Monza, sindaco PD chiude le strade perché i musulmani devono celebrare il Ramadan
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**Monza si arrende all’Islam: strade sbarrate, traffico bloccato, italiani presi a calci in culo perché i maomettani devono pregare Allah!**
Monza, 18 marzo 2026. Mentre la Brianza affoga nel caos quotidiano, tra code infinite, aziende che chiudono e tasse che strangolano la gente, il Comune trova il tempo e le risorse per chiudere mezza città. Non per una sciagura, non per un’allerta meteo, non per salvare vite. No. Per permettere ai fedeli di Maometto di fare la festa di fine Ramadan nello spiazzo del parcheggio tra viale Sicilia e via Tognini, proprio davanti all’U-Power Stadium.
Da domani mattina, giovedì 19 marzo, dalle 6.30 alle 14.30, stop totale a traffico e sosta. Divieto assoluto, rimozione forzata, niente pedoni, niente attraversamenti. E se non basta, replicano pure venerdì 20. Tutto per l’Id Al Fitr, la “tradizionale celebrazione” della comunità musulmana “molto presente in Brianza”. Tradizionale per chi? Per noi italiani o per loro?
Leggete bene il comunicato ufficiale: “Per consentire lo svolgimento della manifestazione in sicurezza”. Sicurezza di chi? Dei cittadini che ogni giorno pagano le multe, le tasse e gli affitti per vivere in questa città, o dei seguaci di Allah che pretendono di trasformare un parcheggio pubblico in una moschea a cielo aperto?
Questa non è una semplice “limitazione temporanea”. È la prova lampante dell’islamizzazione in atto. È la sottomissione umiliante di un’amministrazione che si piega al ricatto demografico. I maomettani sono ormai così tanti in Brianza che il Comune deve bloccare le strade per farli pregare tutti insieme, come se fossimo già in un califfato. E gli italiani? Che si arrangino. Che girino intorno, che perdano tempo, che arrivino tardi al lavoro. Loro non contano più.
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Ricordatevelo: mentre chiudono il parcheggio per la preghiera islamica, nessuno ha mai bloccato mezza Monza per la messa di Pasqua, per il Corpus Domini o per la processione della Madonna. Nessun divieto di sosta per i cristiani. Nessun “personale di vigilanza” a scortare i fedeli cattolici. Perché? Perché noi non pretendiamo di imporre la nostra fede sulle strade pubbliche. Loro sì. E le autorità, invece di dire “no, pregate nei vostri centri, nei vostri garage, nelle vostre moschee abusive”, si inginocchiano.
È la stessa storia che si ripete in tutta Europa: dalle piscine separate per le donne musulmane, alle mense scolastiche halal, ai bus che deviano per il venerdì di preghiera. E ora anche le strade di Monza. Domani toccherà a Milano, a Bergamo, a Brescia. Finché non resterà più un centimetro di asfalto libero per noi “infedeli”.
Basta. È ora di dire la verità senza ipocrisia: questa non è integrazione, è conquista. È sostituzione. È la lenta, inesorabile islamizzazione dell’Italia, finanziata con i nostri soldi e imposta con la nostra debolezza. I politici di sinistra e i “moderati” di centrodestra che permettono tutto questo non stanno solo tradendo Monza: stanno tradendo l’Italia intera.
Cittadini, svegliatevi. La prossima volta che trovate le strade sbarrate per Allah, non passate oltre in silenzio. Suonate il clacson. Fotografate. Denunciate. Perché se oggi chiudono un parcheggio, domani chiuderanno la vostra libertà. E quando sarà troppo tardi, nessuno verrà a riaprirla.


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