Torino islamica: 30mila musulmani chiudono la piazza per il Ramadan
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**TORINO CONQUISTATA: 30MILA MUSULMANI INVADONO PARCO DORA E PARALIZZANO LA CITTÀ PER LA FINE DEL RAMADAN – L’ISLAMIZZAZIONE LEGALE È UNA BOMBA A OROLOGERIA!**
Ramadan. Città italiane invase dai musulmani: è l'effetto dell'immigrazione regolare dai paesi islamici che questo governo non ha voluto azzerare. pic.twitter.com/IrH1QcEAbK
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) March 20, 2026
Basta. È ora di dirlo forte e chiaro, senza ipocrisie politically correct: Torino non è più una città italiana. È una provincia dell’umma islamica in piena espansione, grazie all’immigrazione regolare che i nostri governanti continuano a benedire con sorrisi ebete e discorsi da salotto. Oggi, venerdì 20 marzo 2026, la prova è sotto gli occhi di tutti: piazza Baldissera ridotta a un suk caotico, code infinite, clacson infernali, traffico paralizzato per ORE da oltre 30MILA fedeli musulmani che festeggiavano l’Eid al-Fitr, la fine del Ramadan. E il sindaco Stefano Lo Russo? Invece di difendere i torinesi esasperati, si presenta lì a fare il baciamano alla comunità islamica, parlando di “messaggio che parla a tutti noi” e “unire le differenze”. Ma quali differenze, signor sindaco? Qui non si unisce più niente: si SOTTOMETTE!
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Pensateci: ogni anno la stessa scena, come un copione scritto da chi vuole cancellare l’Italia. Migliaia e migliaia di persone – molte arrivate con permessi regolari, ricongiungimenti familiari, visti umanitari, asilo concesso senza batter ciglio – si riversano al Parco Dora come fosse la loro terra. Non una festa privata, no: un’occupazione in piena regola di spazi pubblici, con pedoni che invadono le strade, auto ferme per ore e un “malore” registrato nel caos generale. Il consigliere Pierlucio Firrao di Torino Bellissima ha ragione da vendere: “Tutti gli anni la stessa scena, è inaccettabile!”. Dove erano i vigili? Dove era il “piano adeguato” per gestire questa marea umana prevedibile come l’alba? L’assessore Porcedda balbetta di “11 pattuglie operative” e “rallentamenti fisiologici”. Fisiologici? Ma fatemi il piacere! È fisiologico solo per chi ha deciso che Torino deve diventare un califfato di serie B!
E mentre i torinesi veri restano imbottigliati in macchina, imprecando contro il “tripudio di clacson”, il sindaco Lo Russo fa il poeta: “Accogliere e integrare richiede impegno… è l’unica strada”. Integrare? Ma quale integrazione? Questi 30mila non si integrano: si moltiplicano, si organizzano, pregano in massa sotto la tettoia di Parco Dora e pretendono che la città si fermi per loro. L’Iftar Street a San Salvario, le preghiere collettive, le moschee che spuntano come funghi: è un piano preciso, legale, finanziato con i nostri soldi. Immigrazione regolare, dicono i buonisti. Regolare un corno! È un’invasione soft che sta islamizzando quartieri interi, scuole, ospedali, piazze. Tra vent’anni chi comanderà in piazza Baldissera? L’imam o il sindaco?
Basta ipocrisia! Questa non è “festa di comunità”, è la dimostrazione lampante che l’immigrazione islamica – anche quella “regolare” – è incompatibile con la nostra civiltà. Non portano solo code e caos: portano una cultura che non vuole mescolarsi, che impone i suoi riti, che colonizza lo spazio pubblico e pretende che noi ci adeguiamo. Il Ramadan finisce e Torino si inchina. Domani sarà la sharia a dettare legge sui nostri diritti?
Torinesi, svegliatevi! L’assessore, il sindaco e tutta la sinistra arcobaleno possono continuare a blaterare di “dialogo” e “solidarietà”, ma la realtà è una sola: stiamo perdendo la nostra città. Fermiamo subito l’immigrazione islamica regolare, blocchiamo i ricongiungimenti, chiudiamo i rubinetti dei permessi facili. Altrimenti non sarà più solo piazza Baldissera nel caos: sarà l’intera Italia a scomparire sotto il velo dell’islamizzazione.
Eid Mubarak? No, grazie. Viva l’Italia libera!


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