Picchia anziano per strada fino a spezzargli il femore
Related Articles
**Roma sotto assedio: anziano massacrato da immigrato maliano che lo aggredisce mentre aspetta la figlia. Basta con questa violenza importata!**
Roma, 27 marzo 2026 – È inaccettabile. Un padre italiano di 68 anni, un uomo qualunque che stava semplicemente aspettando il ritorno della figlia dal lavoro, è stato brutalmente pestato e derubato in via Tallone, al Tor Cervara. L’aggressore? Un cittadino del Mali di 38 anni, arrestato dopo una fuga da vigliacco e ora rinchiuso a Regina Coeli. Questo non è un “incidente”: è l’ennesima prova che l’immigrazione senza regole sta trasformando le nostre strade in campi di battaglia. E l’Italia non può più fingere di non vedere.
VERIFICA NOTIZIA
I dettagli, emersi dalle indagini della polizia del V Distretto Prenestino, sono di una violenza che fa rabbrividire. L’una e mezza di notte del 21 marzo. L’anziano si trovava in via Costi, un gesto normale, quotidiano, di chi si preoccupa per la propria famiglia. Dal nulla spunta l’immigrato maliano: «Dammi il portafogli». Al rifiuto – coraggioso, legittimo – il pugno feroce in pieno viso. Poi l’anziano viene scaraventato a terra, picchiato senza pietà e spogliato di borsello e cellulare. Un’aggressione selvaggia, da predatore, contro un uomo che poteva essere suo padre.
Portato d’urgenza al Policlinico Umberto I, il 68enne ha riportato un trauma cranico e una frattura del femore. Quaranta giorni di prognosi. Quaranta giorni di sofferenza, di ospedale, di incubi per un italiano che voleva solo riabbracciare la figlia. Quaranta giorni che gridano vendetta contro una politica migratoria folle, che continua a importare problemi invece di proteggere i cittadini.
La polizia ha identificato il sospettato grazie al riconoscimento della vittima tramite fascicolo fotografico. Alla vista degli agenti, il 38enne ha tentato la fuga a piedi in via di Tor Cervara, aggiungendo resistenza a pubblico ufficiale ai reati di rapina aggravata e lesioni. La gip Emanuela Attura ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Giustizia minima, ma tardiva. Perché questo delinquente era già libero di circolare nelle nostre strade? Perché un immigrato in pieno vigore fisico può aggredire un anziano indifeso senza che nessuno lo fermi prima?
Tor Cervara non è un’eccezione: è il volto di una Roma che sta collassando sotto il peso di un’immigrazione incontrollata. Cittadini del Mali e da altri paesi africani arrivano senza veri controlli, senza integrazione, senza rispetto per le leggi di chi li ospita. Rapine, aggressioni, spaccio: il copione si ripete identico, notte dopo notte. I quartieri un tempo sicuri diventano zone off-limits, le famiglie italiane vivono nel terrore, e i politici parlano ancora di “accoglienza” come se fosse una virtù.
Un 68enne che aspetta la figlia al lavoro non deve temere per la vita. Un immigrato di 38 anni non deve poter sfogare la sua violenza su chi è più debole. Eppure succede, perché l’Italia ha spalancato le porte senza filtri, ha permesso che la delinquenza straniera mettesse radici. Mentre l’anziano combatte con una frattura che lo segnerà per mesi, quanti altri come il suo aggressore sono ancora liberi, pronti a colpire di nuovo?
È ora di dire basta, senza giri di parole. L’immigrazione selvaggia non arricchisce: distrugge. Distrugge la sicurezza, la pace, la dignità degli italiani. Servono frontiere blindate, espulsioni immediate per i delinquenti, tolleranza zero per chi arriva e crede di poter dettare legge nelle nostre città. Altrimenti, le vittime continueranno a moltiplicarsi. Questo non è allarmismo: è la cruda realtà che i fatti urlano ogni giorno. E come giornalista non tacerò mai. Roma merita giustizia, non altre lacrime. L’Italia deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment