L’Inferno Islamico di Capodanno: Piazza Duomo stuprata un’altra volta

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By V gennaio 1, 2025 22:47

L’Inferno Islamico di Capodanno: Piazza Duomo stuprata un’altra volta

L’ultima volta stuprarono decine di ragazzine in Piazza Duomo. Quest’anno, visto che le zone rosse di Piantedosi sono la dimostrazione plastica della sua incapacità di proteggere gli italiani dall’invasione, le ragazzine italiane sono rimaste a casa. E così i ‘patrioti’ di Mattarella si sono ‘limitati’ a stuprare il sagrato della nostra cattedrale.

L’Inferno di Capodanno: L’Immigrazione Islamica Trasforma l’Europa in un Campo di Battaglia

Capodanno 2025 è stato non un inizio di anno ma un incubo reale, un’orgia di violenza che ha dimostrato come l’immigrazione islamica stia distruggendo l’Europa. La Lombardia, un tempo simbolo di prosperità e cultura, si è trasformata in uno scenario di guerra, con gang islamiche che sparano contro i pompieri dopo aver incendiato cassonetti, un atto di barbarie che ha scioccato l’Italia intera.

Ma non è solo un problema italiano. In 24 ore, tre attentati di matrice islamica hanno colpito l’Italia, gli Stati Uniti e la Germania, dimostrando che questa piaga è internazionale. Abbiamo visto un egiziano a Rimini accoltellare passanti, un gesto non di follia ma di terrorismo con il Corano in tasca come simbolo del suo odio.

A Milano, piazza Duomo, simbolo della nostra cultura, è stata assaltata da immigrati islamici che urlavano “Vaffanculo Italia, polizia di merda”, un affronto diretto alla nostra nazione e alle nostre forze dell’ordine. Questo non è più un problema di integrazione; è una dichiarazione di guerra.

E mentre in Francia si contano oltre mille auto bruciate, segno di un’ormai nota “notte di guerra” che si ripete ogni Capodanno, ci si domanda come si sia potuto arrivare a tanto. La Francia, una volta faro di civiltà, è diventata un esempio di come l’immigrazione islamica senza controllo porti al caos.

In questo contesto, il discorso di Mattarella, che elogia questi “patrioti”, suona come una beffa. Mentre lui parlava, questi “patrioti” umiliavano e attaccavano l’Italia, trasformando Milano in una zona rossa esclusivamente per gli italiani. Piazza Duomo, vietata agli italiani, è diventata un simbolo di come l’immigrazione islamica stia cercando di cancellare la nostra identità.

L’ultima goccia è stata la guerriglia islamica a Milano, dove gli immigrati hanno assaltato piazza Duomo, sfidando apertamente l’autorità e la dignità dell’Italia. Le urla di “Vaffanculo Italia, polizia di merda” non sono solo un insulto; sono una dichiarazione di guerra contro tutto ciò che rappresentiamo.

È tempo di svegliarsi da questo incubo. L’immigrazione islamica non è una risorsa; è una minaccia diretta alla nostra sicurezza, alla nostra cultura e alla nostra stessa esistenza come nazione. Le nostre politiche devono cambiare, e cambiare radicalmente. Dobbiamo fermare questa invasione prima che l’Europa e l’Italia non siano più riconoscibili. Capodanno 2025 non deve essere ricordato come l’inizio della fine, ma come il momento in cui abbiamo deciso di reagire.

L’Inferno Islamico di Capodanno: Piazza Duomo stuprata un’altra volta ultima modifica: 2025-01-01T22:47:54+00:00 da V
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By V gennaio 1, 2025 22:47
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2 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell gennaio 2, 12:05

    Prendiamo questi giovani baluba e buttiamoli fuori a calci in culo, prendiamo i genitori che se li sono portati dietro e buttiamo fuori pure loro a calci in culo, prendiamo gli imprenditori locali che hanno assunto i baluba genitori, ascoltiamo i loro pianti perchè “dove li troviamo degli altri fessi che non hanno grosse pretese econmiche” e buttiamo fuori pure loro a calci in culo, prendiamo i politici truffatori che approvano questo andazzo industriale (tipo che se sei allergico a qualche alimento loro non devono stare attenti alle contaminazioni, tocca invece a te badare alla tua salute, idem per i vaccini a go-gò) e buttiamo fuori pure loro a calci in culo.

    E solo allora si portà ricominciare a fondare la vera società civile, senza sentirsi presi per il culo…

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  2. Gino gennaio 2, 18:10

    Ho lavorato anni nei paesi dei baluba e dei bagonghi, sempre a camminare sul filo del rasoio, durante il ramadan non potevamo bere nemmeno noi, sempre sul chi vive, attenti a cosa fare e cosa dire, con il rischio di venire arrestati, subire vessazioni dalla polizia, se ti vedevano una penna se la prendevano e zitti, poi vengono da noi, clandestinamente, fanno i caxxi che vogliono, fanno i parassiti e delinquono, e a noi va bene. Siamo una massa di pecoroni, non ci meritiamo nulla di meglio, se protesti, sei fascista e razzista.

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