Cartello shock a Merano: piazza vietata alle donne perché c’è il Ramadan
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**Merano sotto assedio islamico: «Vietato portare le donne» alla preghiera di fine Ramadan. L’avviso shock dell’Associazione Pace Merano è la prova lampante dell’islamizzazione in corso in Italia**
**L’ennesimo segnale di resa dell’Occidente alla sharia: in Trentino-Alto Adige le norme islamiche entrano nei nostri Comuni e le donne vengono escluse senza che nessuno osi opporsi.**
Ecco il post che ha fatto esplodere il dibattito sui social, postato oggi da Francesca Totolo:
“Vietato portare le donne” pic.twitter.com/jhCgEE8BAh
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 18, 2026
L’immagine allegata al tweet non lascia spazio a interpretazioni: è la pagina 28 del quotidiano **Alto Adige** di mercoledì 18 marzo 2026, sezione Merano. Titolo a caratteri cubitali:
**«Ramadan, «vietato portare le donne»»**
Sottotitolo: *L’avviso shock sul manifesto per la preghiera finale. Gli organizzatori: mancano spazi adeguati*.
L’articolo riporta nero su bianco il manifesto diffuso dall’**Associazione Pace Merano** (la stessa che organizza regolarmente la preghiera del venerdì e che ha legami con la comunità islamica locale). Il testo dell’avviso, scritto in italiano e arabo, è chiarissimo:
> «Vietato portare le donne».
Motivazione ufficiale? «Non abbiamo spazi a sufficienza per preparare assieme a noi le donne. Non abbiamo avuto tempo per trovare un luogo adeguato al numero di fedeli». E ancora: «La preghiera per il primo, secondo e terzo Jammat dalle sette alle nove di mattina in via Otto Huber, è obbligatoria per tutti gli uomini». Le donne? Escluse. Punto.
Il giornale spiega che si tratta della preghiera conclusiva dell’Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan. Secondo la tradizione islamica – citata esplicitamente nel pezzo – uomini e donne devono pregare separati. Ma qui non c’è neppure lo spazio per le donne: quindi “vietato portare le donne”. Una regola che in un Paese occidentale suona come un pugno nello stomaco.
### Cosa significa davvero questo avviso? È islamizzazione allo stato puro
Non si tratta di un “malinteso culturale” o di una “mancanza di organizzazione”. È la dimostrazione pratica di come la sharia si insinui nelle nostre città quando la comunità musulmana raggiunge una massa critica.
– **Separazione dei sessi** imposta per legge coranica.
– **Esclusione delle donne** dalla vita pubblica religiosa (e quindi sociale).
– **Precedente pericoloso**: oggi è la preghiera di fine Ramadan, domani sarà la piscina, il parco, il centro commerciale o la scuola.
A Merano l’Associazione Pace Merano ha ottenuto dal Comune spazi e autorizzazioni per celebrare pubblicamente la fine del Ramadan. E cosa fa? Pubblica un avviso che umilia la dignità femminile in pieno stile saudita o pakistano.
Le femministe italiane? Silenzio assordante. Le stesse che gridano al patriarcato per un complimento o per una pubblicità “sessista” ora tacciono di fronte a un divieto esplicito di portare le donne in un evento religioso finanziato (indirettamente) con soldi pubblici. Perché? Perché criticare l’islam è “islamofobia”. Meglio attaccare il maschio bianco italiano.
### L’Italia si islamizza sotto i nostri occhi
Questo non è un caso isolato. È la punta dell’iceberg:
– Moschee e centri islamici che proliferano senza controllo.
– Avvisi bilingue italiano-arabo che sostituiscono le nostre regole.
– Pregiudizi coranici sulla donna (testimone vale la metà di un uomo, eredità dimezzata, poligamia) che diventano prassi quotidiana.
– Autorità locali che chinano la testa per “non creare tensioni”.
A Merano l’avviso è stato diffuso anche sul sito dell’associazione e sui canali della comunità. I fedeli maschi arriveranno da soli, le donne resteranno a casa. E il Comune? Nessuna reazione ufficiale, nessuna revoca dell’autorizzazione, nessun obbligo di parità di genere.
**Questa è l’islamizzazione:** non serve la conquista armata. Basta la demografia, la complicità delle élite multiculturali e il silenzio dei media “progressisti”.
Francesca Totolo ha fatto bene a sbattere in faccia a tutti questa foto. È un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare.
Se oggi a Merano è “vietato portare le donne” alla preghiera pubblica, domani in quale piazza italiana vedremo lo stesso cartello?
**L’Italia non può permettersi di diventare un califfato a rate.**
Sveglia, prima che sia tardi.


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