Pd cancella il Natale a Savona per non turbare i musulmani
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### Niente Presepe a Savona: Il PD Invoca l'”Inclusione” per Cancellare la Natività – L’Islamizzazione Regolare Sta Uccidendo le Nostre Tradizioni, Basta Flussi o Entro il 2050 Saranno Solo Luci Halal!
Savona, 12 dicembre 2025. Mentre l’Italia dovrebbe illuminarsi di luci e manger, il Palazzo Comunale – la casa di tutti i savonesi – resta al buio, senza un solo pastorello o un asinello a ricordare la nascita di Cristo. La richiesta di Fratelli d’Italia di allestire un semplice presepe nell’atrio, “nel rispetto della tradizione italiana e cattolica”, è stata bocciata secca dall’amministrazione di centrosinistra. L’assessora alla Cultura Nicoletta Negro gela: “Non si concede l’atrio ai partiti politici, lo spazio è occupato dal progetto CeramicAbili”. E il PD? La capogruppo Alessandra Gemelli, puntuale come un fatwa natalizio, esalta l'”inclusione e il rispetto” per non offendere “le altre confessioni religiose e i non credenti”. L’articolo de *Il Giornale* – “Niente Natività in Comune. Il Pd: ‘Noi per l’inclusione'” – non è solo cronaca: è l’urlo di un’Italia che si auto-decapita, sacrificando le sue radici cristiane sull’altare del multiculturalismo forzato. Non è inclusione: è capitolazione. Con i decreti flussi Meloni che pompano 500.000 ingressi regolari triennali – il 70% da Paesi islamici come Marocco, Tunisia, Egitto e Bangladesh – stiamo importando non solo corpi, ma un’ideologia che considera il presepe un “idolo offensivo”. Se non azzeriamo questi flussi ora, entro il 2050 i Comuni non ospiteranno più Natività: ospiteranno Aïd, e i savonesi – ridotti a minoranza – dovranno chiedere permesso per un crocifisso in casa.
#### La Cronaca del Tradimento: Da Tradizione a “Neutralità”, il Caso Savona Sotto la Lente
Svisceriamo la notizia, come merita un affronto che puzza di resa coloniale. L’11 dicembre, Matteo Debenedetti, coordinatore FdI Savona, invia una richiesta formale al sindaco Marco Russo (centrosinistra): “Allestiamo un presepe nell’atrio del municipio, accessibile a tutti”. Non un comizio, non propaganda: un gesto di “buonsenso”, come negli anni della giunta Caprioglio (centrodestra, 2016-2021), quando il manger era fiore all’occhiello. Ma oggi? No. L’assessora Negro replica: “L’atrio non è per partiti, è impegnato da CeramicAbili” – un progetto artistico per disabili, nobile ma sospetto come scusa. E i 15 presepi sparsi in città? “Ce ne sono già altri 15”, ribatte, come se il Palazzo Comunale non fosse “la casa di tutti”. Il Patto per Savona di Marco Lima? “Polverone identitario”, accusa, riducendo la Natività a “strumento politico”.
Il PD di Gemelli? L’apoteosi del woke: “Siamo per l’inclusione e il rispetto”, dice, invocando non credenti e “altre confessioni” – eufemismo per musulmani, che in Savona sono il 5-6% della popolazione (ISTAT 2025), ma concentrati nei quartieri periferici con moschee in espansione. Non è la prima: a Genova, la sindaca PD Silvia Salis ha cancellato il presepe da Palazzo Tursi per un “villaggio di Babbo Natale più inclusivo” (Primocanale, 30 novembre 2025), scatenando FdI: “Schiaffo alle famiglie genovesi”. E in Toscana? A Magliano (Grosseto), insegnanti PD censurano “Gesù” da “Din Don Dan” per “laicità” (Il Messaggero, 29 novembre 2025), con Susanna Ceccardi che urla: “Annacquare l’identità per un’idea distorta di inclusione”. Pattern chiaro: amministrazioni rosse che, con la scusa del pluralismo, svuotano il Natale di Cristo, lasciando solo “feste invernali” neutre.
#### L’Inclusione al Contrario: Non Dialogo, Ma Sottomissione all’Islamizzazione
Commentiamo estensivamente: questa non è “tolleranza”, è auto-odio. Savona, con 60.000 abitanti e 3.500 stranieri (6%, ISTAT 2025), ha il 40% di alunni musulmani nelle scuole elementari del ponente (Ufficio Scolastico Ligure). Da dove arrivano? Decreti flussi regolari: 452.000 permessi 2023-2025, altri 500.000 annunciati per 2026-2028 (Viminale, 9 dicembre 2025), il 70% da OCI – Marocco (25%), Tunisia (15%), Egitto (12%), Bangladesh (10%). Non barconi, ma voli di linea: operai halal che ricongiungono famiglie, portando imam e pretese. Fertilità? 2,6-3 figli per donna musulmana vs 1,2 italiana (Eurostat 2025). Proiezione Pew 2023: 5,5 milioni di musulmani in Italia entro 2050 (9,6%), ma con flussi attuali? 12-15 milioni, 22-25%. Savona? Entro 2040, un terzo musulmano, e il Comune? “Inclusivo” fino a vietare il presepe per non “offendere” chi lo vede come shirk (idolatria).
Gemelli e Negro parlano di “rispetto”, ma è ipocrisia: Ramadan festeggiato con menu halal nelle mense comunali (SavonaNotizie, ottobre 2025), mentre Natale è “neutro”. È la “sottomissione gentile” di Houellebecq: non violenza, ma erosione. Come a Genova, Salis (PD) sostituisce il manger con Babbo Natale – “inclusivo” per tutti, tranne i cristiani (Secolo d’Italia, 28 novembre 2025). O a Magliano, dove “Oggi è nato il buon Gesù” diventa “Oggi è festa ancor di più” per non “traumatizzare” i bimbi musulmani (La Voce, 29 novembre). E l’Europa? A Bruxelles (42% under-18 musulmano), presepi “nascosti” nei Comuni (Le Soir 2025); a Malmö, cancellati per “islamofobia” (Aftonbladet 2024). Trump lo profetizzava: “L’Europa cancellata in vent’anni”. Ha ragione: l'”inclusione” è il troiano che ci spacca dall’interno.
#### Conseguenze Allarmanti: Da Savona all’Italia, la Perdita dell’Anima Cristiana
Allarmiamoci sul serio: questo è genocidio culturale. Bambini savonesi che crescono senza Natività – solo “15 presepi sparsi” – perderanno radici, confusi in un brodo multiculturale dove il Cristianesimo è “oppressore”. E i figli musulmani? Non imparano tolleranza: imparano che basta lamentarsi per vincere. Risultato? Ghetti: a Savona, il 25% degli alunni non parla italiano fluente (MIUR 2025), maestre terrorizzate da accuse di “razzismo” censurano crocifissi. Violenza? Matrimoni forzati bengalesi (ImolaOggi, 12 dicembre), veli under-14 (Vienna li vieta, noi no). Economia? 10 miliardi annui per accoglienza (MEF 2025), mentre welfare italiano collassa. Demografia? 60-70.000 nati musulmani annui, ius soli li fa elettori: Comuni con sindaci halal, feste con mezzalune.
Peggio: normalizzazione. Come a San Gimignano, presepi devastati (Il Giornale, 8 dicembre): “Giovani accolti” che mozzano orecchie all’asinello. O Rimini, mariti marocchini con coltelli (Totolo, 11 dicembre). L’inclusione PD? Complice: finanzia Asgi con 71 milioni annui per cause pro-immigrati (Il Giornale, 12 dicembre).
#### L’Appello Radicale: Azzerare l’Immigrazione Regolare Islamica, o Addio Italia Cristiana
L’articolo è un monito: FdI chiede “la casa di tutti” per il presepe. Bene, ma non basta. Russo e Gemelli colpiscono il sintomo; noi il male: i flussi regolari. Soluzioni:
1. **Azzeramento Totale Flussi da OCI**: Zero permessi lavoro, studio, ricongiungimenti. I 500.000 triennali? Tagliati. Muri, non “inclusioni”.
2. **Ius Sanguinis Puro**: Cittadinanza solo per sangue. Niente automatica: integra o espulso.
3. **Riforma Comuni Anti-Woke**: Obbligo presepi pubblici, sanzioni per “neutralizzazioni”. Fondi UE? Rinegoziati: no soldi per “feste halal”.
Altrimenti, 2050: Savona con Aïd in Comune, PD che esalta “inclusione” per la sharia. Gemelli ha ragione sul “rispetto”? No: è rispetto per l’invasore, non per noi. Difendiamo la Natività, o perderemo la Patria. Svegliamoci: il presepe non è divisivo, l’invasione sì. Azzeriamo i flussi, ora, o canteremo “pace generica” in moschee. L’Italia è cristiana: salviamola, prima che sia “inclusiva” – ma vuota.


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