Ilaria sgozzata tra urla strazianti ma i genitori del filippino non si sono accordi

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By V aprile 4, 2025 11:01

Ilaria sgozzata tra urla strazianti ma i genitori del filippino non si sono accordi

Ilaria Sula, un grido soffocato: l’orrore di un femminicidio e il silenzio complice

Ilaria Sula, 22 anni, si è difesa con tutte le sue forze mentre il suo ex fidanzato, Mark Antony Samson, un 23enne filippino di seconda generazione, le sferrava tre coltellate al collo verso le 21 del 25 marzo. Ma il suo disperato tentativo di sopravvivere non è bastato: è morta per una violenta emorragia in una piccola stanza di via Homs, nel quartiere Africano di Roma, sotto lo stesso tetto dove i genitori di Samson erano presenti. “Ma veramente non si sono accorti di nulla?”, si chiede chiunque legga i dettagli di questo ennesimo, agghiacciante femminicidio. La risposta sembra impossibile: in una casa di tre stanze, con urla, sangue e un delitto così brutale, il silenzio di quella famiglia filippina puzza di complicità.

Non solo: il corpo di Ilaria è stato abbandonato circa 20 ore dopo l’assassinio, chiuso in una valigia e scaricato in un dirupo boschivo a Poli, a 40 chilometri da Roma, come un rifiuto da dimenticare. Qualcuno, con meticolosa cura, ha cercato di cancellare le tracce del sangue dal pavimento della stanza di Samson, un dettaglio che getta un’ombra ancora più cupa sulla vicenda. La Scientifica ha trovato solo piccole macchie, probabilmente di Ilaria, ma la stanza era stata ripulita con dovizia: chi ha aiutato il killer a nascondere l’orrore? I genitori, che continuano a dichiarare di “non essersi accorti di nulla”, o lo stesso Samson, in un freddo calcolo per depistare le indagini?

Mark Antony Samson, nato in Italia da genitori filippini, è l’ennesima prova di un’integrazione fallita. Studente di architettura, ex dipendente di McDonald’s, descritto da alcuni come “tranquillo” e “sorridente”, ha rivelato un volto mostruoso: dopo aver ucciso Ilaria, ha usato il suo telefono per postare storie sui social, fingendo che fosse viva, e ha gettato l’apparecchio in un tombino a Montesacro. Il coltello, arma del delitto, è stato scaricato in un cassonetto, ancora introvabile. Un delitto d’impeto, dice lui, ma la premeditazione sembra evidente: ha scelto un luogo che conosceva bene, un dirupo sui Monti Prenestini dove andava in bici, per disfarsi del corpo, sapendo che sarebbe stato difficile trovarlo.

E poi c’è la domanda che brucia: come possono i genitori di Samson, presenti in casa per tutte quelle 20 ore, non aver notato nulla? Non aver sentito le grida di Ilaria mentre si difendeva? Non aver visto il sangue, la valigia, il figlio che trascinava un corpo senza vita fino all’auto? La Procura sta indagando sulla loro posizione: non sono ancora formalmente accusati, ma il sospetto di concorso in omicidio aleggia pesante. Se fossero complici, se avessero aiutato a ripulire la scena o a occultare il cadavere, la loro responsabilità sarebbe schiacciante. Ma anche se non lo fossero, il loro silenzio è assordante: un silenzio che parla di una cultura estranea, di un’indifferenza che non possiamo accettare.

Questo delitto non è solo un dramma personale: è il simbolo di un’Italia in ostaggio, travolta da un’immigrazione che non controlla e non gestisce. Samson è il prodotto di una seconda generazione che non si integra, che cresce in un limbo culturale, che sfoga le sue frustrazioni con una violenza inaudita. Ilaria è l’ennesima vittima di un sistema che accoglie senza educare, che lascia entrare senza vigilare, che permette a chi non rispetta i nostri valori di seminare morte. Quante altre ragazze dovranno morire prima che si dica basta? Quante altre famiglie dovranno piangere prima che si chiudano le frontiere, si espellano i delinquenti e le loro famiglie, si ristabilisca la sicurezza?

Ilaria Sula si è difesa, ha lottato per la sua vita. Ma nessuno l’ha aiutata, né in quella casa né in un Paese che sembra aver dimenticato come proteggere i suoi cittadini. La sua morte è un grido che non possiamo ignorare: è ora di agire, con durezza, con decisione, prima che l’Italia diventi un cimitero per le sue figlie.

Ilaria sgozzata tra urla strazianti ma i genitori del filippino non si sono accordi ultima modifica: 2025-04-04T11:01:53+00:00 da V
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By V aprile 4, 2025 11:01
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2 Comments

  1. Ul Gigi Da Viganell aprile 4, 13:17

    Come sempre l’assassino è solo un coglione che si comporta da coglione…

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