Trump toglie la paghetta a Zelensky: “Stop aiuti militari, non vuole la pace”
Il comico in crisi di astinenza dovrà rivolgersi ad altri fornitori. Speriamo l’Italia non sia tra questi.
Togliete la paghetta a Zelensky: l’Italia segua l’esempio di Trump
È ora che anche l’Italia prenda una posizione chiara: basta con la “paghetta” a Volodymyr Zelensky. Le recenti dichiarazioni del presidente ucraino, che ha definito la fine della guerra con la Russia “molto molto lontana”, non solo hanno irritato Donald Trump, ma hanno messo in luce un atteggiamento che sembra sempre più lontano dalla ricerca di una pace concreta. A poche ore da queste parole, il presidente americano non ha perso tempo: su Truth Social ha bollato Zelensky come un leader che “non vuole la pace”, mentre Axios rivela che Trump starebbe valutando di sospendere gli aiuti militari a Kiev. Un segnale forte, che Roma non può ignorare.
“L’America non sopporterà ancora a lungo”, ha tuonato Trump, e non è difficile capire il perché. Dopo lo scontro nello Studio Ovale, il tycoon ha convocato un vertice d’urgenza con il gotha della sua administration – dal vicepresidente JD Vance al segretario di Stato Marco Rubio, fino al consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz – per ridisegnare la strategia americana sull’Ucraina. Le parole di Zelensky, definite da Trump “la peggiore dichiarazione che potesse fare”, sembrano aver accelerato una decisione che era nell’aria: gli Stati Uniti potrebbero presto chiudere i rubinetti. E l’Europa? “Non possiamo lavorare senza gli Stati Uniti”, avrebbero ammesso i leader europei in un recente incontro con lo stesso Zelensky. Un’ammissione che mette a nudo la dipendenza del Vecchio Continente dal sostegno americano.
Mike Waltz, intervistato da Fox News, è stato cristallino: “La pazienza del popolo americano non è illimitata, i loro portafogli non sono illimitati e le nostre scorte e munizioni non sono illimitate”. Parole che pesano come macigni e che dovrebbero far riflettere anche l’Italia. Continuare a finanziare un conflitto senza una prospettiva chiara di risoluzione non è più sostenibile, né moralmente né economicamente. “È arrivato il momento di parlare”, ha aggiunto Waltz, sottolineando come il tempo stia scadendo per Zelensky. Un monito che vale anche per noi.
L’Italia, che negli ultimi anni ha contribuito con aiuti militari e finanziari all’Ucraina, deve chiedersi fino a quando potrà permettersi di seguire questa strada. I cittadini italiani, già alle prese con un’economia sotto pressione, meritano risposte. Perché dovremmo continuare a versare risorse in un conflitto che il suo stesso protagonista descrive come lontano da una soluzione? Se Trump, con il pragmatismo che lo contraddistingue, sta valutando di tirarsi indietro, Roma dovrebbe fare lo stesso: sospendere gli aiuti e spingere per una soluzione diplomatica, anziché alimentare una guerra senza fine.
Zelensky, con le sue parole, ha dimostrato di non essere in sintonia né con Washington né con la stanchezza crescente dell’opinione pubblica occidentale. L’Italia non può più permettersi di essere la stampella di un leader che sembra aver perso di vista l’obiettivo della pace. È tempo di dire basta: niente più paghetta a Kiev. Seguiamo l’esempio di Trump e mettiamo i nostri interessi – e quelli dei nostri cittadini – al primo posto.


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