No vince il referendum: toghe rosse in festa, ‘Bella Ciao’ e cori anti-Meloni
Related Articles
I magistrati esultano contro Meloni urlando Bella Ciao. Dimostrano che le toghe rosse sono un partito. Vi fareste giudicare da questi? Complimenti a chi ha votato per mantenere la loro totale irresponsabilità. pic.twitter.com/lAqIEZ9at4
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) March 23, 2026
**No vince il referendum: toghe rosse in festa, ‘Bella Ciao’ e cori anti-Meloni. L’Italia resta ostaggio di un partito politico in toga**
È l’ennesima vergogna, l’ennesima coltellata alle spalle degli italiani onesti. Il referendum sulla giustizia è stato vinto dal **No**. La casta delle toghe rosse ha trionfato. E a Napoli, all’Associazione Nazionale Magistrati, è esplosa la festa: brindisi, abbracci, sorrisi di scherno e canti a squarciagola di «Bella Ciao». Poi i cori da curva ultras: «Chi non salta Meloni è…». Non una sentenza, non un’aula: una baldoria da partito politico contro il governo eletto dal popolo. Questi non sono magistrati. Sono militanti che festeggiano perché tutto resterà esattamente come prima: impunità garantita, feudo intoccabile, giustizia a senso unico.
Il video è vomitevole. Toghe che dovrebbero essere imparziali esultano perché il popolo ha detto No alla separazione delle carriere, al sorteggio del CSM e all’Alta Corte disciplinare. Traduzione brutale per chi paga le tasse: questi signori vogliono continuare a fare pm e giudici insieme, a pilotare processi, a proteggere i loro e a massacrare gli avversari. Vogliono il CSM ostaggio delle correnti rosse, non del sorteggio. Vogliono che chi sbaglia resti impunito per sempre.
E ora che hanno vinto, tutto continua. Esattamente come prima.
È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte e che continuerà imperterrita:
– Il pakistano “cieco assoluto” di Brianza che guida SUV, gestisce negozi e incassa pensione di invalidità: assolto dal Tribunale di Monza «perché il fatto non sussiste».
– 700 euro di risarcimento all’algerino irregolare con 23 condanne perché «trasferito in Albania».
– 76.000 euro regalati alla Sea Watch di Carola Rackete che speronò la Guardia di Finanza.
– 18.000 euro al pakistano respinto per «trattamenti inumani».
– Zero euro per i familiari di Santo Re, massacrato da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione ignorati.
E i veri invalidi italiani? Continuano a crepare in lista d’attesa. I contribuenti? Continuano a pagare. Gli stupratori e i clandestini pericolosi? Continuano a girare liberi grazie a sentenze “garantiste” solo per loro.
Giorgia Meloni aveva ragione: queste scene sono «vergognose». Ora lo sono ancora di più. Il No ha vinto, la pacchia delle toghe rosse continua. La magistratura resta un partito politico armato di codice penale, pronto a usare la legge come clava contro il centrodestra e come scudo per i suoi amici.
La battaglia non finisce qui. Ma oggi è un giorno nero. Un giorno in cui i magistrati brindano cantando «Bella Ciao» mentre l’Italia resta prigioniera di una giustizia faziosa, ideologica e intoccabile.
La pacchia è finita? No. La pacchia delle toghe rosse è appena stata blindata dal voto. E noi cittadini onesti pagheremo ancora, due volte: con le tasse e con l’indignazione. Per sempre, finché non troveremo il modo di spezzare questa catena.


Che schifo, son vomitevoli sia le toghe super politicizzate che tutti coloro che han votato quel maledetto no!!! Questi ultimi preghino di non incappare in una mala giustizia coi fiocchi, forse così imparerebbero a spese loro cosa si prova a subire delle ingiustizie 🤢🤮
Questo referendum gli serviva solo per salvare i politici indagati, non lo avete ancora capito….
no tesoro non l’ho capito, non ho il suo acume da fine commentatore politico e poi mi sembra che lei pisci fuori dal vaso visto che il referendum non l’ha voluto il governo ma è conseguenza di norma costituzionale