Crosetto lancia allarme terroristi iraniani ma i veri terroristi sono i nostri ‘amici’ in Qatar e Arabia
Related Articles
**Crosetto e la “minaccia iraniana”: un allarme fuorviante che ignora la vera radice del terrorismo islamico in Europa**
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato il 19 marzo 2026 su RTL 102.5, ha dichiarato che “attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran non sono in questo momento presi in considerazione”. Il vero problema, secondo lui, sarebbe “il terrorismo: le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per fare un atto di terrorismo che comprenda il fatto di sacrificare sé stessi”. Ha aggiunto che queste cellule “sono dormienti da anni e sono collocate un po’ in tutto il mondo” e ha invocato una coalizione internazionale per lo Stretto di Hormuz, auspicando un ruolo più forte dell’Onu.
Una narrazione allarmistica, funzionale alla linea geopolitica attuale, ma che non regge al confronto con i fatti storici e con la realtà del terrorismo islamico che ha davvero colpito l’Europa negli ultimi decenni.
**Non esiste una campagna di terrorismo sciita di massa legata all’Iran sul suolo europeo.**
A differenza del jihadismo sunnita – responsabile di stragi come gli attentati di Madrid 2004, Londra 2005, Parigi 2015 (Bataclan), Bruxelles 2016, Manchester 2017 e Nizza 2016, con centinaia di morti – non si registra alcun attacco indiscriminato di matrice sciita-iraniana che abbia provocato stragi simili. I casi attribuiti a reti iraniane o Hezbollah (come l’attentato al bus di Burgas in Bulgaria nel 2012 contro turisti israeliani o alcuni complotti sventati contro dissidenti e obiettivi ebraici) sono stati operazioni mirate, spesso di assassinio politico o vendetta contro oppositori del regime, non campagne di terrore di massa contro la popolazione civile europea. Nessuna “cellula dormiente” iraniana ha mai rivendicato o eseguito attacchi suicidi di massa nelle città europee paragonabili a quelli di Al Qaeda o dell’ISIS.
Al contrario, **tutto il terrorismo islamico che ha insanguinato l’Europa negli ultimi vent’anni è di matrice sunnita**, ispirato o indirettamente alimentato dall’ideologia wahhabita/salafita esportata proprio dai Paesi del Golfo – Arabia Saudita e Qatar in primis – che sono stretti alleati strategici, economici e militari dell’Occidente.
– L’Arabia Saudita ha investito miliardi nella diffusione globale del wahhabismo attraverso moschee, scuole coraniche e fondazioni caritatevoli (Muslim World League, IIRO, Al Haramain). Rapporti dell’Europol, del Bundeskriminalamt tedesco e del Parlamento Europeo hanno documentato come questi flussi ideologici e finanziari abbiano contribuito alla radicalizzazione di migliaia di giovani europei finiti nelle file di Al Qaeda e ISIS.
– Il Qatar, che ospita basi militari americane e leader di Hamas, ha finanziato reti islamiste (inclusa l’ideologia dei Fratelli Musulmani) e ha versato ingenti somme a gruppi jihadisti in Siria e Libia, come emerso da inchieste del New York Times e del Wall Street Journal. Eppure Doha resta un partner privilegiato della NATO e dell’Europa.
L’Iran, al contrario, è uno Stato sciita che non ha mai esportato un’ideologia di terrore globale come il wahhabismo. Il suo sostegno va a proxy regionali (Hezbollah, Houthis, milizie irachene) per ragioni geopolitiche anti-israeliane e anti-americane, non per una jihad universale contro l’Occidente. I pochi episodi legati a Teheran in Europa sono stati quasi sempre sventati grazie all’intelligence e non hanno mai raggiunto il livello di devastazione del terrorismo sunnita.
VERIFICA NOTIZIA
Crosetto parla di “centinaia di cellule dormienti iraniane” come se fossero il pericolo imminente. Ma dov’erano queste cellule quando l’Europa piangeva i morti di Parigi, Bruxelles o Nizza? Dov’erano quando migliaia di foreign fighters europei tornavano dalla Siria dopo essere stati radicalizzati in moschee finanziate da Riyadh o Doha? Il ministro sceglie di puntare il dito contro l’Iran – nemico storico di Israele e degli USA – mentre tace sul fatto che i principali finanziatori ideologici del jihadismo sunnita siedono nei palazzi di Riyadh e Doha, alleati a pieno titolo dell’Occidente.
La coalizione per Hormuz e l’appello all’Onu rischiano di essere solo il pretesto per un’escalation contro Teheran, mentre si continua a fare affari con chi, per decenni, ha seminato l’odio che ha prodotto il vero terrorismo europeo. È tempo di chiamare le cose con il loro nome: il problema non è l’Iran sciita. È l’ipocrisia di un Occidente che combatte il terrorismo con una mano e lo finanzia (indirettamente) con l’altra, attraverso alleanze scomode ma convenienti.
Crosetto ha ragione a dire che il terrorismo è un problema. Ha torto a indicare il colpevole sbagliato. L’Europa dovrebbe guardare ai propri alleati prima di inventarsi nemici per giustificare nuove missioni militari.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment