“SE PAGO IL TRENO MI SENTO MALE”: maranza sfidano l’Italia

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By V marzo 3, 2025 15:51

“SE PAGO IL TRENO MI SENTO MALE”: maranza sfidano l’Italia

“SE PAGO IL TRENO MI SENTO MALE”: I MARANZA EGIZIANI DOMINANO MILANO, È GUERRA IN CASA NOSTRA
L’arroganza islamica ci sta distruggendo: rastrelliamoli e rimpatriamo tutti, ora!

“Se io pago il treno, mi sento male”: così parla un maranza egiziano in un video su TikTok, simbolo dell’arroganza e del disprezzo che questi immigrati islamici riversano su Milano, la città di Beppe Sala ormai fuori controllo. Bande di nordafricani dettano legge con violenza, pistole e soldi sporchi, trasformando le strade in un campo di battaglia. La vera guerra non è in Ucraina, dove i nostri militari saranno mandati a morire per Zelensky: è qui, nelle nostre città, e il nemico è l’immigrazione islamica. Basta: servono soldati italiani per rastrellare e rimpatriare questi delinquenti – tutti, anche i “nuovi italiani” con cittadinanza – o Milano e l’Italia saranno perdute!

Milano ostaggio dei maranza: l’arroganza egiziana

“Se pago il treno mi sento male”, dice il maranza, e non è uno scherzo: è il credo di una generazione di immigrati islamici che rifiuta le nostre regole, vive di prepotenza e considera l’Italia una preda. A Milano, la gang di egiziani – tra i 20 e i 23 anni – rapina studenti Erasmus sull’autobus 90 e accoltella un 22enne al fianco, come accaduto il 22 febbraio 2025 in viale Romagna. Due clandestini, uno con precedenti; un richiedente asilo recidivo con obbligo di firma; soldi e pistole nelle loro tasche. Sono loro i padroni della città di Sala: da Via Padova a Lorenteggio, da San Siro a piazzale Loreto, spadroneggiano con coltelli e arroganza islamica. Come può una metropoli tollerare che i maranza la riducano a un suk nordafricano?

La guerra è qui, non in Ucraina

Sala celebra il Ramadan, ma i milanesi vivono nella paura. La guerra non è a migliaia di chilometri, contro una Russia che non ci attacca: è nelle nostre città, dichiarata dai maranza islamici che ci aggrediscono ogni giorno. A Treviso rapinano un 15enne due volte, a Vestone mettono un uomo in coma, a San Benedetto schiaffeggiano controllori e mutilano poliziotti, a Rieti massacrano a cinghiate. Con 2,7 milioni di musulmani oggi – 5 tra vent’anni – i militari italiani servono qui, non in Donbass: per rastrellare i quartieri, identificare questi teppisti e rimandarli nei loro paesi. Come possiamo mandare soldati all’estero mentre Milano è una giungla?

Un’Italia tradita da Sala e dal governo

Beppe Sala è il simbolo del fallimento: invece di combattere il degrado, accoglie i maranza con il suo “multiculturalismo” da salotto. Via Gola è un bazar di spaccio, via Sammartini un covo di rapine, Stazione Centrale un inferno di violenze – e lui tace, o blatera di inclusione. Il governo, eletto per fermare l’invasione, è altrettanto colpevole: i maranza egiziani di Milano, anche quelli con precedenti, restano qui; El Huari Reda, stupratore marocchino, è libero con un braccialetto. Come può un’Italia accettare che i suoi cittadini siano ostaggi di bande islamiche armate di pistole e arroganza, mentre le istituzioni dormono?

Rastrellare e rimpatriare: anche i “cittadini” islamici

In un mondo ideale, questi maranza sarebbero già stati rimpatriati tutti – clandestini o no, con o senza cittadinanza. “Se pago mi sento male” non è una battuta, è una dichiarazione di guerra: questi egiziani e nordafricani non sono italiani, anche se “premiati” con un passaporto. Con ogni rapina, ogni coltellata, dimostrano di odiarci. Basta con le illusioni di integrazione: servono rastrellamenti casa per casa, da Via Padova a ogni periferia, e rimpatri di massa nei loro paesi – Egitto, Marocco, Tunisia. Azzeriamo l’immigrazione islamica regolare e irregolare: stop a permessi, ricongiungimenti, ingressi. Altrimenti, Milano sarà solo il primo domino a cadere.

Sveglia o sarà la fine

La Milano di Sala è un avvertimento nazionale: i maranza islamici, con pistole, soldi e arroganza, ci stanno conquistando. La guerra è qui, nelle nostre città, non in Ucraina. Ogni giorno che passa, con 5 milioni di musulmani all’orizzonte, è un giorno perso. Rastrelliamo, rimpatriamo, chiudiamo le frontiere: non servono armi sofisticate, serve volontà. Se non agiamo, i maranza egiziani di Milano saranno i padroni, e Sala e il governo i loro complici. Sveglia, Italia: o li fermiamo, o ci vieteranno di vivere come vogliamo e abbiamo sempre vissuto!

“SE PAGO IL TRENO MI SENTO MALE”: maranza sfidano l’Italia ultima modifica: 2025-03-03T15:51:15+00:00 da V
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By V marzo 3, 2025 15:51
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1 Comment

  1. Steobaldo marzo 3, 15:55

    in fondo è sincero e dimostra quanto il loro modo di fare e soprattutto di pensare sia lontano dal nostro (dal nostro da Roma in su) ma perché non se ne tornano in Egitto?

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