Pd organizza a Milano il ‘Ramadan di quartiere’: comunicato in Arabo

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By V marzo 19, 2026 14:22

Pd organizza a Milano il ‘Ramadan di quartiere’: comunicato in Arabo

Il Pd parla arabo. Per questo gli italiani non lo capiscono. E mai lo capiranno.

**Milano capitola: Pd in ginocchio davanti all’Islam, locandina in arabo prima dell’italiano!**

È ufficiale: Milano non è più la città della Madonnina. È la città della Mezzaluna.

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Mentre i quartieri storici vengono inghiottiti uno dopo l’altro, il Partito Democratico – spalleggiato da Sinistra Italiana – si prosterna in diretta, con tanto di comunicato ufficiale del Comune. Il nuovo capolavoro? Il Municipio 9 ha trasformato la fine del Ramadan in una festa istituzionale: “Eid di quartiere 2026”. Locandina bilingue sul sito del Comune di Milano, ma con l’arabo in pole position, ben visibile, arrogante, prima dell’italiano. Un messaggio chiarissimo: qui non siamo più a casa nostra. Qui comanda l’Islam.

Via Bernardino De Conti, zona Maciachini, sabato 22 marzo. Ore 17: laboratori per bambini. Ore 18: saluti istituzionali e banchetto halal condiviso. Ore 19: musica. Tutto pagato con i soldi dei milanesi, mentre le stesse strade affogano nel degrado, nello spaccio e nella paura.

L’anno scorso, quando gli stessi fedeli hanno invaso Barona e Martesana per lo stesso Eid, i residenti italiani sono insorti: proteste, rabbia, tensione palpabile. Risultato? Il Pd ha deciso di raddoppiare. Non solo la festa di quartiere, ma anche l’Istituto Comprensivo Iqbal Masih di Pioltello – scuola con il 60% di alunni italiani! – chiude per il terzo anno consecutivo per il Ramadan. I nostri figli si adattano. Loro no.

Abbiamo chiesto spiegazioni ad Anita Pirovano, presidente del Municipio 9 di Sinistra Italiana. La risposta è da manuale del buonismo suicida: «Alcune persone si spaventano per quello che non conoscono». Traduzione: voi milanesi siete ignoranti e razzisti. «Per il secondo anno promuoviamo un Eid di prossimità in un quartiere con tantissime famiglie di background migratorio». E le altre religioni? «Abbiamo fatto Carnevale in venti piazze e regalato libri a Natale». Come se una festa pagana e un libro di fiabe potessero nascondere la resa totale alla sharia culturale.

Silvia Sardone, vice segretario della Lega e consigliere comunale, non ci sta: «Paradossale che il Comune di Milano sponsorizzi sul suo sito ufficiale una festa che si chiama “Eid”, parola migrante che significa festa religiosa musulmana. Mentre le periferie bruciano di degrado e insicurezza, la sinistra pensa solo a compiacere le comunità islamiche. Priorità capovolte. Tradimento puro».

Ancora più duro Riccardo De Corato, ex vice sindaco: «Sala e la sua giunta hanno scelto la sottomissione all’Islam invece di sicurezza e decoro. I milanesi assistono impotenti alla deriva più pericolosa della storia recente della città».

E non è finita. Pochi mesi fa la stessa Milano ha visto l’Ashura: uomini che si flagellano in mezzo alla strada, sangue ovunque, mentre le donne – velate e imprigionate – venivano letteralmente chiuse in un recinto come bestie. Stesso copione. Stesse strade. Stesso silenzio complice delle istituzioni.

Basta.

Questo non è “inclusione”. È colonizzazione.
Questa non è “Milano aperta”. È Milano sottomessa.

Il 22 marzo in via De Conti non si festeggerà solo la fine del Ramadan. Si festeggerà la fine dell’identità italiana in una delle città più belle d’Europa.

Se non ci svegliamo adesso, domani non sarà più “Eid di quartiere”. Sarà Eid di Milano.

E noi? Noi saremo gli ultimi ospiti nella nostra stessa casa.

Pd organizza a Milano il ‘Ramadan di quartiere’: comunicato in Arabo ultima modifica: 2026-03-19T14:22:57+00:00 da V
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By V marzo 19, 2026 14:22
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