Nel cuore di Bologna dell’islamico Zuppi nessun bambino si iscrive al Catechismo

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By V marzo 3, 2026 12:29

Nel cuore di Bologna dell’islamico Zuppi nessun bambino si iscrive al Catechismo

**L’iftar di Zuppi e il catechismo deserto: mentre il cardinale brinda con i musulmani, la fede cristiana muore a Bologna**

Bologna, 3 marzo 2026. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo della diocesi e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sale sul palco di piazza Lucio Dalla accanto a Romano Prodi e al sindaco Matteo Lepore. Davanti a migliaia di musulmani accorsi per l’Iftar Street – la grande festa pubblica che chiude il digiuno del Ramadan – il porporato sorride, alza la mano e proclama: «Ramadan Mubarak!». È un abbraccio caloroso, un gesto di “fratellanza” tra cristiani e islamici, celebrato con tanto di foto di gruppo tra imam barbuti, tricolori e telefoni alzati a immortalare il momento.

Pochi giorni prima, lo stesso Zuppi aveva inviato un messaggio ufficiale alle comunità islamiche bolognesi: «Il vostro sacro mese di Ramadan quest’anno coincide con la santa Quaresima cristiana. Viviamo dunque lo stesso tempo di penitenza, preghiera, solidarietà… simbolo di un incontro profondo tra i nostri cuori». Parole di dialogo, di pace, di “camminare insieme”. Bellissime sulla carta. Nella realtà della sua diocesi, però, la scena è drammaticamente diversa.

Secondo quanto riportato oggi da *La Verità* (e rilanciato da Francesca Totolo su X), **in tre parrocchie del centro storico di Bologna non si è iscritto nemmeno un bambino al catechismo**. Zero. Nessuno. Nelle chiese dove un tempo le famiglie italiane portavano i figli a prepararsi alla prima comunione e alla cresima, oggi regna il silenzio. Le aule di dottrina sono vuote. I banchi deserti. I preti guardano il nulla.

E il cardinale? Tace. O meglio: parla, ma solo per lanciare allarmi generici sullo “spopolamento” del centro storico, diventato «vetrina vuota» di studenti, uffici e turisti. Famiglie italiane che scappano per affitti insostenibili, case trasformate in B&B, piazze che non vedono più carrozzine e urla di bambini. Un fenomeno reale, documentato dallo stesso Zuppi. Ma sul perché quel centro si stia svuotando di italiani e riempiendo di altro, il porporato preferisce il silenzio.

Il tweet di Francesca Totolo è lapidario e documentato: «Mentre il cardinale Zuppi festeggia l’iftar… nessun bambino si è iscritto al catechismo in tre parrocchie della sua diocesi. Il porporato tace sullo spopolamento e sul disagio urbano causato dall’accoglienza sconsiderata di extracomunitari islamici».

Ecco la verità scomoda che molti non vogliono sentire: **l’islamizzazione non è un’invenzione della destra**. È un processo in atto, visibile, misurabile. A Bologna come in tante città italiane ed europee. Mentre la natalità italiana è crollata sotto quota 1,2 figli per donna, le comunità musulmane – alimentate da immigrazione incontrollata e tassi di fertilità doppi o tripli – crescono numericamente e culturalmente. Moschee e centri di preghiera si moltiplicano. Le scuole organizzano visite alle moschee. I sindaci di sinistra tagliano nastri per nuove sale di preghiera. E la Chiesa? Festeggia l’iftar.

Non è più dialogo. È resa unilaterale. È una gerarchia cattolica che sembra aver dimenticato il proprio mandato: annunciare Cristo, battezzare, trasmettere la fede alle nuove generazioni. Invece di riempire le parrocchie di bambini italiani, si riempiono le piazze di fedeli di Allah. Invece di denunciare la sostituzione demografica e culturale in corso, si parla di “incontro profondo” e “solidarietà con i più poveri costretti al digiuno tutto l’anno”.

Zuppi non è un caso isolato. È il simbolo perfetto di una Chiesa post-conciliare che ha scambiato la missione evangelizzatrice con il multiculturalismo politically correct. Mentre nei quartieri periferici di Bologna (e non solo) nascono piccoli “no-go” informali, mentre le ragazze italiane evitano certi parchi dopo il tramonto, mentre le scuole diventano laboratori di “inclusione” islamica, il cardinale brinda con chi considera la croce un’offesa e la sharia un orizzonte possibile.

La domanda è semplice e terribile: se tra vent’anni le parrocchie bolognesi saranno moschee o centri culturali islamici, chi avrà la colpa? I fedeli che non vanno più a messa? O i pastori che, invece di pascere il gregge, hanno aperto le porte al lupo e gli hanno offerto la cena?

L’iftar di Zuppi è una foto. Il catechismo vuoto è la realtà. E l’Italia, che sta perdendo la sua anima cristiana senza nemmeno combattere, non può più permettersi cardinali che sorridono mentre la fede dei padri muore. È ora di dirlo chiaramente: non è dialogo. È islamizzazione. E chi tace, ne è complice.

Nel cuore di Bologna dell’islamico Zuppi nessun bambino si iscrive al Catechismo ultima modifica: 2026-03-03T12:29:35+00:00 da V
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By V marzo 3, 2026 12:29
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1 Comment

  1. Steobaldo marzo 3, 13:22

    …del resto basta guardare in faccia Gargamella Minestroni per capire che porta sfiga…mi chiedo come Passerotto I (detto anche Leone XIV) lo possa sopportare…sono sicuro che quando Passerotto I si vede davanti Minestroni si tocca le parti basse

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