Ragazzino ha il viso distrutto ma il suo aguzzino straniero è libero
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**L’ennesima violenza di uno straniero che semina terrore: 17enne massacrato ad Aprilia, mandibola fratturata e famiglia terrorizzata**
Aprilia, 20 marzo 2026 – Ancora sangue italiano per le strade di una città ormai ostaggio di stranieri che non rispettano regole, leggi né persone. Un ragazzo di appena 17 anni è stato selvaggiamente picchiato in pieno giorno, davanti alla madre e alla sorella minore, da un 24enne di origini straniere. Frattura scomposta della mandibola, intervento chirurgico, prognosi di almeno 30 giorni: questa è la “giustizia” che tocca agli italiani perbene mentre chi arriva da fuori può permettersi di tutto.
La madre, distrutta, ha dovuto raccontare tutto sui social perché la paura e l’indignazione hanno superato ogni limite. La famiglia stava tornando a casa dopo la spesa quando il 17enne ha riconosciuto il suo aguzzino: un 24enne straniero che da tempo lo perseguitava. Sputi, minacce, insulti. Perfino davanti alla sorella di 14 anni. «Ogni volta che usciva con il nostro Jack Russell riceveva sputi e minacce», ha scritto la donna. «Non si fermava nemmeno davanti a mia figlia di 14 anni; addirittura lo minacciava di prendere coltelli o pistole». Una situazione infernale che la famiglia aveva sopportato in silenzio: niente denunce, per mancanza di prove e soprattutto per paura di ritorsioni peggiori. Paura che, purtroppo, si è rivelata fondata.
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Lunedì scorso l’epilogo brutale. Il ragazzo portava le buste della spesa. Lo straniero lo vede, si avvicina e, senza un motivo, gli urla: «Vuoi vedere che ti tiro uno schiaffo davanti a tua…». Non finisce nemmeno la frase: un pugno violentissimo in faccia. Sangue ovunque. La madre lo vede piegarsi, il viso distrutto. Arrivano carabinieri, polizia, ambulanza. Al pronto soccorso la Tac parla chiaro: frattura bifocale della mandibola, intervento obbligatorio, mesi di calvario. Il 24enne di origini straniere viene portato in caserma e poi… denunciato a piede libero. Libero di girare per le stesse strade dove ha massacrato un minorenne italiano.
La madre non ci sta: «Mi chiedo se esiste ancora la giustizia, se è meglio essere delinquenti perché tanto vengono sempre tutelati. Vogliamo giustizia e vi chiediamo di unirvi a noi». Un grido disperato che migliaia di italiani condividono ogni giorno. Perché questo non è un episodio isolato. È la conseguenza di un’immigrazione incontrollata che ha portato troppi individui senza radici, senza rispetto e senza paura delle nostre leggi nelle nostre città. Aprilia, come tante altre realtà del Lazio e d’Italia, paga un prezzo altissimo: italiani che non possono più uscire di casa tranquilli, famiglie che vivono nel terrore, ragazzi picchiati per un nonnulla da stranieri che sanno di poter contare su una giustizia troppo morbida.
Basta girarsi dall’altra parte. Basta fingere che “integrazione” sia una parola magica. Qui non si tratta di povertà o di sfortuna: si tratta di un 24enne straniero che minaccia pistole e coltelli, spacca la mandibola a un ragazzino italiano e torna a piede libero. La madre ha ragione: non si fermerà. E nemmeno noi dobbiamo fermarci. È ora di pretendere sicurezza vera, espulsioni immediate per chi aggredisce e pene esemplari per chi crede di poter venire in Italia solo per spadroneggiare.
La famiglia di questo ragazzo di 17 anni merita giustizia. L’Italia intera merita di riavere le sue strade sicure. Prima che sia troppo tardi.


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