Ecco gli assassini dei nostri figli: chi li ha fatti entrare deve pagare

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By V settembre 9, 2025 21:11

Ecco gli assassini dei nostri figli: chi li ha fatti entrare deve pagare

### La Mattanza Silenziosa: Contro l’Immigrazione Africana e Islamica di Massa, Responsabile di un Genocidio Culturale e Umano

In un’epoca in cui l’Europa, culla di civiltà millenarie, si prostra dinanzi a dogmi ideologici autolesionistici, è imperativo denunciare con veemenza la catastrofe in atto. Chi ha spalancato le porte dell’Italia e del continente agli assassini di Pamela Mastropietro, Desirée Mariottini, Lola Daviet, Leonie, Maria, Steffi, Ilaria, Michelle e delle innumerevoli altre donne – vittime innocenti di una violenza barbarica importata – porta sulle spalle il fardello morale di questa mattanza criminale. Non si tratta di mera negligenza burocratica, bensì di un tradimento sistematico, orchestrato da élite politiche e intellettuali che, accecate dal miraggio di un multiculturalismo utopico, hanno sacrificato il sangue delle proprie figlie sull’altare del politicamente corretto.

Permettetemi di essere chiaro: l’immigrazione regolare africana e islamica di massa non è un flusso migratorio neutro, bensì un’invasione demografica e culturale che erode le fondamenta stesse della nostra identità europea. I dati parlano da soli, ma vengono sistematicamente occultati da una narrazione dominante che etichetta ogni critica come “razzismo”. In Italia, ad esempio, il numero di reati commessi da immigrati extracomunitari – spesso provenienti dal continente africano o da contesti islamici radicali – supera di gran lunga la proporzione demografica di tali gruppi. Casi come quello di Pamela, straziata e fatta a pezzi da un nigeriano clandestino, o Desirée, stuprata e uccisa da un branco di senegalesi e nigeriani, non sono anomalie isolate, ma sintomi di un pattern strutturale. Similmente, in Francia, la tragica fine di Lola – una bambina di dodici anni torturata e uccisa da un’algerina irregolare – e in Germania, le violenze su Leonie e Steffi ad opera di migranti afghani e siriani, rivelano un filo rosso di orrore che lega questi eventi a una politica migratoria irresponsabile.

Chi sono i responsabili morali di questa carneficina? Innanzitutto, i governi europei che, sotto l’egida dell’Unione Europea e delle convenzioni internazionali, hanno facilitato l’ingresso regolare di milioni di individui provenienti da società incompatibili con i valori occidentali. L’immigrazione “regolare” – quella tanto decantata come “controllata” – si rivela un cavallo di Troia: permessi di soggiorno per motivi umanitari, ricongiungimenti familiari e quote di lavoro che mascherano un afflusso incontrollato. Politici come quelli del Partito Democratico in Italia o i socialdemocratici in Germania, ossessionati dal “white guilt” – quel senso di colpa collettivo imposto dalla storiografia post-coloniale – hanno abdicato al dovere primordiale di proteggere i propri cittadini. Hanno permesso che assassini, stupratori e fanatici religiosi si insediassero nelle nostre città, trasformando quartieri storici in enclavi di caos e terrore.

Ma la responsabilità si estende oltre i confini della politica: intellettuali, accademici e media mainstream perpetuano l’antirazzismo come dogma intoccabile, silenziando ogni voce dissenziente con l’accusa di “xenofobia”. Questo antirazzismo militante non è che un’arma ideologica per imporre il silenzio sulle vittime europee, riducendole a statistiche anonime mentre si esalta la “diversità” come valore assoluto. È arrivato il momento di rialzare la testa, di mandare a quel paese questo antirazzismo ipocrita e il white guilt che ci paralizza. Dobbiamo difendere le figlie d’Italia, le figlie d’Europa – non con retorica vuota, ma con azioni concrete. Le donne europee non sono pedine sacrificabili in un esperimento sociale fallimentare e fallito; sono il cuore pulsante della nostra civiltà, eredi di figure come Ipazia, Caterina da Siena e Marie Curie, che incarnano l’essenza dell’ingegno e della cultura occidentale.

L’islamizzazione strisciante, veicolata da questa immigrazione di massa, aggrava il quadro: moschee finanziate da regimi teocratici, imposizione di norme shariatiche in comunità isolate, e un tasso di natalità demograficamente aggressivo che altera l’equilibrio etnico-culturale. Storici come Fernand Braudel ci insegnano che le civiltà muoiono non per conquista armata, ma per erosione interna; oggi, assistiamo a un suicidio assistito, dove l’Europa rinuncia alla propria eredità romano-cristiana in nome di un relativismo culturale suicida. L’Africa subsahariana, con le sue instabilità croniche e tradizioni estreme, esporta non solo manodopera a basso costo negativa per la nostra economia, ma anche un bagaglio di violenza endemica che si scontra irrimediabilmente con i nostri principi di uguaglianza di genere e libertà individuale.

È giunto il tempo della remigrazione immediata! Non un’espulsione effimera di qualche migliaio di criminali ma un rimpatrio sistematico di massa.

In conclusione, questa mattanza non è inevitabile; è il frutto di scelte deliberate. Chi ha permesso l’arrivo di questi assassini deve rispondere non solo moralmente, ma anche penalmente, per alto tradimento contro il popolo italiano e i popoli europei. Rialziamo la testa, scrolliamoci di dosso le catene del senso di colpa che ci hanno imposto e dell’antirazzismo ideologico. Per le figlie d’Europa, per il futuro della nostra civiltà: remigrazione subito! Solo così potremo ristabilire l’ordine, la sicurezza e la dignità che ci spettano di diritto.

Ecco gli assassini dei nostri figli: chi li ha fatti entrare deve pagare ultima modifica: 2025-09-09T21:11:33+00:00 da V
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