Guerriglia islamica a Milano, immigrati assaltano Piazza Duomo: “Vaffanc*lo Italia, polizia di m*rda”
“Vaffanculo Italia, polizia di merda”
Milano, piazza Duomo, le violenze delle gang islamiche a Capodanno. Guerra urbana, con le forze dell'ordine sopraffatte e umiliate. La situazione è fuori controllo, e il grido di "Vaffanc*lo Italia, polizia di m*rda” risuona come un insulto diretto alla nostra nazione. pic.twitter.com/AQmnhzaXKT
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) January 1, 2025
I festeggiamenti degli immigrati e dei “nuovi italiani” in piazza Duomo a Milano
Milano, piazza Duomo, potevano mancare le violenze delle gang islamiche a Capodanno? Non c’è nulla di sorprendente. Quello che doveva essere un momento di festa si è trasformato in un teatro di guerra urbana, con le forze dell’ordine sopraffatte e umiliate da una gioventù senza rispetto né per la nostra cultura né per le nostre leggi. La situazione è fuori controllo, e il grido di “Vaffanculo Italia, polizia di merda” risuona come un insulto diretto alla nostra nazione.
Non bastano le zone rosse. L’unica soluzione è la remigrazione di quelle culture che non si integreranno mai. Abbiamo visto con i nostri occhi come i festeggiamenti si siano trasformati in un’occasione per seminare caos e violenza. Non si tratta di isolati episodi ma di una tendenza che si sta radicando sempre più profondamente.
La Milanistan del sindaco Beppe Sala
Sotto la guida del sindaco Beppe Sala, Milano sta diventando una città irriconoscibile, un luogo dove la nostra identità è messa a repentaglio da un’integrazione che si rivela fallimentare. Le politiche di accoglienza indiscriminata hanno portato a una sostituzione etnica evidente, dove i valori e le tradizioni italiane vengono calpestate da chi non ha intenzione di adottarle.
Le gang islamiche, spesso composte da giovani di seconda generazione, si sentono abbastanza forti da sfidare apertamente la legge e l’ordine pubblico, trasformando la nostra amata piazza Duomo in un campo di battaglia. Questo non è l’integrazione che avevamo immaginato; è un’invasione culturale che sta portando via la nostra identità pezzo dopo pezzo.
È tempo di svegliarsi, di dire basta a questa follia. La nostra patria è sotto attacco, e se non agiamo ora, non ci sarà più un’Italia da difendere. La remigrazione è l’unica via per preservare ciò che siamo, per proteggere il nostro futuro dalle minacce di oggi.


Mi sto riguardando su rai2 il Concerto di Capodanno di Vienna che ho visto in diretta alla tv svizzera a mezzogiorno.
Nell’orchestra e nel pubblico non vedi un solo baluba, segno che non sono capaci di suonare musica classica nè che non posso permettersi di pagare il biglietto più economico per entrare e farsi vedere nel mondo… sarà mica colpa dei soliti rassisti?
Dio benedica quella coppia anziana giapponese, lui in abito nero e lei col vestito rosso tradizionale del suo paese, in mezzo al pubblico: fossero tutti così esemplari nella loro dignità gli extra europei, la loro vista controbilancia il balubismo imperante fuori, questo è il vero VAFFANCULO alla sinistra mondiale…