Profuga violentata da immigrato a Rimini

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By V marzo 20, 2026 12:39

Profuga violentata da immigrato a Rimini

**Silenzio omertoso sulla violenza immigrata: pakistano tenta due volte di violentare una richiedente asilo e la giustizia italiana gli regala la pena sospesa**

Rimini, 20 marzo 2026 – Un’altra aggressione brutale che grida vendetta, un’altra donna lasciata sola nel terrore, un’altra prova schiacciante che l’immigrazione di massa sta trasformando l’Italia in un campo minato per la sicurezza femminile. E il silenzio delle élite “progressiste” è più assordante che mai.

I fatti sono agghiaccianti e documentati. Nell’aprile 2023, in un hotel di Rimini adibito ad accoglienza per richiedenti asilo, un 33enne pakistano (all’epoca 32enne) ha tentato per due sere consecutive di violentare una donna iraniana di 40 anni, anch’essa rifugiata politica. La prima volta si è introdotto nella sua camera, le ha strappato i vestiti e l’ha minacciata di morte per piegarla alla violenza. Solo la reazione disperata della vittima – urla e graffi – lo ha costretto a fuggire. La sera dopo, imperterrito, è tornato alla carica con la stessa minaccia mortale. La donna, terrorizzata, è scappata in strada invocando aiuto: solo l’intervento di una Volante della Polizia l’ha salvata da un destino orribile.

Questa donna era fuggita dall’Iran proprio in cerca di un “mondo libero con le stesse dignità sociali ed economiche di tutte le donne”, come ha ricostruito la cronaca locale. E invece, nella terra promessa dell’accoglienza indiscriminata, ha trovato la barbarie importata.

Il tribunale ha emesso la sentenza proprio oggi: un anno e dieci mesi di reclusione, con pena sospesa. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni. I giudici hanno applicato l’attenuante della “minore gravità del fatto”. Minore gravità? Per due tentativi di stupro con minacce di morte? Un buffetto sulla mano, nessuna cella, nessuna espulsione immediata. L’imputato, difeso dall’avvocato Gianluca Tencati, aveva persino osato parlare di “relazione sentimentale” durante l’interrogatorio.

E qui arriva il punto che Francesca Totolo ha posto con lucidità chirurgica: cosa sarebbe successo se l’aggressore fosse stato un italiano? Le femministe sarebbero scese in piazza inferocite, i media avrebbero gridato al “patriarcato tossico”, la sinistra avrebbe preteso interrogazioni parlamentari a Meloni e Nordio, cortei nazionali, campagne social virali, titoli a nove colonne. Invece l’uomo è pakistano. E cala il silenzio. Zitte le paladine dei diritti delle donne. Zitti i soliti opinionisti che vedono razzismo ovunque tranne quando si tratta di proteggere le italiane – e persino le straniere – da chi arriva da culture incompatibili con la nostra civiltà.

Questo caso non è un episodio isolato: è il segnale di un’emergenza nazionale che nessuno vuole nominare. Hotel e centri di accoglienza pagati dai contribuenti italiani diventano teatri di violenza perché mescoliamo persone provenienti da realtà dove il rispetto per la donna è un concetto inesistente. Pakistan, Iran, Nord Africa: flussi incontrollati che importano non solo povertà, ma modelli culturali tribali e predatori. Le donne – italiane o rifugiate – pagano il prezzo più alto di questa follia buonista.

La sinistra e le associazioni pro-immigrazione possono continuare a voltarsi dall’altra parte, a minimizzare, a parlare di “casi isolati”. Ma la realtà urla: ogni giorno di più le nostre città, i nostri quartieri, persino le strutture di accoglienza diventano meno sicuri. È un tradimento collettivo verso tutte le donne del Paese.

Basta con l’ipocrisia. Basta con l’accoglienza senza regole. È ora di espulsioni immediate e senza appello per chi commette reati gravi come violenze sessuali o minacce di morte. È ora di chiudere le frontiere a chi non è compatibile con i nostri valori. È ora di mettere al primo posto la sicurezza delle nostre cittadine e di chi ha davvero diritto di stare qui.

Il silenzio di oggi è complice. Domani potrebbe essere troppo tardi. L’Italia deve reagire prima che l’invasione migratoria trasformi il pericolo in tragedia irreversibile. Le donne italiane – e non solo loro – meritano molto di più.

Profuga violentata da immigrato a Rimini ultima modifica: 2026-03-20T12:39:37+00:00 da V
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