I sindaci di sinistra hanno consegnato le piazze ai musulmani per il Ramadan
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**L’Italia si arrende: gli spazi pubblici “conquistati” dal Ramadan sono la prova definitiva dell’asse islamo-sinistro che sta islamizzando il Paese**
Basta. È finita l’ipocrisia. L’Italia non è più un Paese sovrano: è un protettorato islamico in piena regola, dove i sindaci di sinistra si prosternano davanti ai tappetini da preghiera e persino la Chiesa cattolica si inginocchia umiliata di fronte all’invasore. Il Ramadan ha occupato le piazze, i piazzali, le strade. Non è più una festa religiosa: è una dimostrazione di forza, un’occupazione simbolica e concreta del territorio. E la sinistra, con il suo codazzo di vescovi vigliacchi, applaude.
A Torino il sindaco Stefano Lo Russo, quello che non perde occasione per leccare i piedi alla comunità musulmana, si è presentato in piazza per la preghiera di fine digiuno come un fedele qualsiasi. Le sue parole sono vomito puro: «Il senso del Ramadan è andare all’essenzialità delle cose». Ma quale essenzialità, Lo Russo? L’essenzialità di chi impone la sharia a passo di carica mentre voi svendete l’Italia? L’essenzialità di chi ringrazia la “comunità musulmana per il contributo alla nostra città” mentre i quartieri di Torino diventano enclave islamiche intoccabili? L’essenzialità di chi sogna una “Torino più giusta, più solidale, più umana”… ma solo se l’umanità è quella imposta dal Corano. Disgustoso. Patetico. Tradimento in diretta.
A Roma la situazione è ancora più oscena. Piazza dei Consoli trasformata in moschea a cielo aperto, autorizzata dal Municipio. Donne segregate nei recinti come bestie, uomini in preghiera che occupano lo spazio pubblico come padroni. Il capogruppo della Lega Fabrizio Santori ha presentato un’interrogazione in Campidoglio, e fa bene: «Quanto accade è inaccettabile. La piazza è stata consegnata al culto dell’Islam mettendo a repentaglio la sicurezza e la vita quotidiana dei residenti». Domanda legittima: se un gruppo di cristiani provasse a celebrare una Messa all’aperto in un Paese islamico, quanto tempo durerebbe prima di finire in galera o peggio? Ma in Italia no. In Italia si può. Anzi, si deve. Perché la sinistra ha deciso che l’Islam è la nuova religione di Stato e chiunque osi criticarlo è “islamofobo”.
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E il colpo di grazia arriva da Prato, dove la Diocesi – sì, proprio la Diocesi cattolica! – ha concesso il piazzale interno del complesso di San Domenico per la preghiera di fine Ramadan. San Domenico! Il santo che predicava contro gli eretici e difendeva la fede cristiana! Oggi i suoi eredi aprono le porte al nemico. Che schifo. Che vergogna epocale. Mentre i cristiani nei Paesi musulmani vengono massacrati, discriminati, ridotti a cittadini di serie B, qui da noi i vescovi regalano spazi sacri all’Islam. È suicidio assistito. È tradimento della civiltà occidentale.
Basta girarci intorno: questo non è “inclusione”, è sottomissione. Non è “dialogo”, è resa. L’asse tra musulmani e sinistra è ormai una realtà blindata: da una parte chi vuole conquistare l’Europa con la demografia e la prepotenza religiosa, dall’altra chi odia l’Occidente cristiano e vede nell’Islam l’arma perfetta per distruggerlo. I risultati li vedete: piazze occupate, donne velate e segregate in pubblico, sindaci in ginocchio, chiese che si prostituiscono.
Leggetevi tutto qui, perché i fatti sono nudi e crudi:
Ramadan, islamici invadono le piazze italiane e mettono le donne nei recinti
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L’Italia sta diventando La Mecca d’Europa. E se non ci svegliamo subito, se non cacciamo via quest’orda islamica e i suoi complici di sinistra, tra pochi anni non ci sarà più nemmeno una piazza dove poter dire che siamo ancora a casa nostra. È ora di finirla. Con la buona educazione. Con il politicamente corretto. Con la resa.
O l’Italia si ribella, o l’Italia muore. Punto.


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