NELLE SCUOLE LEZIONI PER AMARE GLI IMMIGRATI
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**NELLE SCUOLE LEZIONI PER AMARE GLI IMMIGRATI**
**La sinistra vuole indottrinare gli studenti. Parte nelle scuole il progetto Migrazioni**
Firenze, 27 marzo 2026 – È un’allerta rossa quella che si accende nelle aule delle scuole pubbliche italiane. Non si tratta di un’emergenza sanitaria o di un problema strutturale: è qualcosa di più insidioso, di più profondo. È l’offensiva ideologica della sinistra radical chic che, nella roccaforte rossa di Firenze, ha deciso di trasformare le classi in laboratori di propaganda immigrazionista. Invece di insegnare grammatica, matematica, storia d’Italia o scienze, si impone ai ragazzi di “amare” l’immigrazione di massa. Obbligatorio. Dichiarato. Ufficiale.
Sul sito del Comune di Firenze e sul portale dell’amministrazione toscana è tutto nero su bianco, senza vergogna. Si chiama “Progetto Migrazioni”, inserito nel programma “Le Chiavi della città”. Gli insegnanti del liceo Rodolico – uno dei simboli della scuola pubblica fiorentina – hanno ricevuto nei giorni scorsi una mail che non lascia spazio a interpretazioni: «Da lunedì partirà il progetto Migrazioni, che rientra tra le attività di Le Chiavi della città. Il progetto, che si concentra sui temi dell’asilo e dell’immigrazione, intende sensibilizzare studenti ad una positiva percezione del fenomeno migratorio, stimolando un dibattito aperto e informato su tali temi, favorendo la cultura dell’accoglienza, dell’incontro e della diversità».
Traduzione dal politichese: si vuole inculcare nei nostri figli l’idea che l’immigrazione incontrollata sia non solo inevitabile, ma addirittura un bene sacro da celebrare. Che i “viaggi della speranza” siano la nuova normalità, che i confini siano un concetto vecchio e razzista, che la teoria No Borders sia l’unico orizzonte possibile. Mentre i ragazzi faticano a scrivere senza errori e a fare di conto, la sinistra li bombarda con lezioni sul “rispetto della diversità” e sulla “coesione sociale” che, guarda caso, si ottiene solo accogliendo chiunque arrivi.
Il portale comunale rincara la dose con un linguaggio da manuale buonista: «L’importanza sociale e politica dell’immigrazione e dell’asilo è cresciuta costantemente nel corso degli anni ed abbiamo così assistito ad un aumento dei flussi migratori. Al contempo hanno continuato a manifestarsi sempre più episodi di discriminazione e razzismo, causando tensioni all’interno delle comunità. A seguito di ciò, si avverte la necessità di accrescere la consapevolezza dei motivi per cui alcune persone scelgono di lasciare il proprio Paese. Educare i giovani ad una cittadinanza attiva, consapevole e critica, anche in materia di immigrazione, può contribuire a promuovere il rispetto per la diversità e a favorire la coesione sociale».
Basta leggere tra le righe per capire il vero obiettivo: rendere irreversibile l’invasione demografica. Far credere alle nuove generazioni che opporsi ai flussi incontrollati sia sinonimo di odio, di razzismo, di arretratezza. Un lavaggio del cervello sistematico, pagato con i soldi dei contribuenti italiani, per preparare il terreno a una società multiculturale dove l’identità nazionale viene sciolta come neve al sole.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi, ha denunciato con fermezza questo delirio: «Il delirio immigrazionista di una certa sinistra buonista e radical chic non conosce remore e confini. Adesso subentra anche una vile sudditanza a ciò che è allogeno, il diverso è per forza meglio di noi e va assecondato a tutti i costi. Da una parte si negano presepi e crocifissi, dall’altra nelle scuole si concedono sale e spazi per il Ramadan».
Esatto. Mentre si cancella la nostra storia, la nostra fede, le nostre radici cristiane per non “offendere” nessuno, si costruiscono altari all’accoglienza obbligatoria. È la sostituzione culturale in atto, pianificata nelle aule dove si forma il futuro del Paese. I nostri ragazzi non devono più imparare a essere italiani orgogliosi: devono imparare a essere “cittadini del mondo”, pronti a cedere spazio, risorse e identità a chi arriva da fuori.
Questo non è un progetto educativo. È un atto di guerra ideologica contro la nostra civiltà. È la sinistra che, sconfitta sul piano politico, si rifugia nelle scuole per conquistare le menti più giovani e indifese. Se non ci opponiamo ora, con forza e senza compromessi, tra dieci anni avremo una generazione che considera l’Italia un museo da svendere e l’immigrazione di massa come un dovere morale.
Basta. È ora di dire no a questa indottrinazione. Le scuole devono tornare a formare cittadini italiani consapevoli della propria storia, non militanti del globalismo senza frontiere. Altrimenti, il prezzo lo pagheranno i nostri figli. E sarà altissimo.


Ma la sinistra non è al governo. C’è un’invasione anche con la destra. Adesso avete rotto!
Questo governo non sta facendo nulla per bloccare i migranti, vergogna!
Si devono dimettere tutti, non solo Santanchè, Delmastro ecc
La destra non sta facendo nulla nemmeno per i ricongiungimenti familiari! Vergogna…