Tre “maranza” sequestrano e seviziano un minorenne italiano
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**Tre “maranza” marocchini sequestrano e seviziano un minorenne italiano a Ferno: scelto a caso “perché era in strada” – l’allarme sicurezza in Lombardia esplode**
FERNO (Varese) – Non una lite, non un regolamento di conti. Solo pura, gratuita, bestiale violenza. Tre giovani marocchini, poco più che ragazzi ma già con la fedina sporca da veri criminali di strada, hanno trasformato una tranquilla serata di fine 2025 in un incubo per un minorenne italiano. Lo hanno scelto a caso, perché si trovava semplicemente sul marciapiede di Ferno mentre loro passavano in auto. Lo hanno sequestrato, caricato a forza, portato in un edificio isolato a Buscate, minacciato con un coltello alla gola, picchiato selvaggiamente e seviziato per ore. Poi gli hanno rubato scarpe e cellulare, lasciandolo fuggire scalzo nel freddo, terrorizzato e sanguinante.
I carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio, coordinati dal pm Roberto Bonfanti, hanno chiuso l’indagine in pochi mesi e ieri, lunedì 3 marzo 2026, i tre “maranza” sono finiti in carcere con accuse pesantissime: sequestro di persona, rapina aggravata e furto. Nei prossimi giorni compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari Anna Giorgetti. Ma la domanda che tutti gli italiani onesti si pongono è una sola: quanto tempo passerà prima che escano con qualche sconto di pena o misura alternativa? E soprattutto: quante altre vittime innocenti dovremo contare prima che qualcuno dica basta?
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Questo non è un episodio isolato. È il copione che si ripete ormai ogni settimana nelle province lombarde. Ferno, Buscate, Busto Arsizio: zone un tempo tranquille, oggi trasformate in territorio di caccia per bande di nordafricani che girano senza meta, armati, in cerca di “divertimento”. Il minorenne aggredito non li conosceva, non li aveva mai visti. Era solo un ragazzo italiano che tornava a casa. Per loro, un bersaglio perfetto: debole, solo, indifeso.
I “maranza” – così li chiamano loro stessi con orgoglio – arrivano da anni con il barcone o con il ricongiungimento familiare, ottengono permessi, documenti, assistenza. E poi ripagano l’Italia con coltelli, botte, rapine e sequestri. L’integrazione? Una bugia colossale. La realtà è che questi soggetti non vogliono integrarsi: vogliono dominare, intimidire, saccheggiare. E mentre le nostre forze dell’ordine lavorano notte e giorno per ricostruire i fatti, i centri di accoglienza continuano a sfornare nuovi potenziali delinquenti.
L’Italia non può più permettersi questa mattanza silenziosa. Ogni giorno che passa senza espulsioni immediate per i condannati stranieri è un giorno in cui mettiamo a rischio i nostri figli. Serve la revoca automatica di ogni permesso di soggiorno per chi commette reati gravi, rimpatri di massa senza appello, carcere vero senza sconti, e soprattutto la chiusura delle frontiere. Basta con i buonisti che parlano di “disagio” e “poveri ragazzi”. Questi non sono ragazzi in difficoltà: sono predatori.
Il minorenne di Ferno è riuscito a scappare scalzo e a chiedere aiuto. Ma quanti altri non ce la faranno? Quante mamme italiane dovranno piangere perché lo Stato ha deciso di proteggere gli invasori invece dei propri cittadini?
L’allarme è rosso. La Lombardia è sotto assedio. E se il governo non interviene subito con mano di ferro, la gente comune inizierà a farsi giustizia da sola. Perché gli italiani non sono più disposti a vivere con la paura di mandare i figli per strada. Ferno è solo l’ultima goccia. L’Italia deve svegliarsi, ora. O sarà troppo tardi.


Tanto il giudice gli dirà “brutti cattivi non fatelo più” e li rimanderá a casa.
Ma stai scherzando? Semmai li ringrazierà per aver fatto progredire la Società, mica può dare l’impressione di essere fassistah…