Trump svela permessi soggiorno d’oro: 5 milioni per entrare in America, noi invece li paghiamo per venire
Trump e i “visti d’oro”: 5 milioni per entrare, mentre in Italia paghiamo i migranti per stare a scrocco
Donald Trump ha tirato fuori un’idea che, per quanto sfacciata, ha una sua logica brutale: i “visti d’oro”. Vuoi vivere in America? Sborsa cinque milioni di dollari e ti becchi un permesso di soggiorno permanente, con tanto di strada, comunque entro la legge, per la cittadinanza. L’annuncio è arrivato sull’Air Force One, direzione Mar-a-Lago, con tanto di “Trump Card” dorata – ovviamente con la sua faccia sopra – a fare da ciliegina sulla torta. Un simbolo di lusso e pragmatismo: l’America non è per tutti, ma solo per chi può pagarla cara. E, diciamolo, c’è una coerenza in questo: vuoi il sogno americano? Dimostra di valere qualcosa, in dollari sonanti.
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Poi guardi l’Italia e ti cascano le braccia. Qui, invece di far pagare chi arriva, paghiamo noi. Cento euro al giorno, dicono, per ogni minore non accompagnato nei centri di accoglienza. Cento euro al giorno! Soldi nostri, dei contribuenti, per mantenere gente che spesso non ha né arte né parte, né intenzione di contribuire. Trump ti fa aprire il portafoglio per entrare; noi lo apriamo per farti restare, senza chiedere nulla in cambio. È una follia, un sistema che premia lo scrocco e punisce chi sgobba per pagare le tasse.
Negli Stati Uniti, Trump ha messo un cartello chiaro: “No money, no entry”. È duro, è elitario, ma almeno non prende in giro nessuno. Qui, invece, ci nascondiamo dietro la facciata dell’umanità, mentre buttiamo soldi pubblici per un’accoglienza che non ha né capo né coda. Cinque milioni di dollari per una “Trump Card” contro 100 euro al giorno a fondo perduto: da una parte un business, dall’altra una barzelletta. E la barzelletta siamo noi, che continuiamo a finanziare un sistema assurdo, mentre Trump, nel bene o nel male, fa pagare il biglietto d’ingresso.
La sua carta dorata è un pugno nello stomaco, sì, ma anche uno specchio: l’immigrazione può essere un privilegio, non un diritto regalato. In Italia, invece, sembriamo condannati a questa idiozia di accogliere a scrocco, con i centri pieni e i conti in rosso. Trump vende l’America ai ricchi; noi la svendiamo a chiunque arrivi. E poi ci chiediamo perché il Paese non gira. Bizzarro? No, semplicemente stupido.
Trump, ancora una volta, ha ribaltato il paradigma: sono loro che devono pagare per entrare a casa nostra. Non il contrario. Migrare qui deve essere un privilegio, non un diritto.


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