Aule divise tra maschi e femmine per il Ramadan. “Lo vogliono i ragazzi islamici”

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By V marzo 19, 2026 20:17

Aule divise tra maschi e femmine per il Ramadan. “Lo vogliono i ragazzi islamici”

**Islamizzazione a scuola: il Parlamento si sveglia (finalmente) sul caso Firenze. Vannacciani all’assalto, la sinistra e l’Usr difendono la mini-moschea: “È solo un’aula libera, non fate i razzisti!”**

Firenze, 19 marzo 2026 – Basta ipocrisia. La scuola pubblica italiana non è più un luogo di studio: è diventata un laboratorio di sottomissione all’Islam, e oggi il caso del liceo Sassetti-Peruzzi approda in Parlamento perché qualcuno ha avuto il coraggio di dire che non si può trasformare un’aula statale in una sala di preghiera con separazione obbligatoria per maschi e femmine. Ma la risposta del sistema è sempre la stessa: negare, minimizzare, invocare la Costituzione e dipingere chi protesta come fascista o islamofobo.

Il deputato Rossano Sasso di Futuro Nazionale (il partito di Roberto Vannacci) ha depositato un’interrogazione parlamentare urgente al ministro Valditara, e le parole sono al vetriolo: «Una classe trasformata in piccola moschea con divisorio per le donne? Questo è il rispetto della parità di genere che predica la sinistra? Silenzio assordante sul fatto che le ragazzine vengono discriminate e separate dai maschi nella scuola dello Stato italiano». Parole sacrosante. Perché se una scuola impone la sharia light – separazione di genere durante la preghiera – non è “inclusione”: è imposizione di una norma religiosa discriminatoria in uno spazio laico e pubblico.

Il preside Osvaldo Di Cuffa, intervistato da La Nazione, si arrampica sugli specchi: «Non è una moschea, è un’aula libera. Prima una, poi due perché le ragazze hanno chiesto di pregare separate». Traduzione: la scuola si è piegata alla tradizione islamica senza che nessuno glielo chiedesse esplicitamente, ha autonomamente applicato la regola della separazione di genere (che non è neppure un precetto obbligatorio per tutti i musulmani) e ora finge che sia stata una scelta spontanea degli studenti. Bugia colossale. È stata la dirigenza a decidere di sdoppiare le aule per “evitare polemiche sul gender”, come ammesso da fonti vicine alla scuola. Hanno anticipato le pretese islamiche per non disturbare i digiunanti. Punto.

E l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana? Luciano Tagliaferri, il solito pompiere di regime, chiude il caso con una nota da burocrazia sovietica: «Abbiamo chiesto chiarimenti, il preside dice che non c’è ideologia, è solo autonomia organizzativa». Autonomia per fare cosa? Per ospitare riti confessionali in orario scolastico? Per imporre la sharia light nelle aule pagate dagli italiani? Per discriminare le ragazze musulmane obbligandole a pregare separate, mentre la stessa sinistra urla contro ogni microaggressione di genere? Due pesi e due misure indecenti.

Futuro Nazionale non molla: interrogazione urgente, azioni dimostrative, ispezioni parlamentari e ascolto dei professori dissidenti che – udite udite – esistono e non sono contenti di vedere la propria scuola usata come succursale di una moschea. «Il centrodestra non sia timido con dirigenti ideologizzati filo-islamici», tuona Sasso. E ha mille volte ragione. Perché mentre la sinistra invita imam a prendere il caffè con i vescovi (Prato docet), accoglie studenti palestinesi “per farli sentire a casa” e trasforma il cortile della parrocchia in un set da Ramadan, in classe si separa per sesso, si sposta il programma per il digiuno e si chiude la scuola per l’Eid (Pioltello insegna).

Questa non è convivenza. È colonizzazione culturale strisciante. La sinistra ha scelto da che parte stare: dalla parte di chi vuole trasformare le scuole italiane in avamposti dell’Islam, cancellando ogni traccia di identità cristiana e occidentale. Crocifisso? Via. Presepe? Vietato. Ramadan con aule-moschea e separazione di genere? Benvenuto, è “rispetto reciproco”.

Basta girarci intorno. O l’Italia si ribella ora – con interrogazioni, ispezioni, denunce e una controffensiva culturale durissima – o tra poco la campanella sarà sostituita dal muezzin, le aule avranno tappetini orientati verso La Mecca e le ragazze italiane impareranno che la parità di genere vale solo quando fa comodo alla narrazione woke. Non è autonomia scolastica. È tradimento. E chi lo difende è complice della resa dell’Italia.

Aule divise tra maschi e femmine per il Ramadan. “Lo vogliono i ragazzi islamici” ultima modifica: 2026-03-19T20:17:36+00:00 da V
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By V marzo 19, 2026 20:17
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1 Comment

  1. Steobaldo marzo 19, 20:33

    …e i Pastafariani? Ehhh…e il Prodigioso Spaghetto Volante (Ragù e benedizione si di lui)? Avevo sentito di questa notizia, poi ho visto il preside e ho capito tutto.

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