandestini in Sicilia ultima modifica: 2026-03-18T15:37:22+00:00 da V
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By V marzo 18, 2026 15:37
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1 Comment

  1. xx marzo 18, 16:01

    Il governo è totalmente inutile. E menomale che avevano assegnato il porto di Carrara…

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