Trans massacrano donna per strada ma non possono essere arrstati
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**Roma sotto scacco della violenza protetta: Dopo il 22enne tunisino picchiatore seriale di donne e bambine, due trans aggrediscono e massacrano di botte una 48enne durante una tentata rapina – Bloccati dai passanti ma NON ARRESTATI. L’ennesima sentenza vergogna della magistratura buonista che umilia le forze dell’ordine e lascia libere le belve**
È l’ennesima, vergognosa dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata uno strumento al servizio dell’impunità ideologica, del politically correct e della protezione dei violenti, mentre i cittadini onesti, le donne e i bambini pagano il conto con sangue, paura e indignazione. Nel quartiere San Lorenzo a Roma, già martoriato da mesi da un 22enne tunisino seriale picchiatore di donne e bambine, adesso piombano due trans che hanno aggredito brutalmente una donna italiana di 48 anni durante un tentativo di rapina in pieno giorno.
I due sono stati coraggiosamente bloccati dai passanti, gente normale esasperata che ha dovuto fare il lavoro che lo Stato si rifiuta di fare. Risultato? Non sono stati arrestati «per la mancanza di…». Mancanza di cosa? Di prove? Di celle? Di volontà? La solita scusa ipocrita delle procure rosse che trovano sempre un cavillo per lasciare liberi immigrati, irregolari e soggetti devianti, mentre scatenano l’inferno contro chi indossa la divisa.
E non è un caso isolato. È la stessa logica perversa che abbiamo visto a Milano poche settimane fa, dove un trans brasiliano di 43 anni chiamato Bruna – molestatore seriale di bambini di una scuola elementare, che si denudava in pubblico davanti ai minori nella zona Parco Trotter – ha opposto resistenza violenta a un controllo, ha tentato la fuga, ha aggredito gli agenti e ha ottenuto la condanna in Appello a 10 mesi per un vigile urbano colpevole solo di aver fatto il suo dovere. Quel trans ha persino ottenuto di costituirsi parte civile, mentre l’agente finito sotto processo per lesioni aggravate.
Immaginate la scena: il trans, dopo aver molestato minori e aver fatto condannare un agente dello Stato, che esulta trionfante con il segno di vittoria (dita indice e medio a V) proprio davanti alle sbarre di una cella di sicurezza, dentro la quale è rinchiuso umiliato, sconfitto e arrabbiato il vigile urbano in uniforme. L’espressione beffarda del molestatore che ride in faccia al poliziotto, le luci fredde al neon della questura, le pareti grigie sporche. Questa immagine riassume perfettamente l’Italia del 2026: chi aggredisce, molesta bambini, rapina donne e sfida le forze dell’ordine festeggia da uomo libero, mentre chi serve lo Stato viene umiliato, processato e messo in gabbia dalle toghe buoniste.
Questa è la stessa magistratura malata che:
– Assolve pakistani “ciechi assoluti” che guidano SUV e gestiscono negozi.
– Paga risarcimenti milionari a Ong che speronano la Guardia di Finanza.
– Lascia liberi stupratori irregolari con decine di espulsioni inevase.
– Condanna esemplarmente gli agenti per “eccesso di forza” contro chi resiste e violenta.
Lo Stato italiano punisce chi difende i bambini e le donne, ma protegge chi li aggredisce. La 48enne romana pestata a San Lorenzo è solo l’ultima vittima di una catena infinita. I due trans, bloccati dai cittadini, tornano tranquillamente a piede libero. Nessun arresto. Nessuna misura cautelare. Niente. Esattamente come succede con i tunisini seriali e con tutti gli intoccabili del momento.
Giorgia Meloni ha ragione da morire quando parla di «sentenze assurde» e di forze dell’ordine criminalizzate. Qui siamo oltre: siamo di fronte a uno Stato colluso che ha scelto da che parte stare, e non è quella degli italiani onesti.
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica arma rimasta per spezzare questa catena di impunità. Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni esemplari per chi premia molestatori e rapinatori e condanna chi li ferma).
Gli ultimi sondaggi danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far tremare le toghe.
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini, colleghi. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare più questo schifo: trans e immigrati violenti liberi di picchiare e rapinare, mentre i vigili finiscono in cella e le donne italiane restano senza protezione.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, i suoi bambini e le sue forze dell’ordine, non chi li aggredisce o li mette in pericolo. La pacchia è finita – per le toghe buoniste e per chi le usa come arma contro chi serve lo Stato! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!
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Dopo il 22enne tunisino picchiatore seriale di donne e bambine, nel San Lorenzo di Roma, piombano due trans che hanno aggredito e picchiato una 48enne, durante un tentativo di rapina.
I due sono stati bloccati dai passanti ma non sono stati arrestati per la mancanza di… pic.twitter.com/FuqOgP8rU1
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 20, 2026


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