SE TI TROVANO SVENUTO SUL TRAM TI PORTANO VIA E VIOLENTANO
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Trascinato fuori dal tram e violentato ragazzino italiano di 17 anni
**Orrore senza fine a Firenze: un innocente ragazzino italiano di 17 anni trascinato fuori dal tram, portato sotto un cavalcavia e violentato da un immigrato marocchino. Le nostre città non sono più sicure.**
Firenze, 3 marzo 2026. Mentre i nostri ragazzi cercano solo di tornare a casa dopo una serata tra amici, le strade e i mezzi pubblici della Toscana diventano trappole mortali. È successo nella notte di San Valentino, il 14 febbraio scorso, alle prime luci dell’alba. Un 17enne italiano, stanco dopo aver bevuto qualche bicchiere e ballato con gli amici, sale sulla tramvia T2 a piazza San Marco diretto verso casa. Si addormenta sul sedile, come potrebbe capitare a chiunque a quell’ora. Un sonno innocente che si trasforma in incubo.
Alla fermata “Regione Toscana”, in viale Guidoni, periferia nord della città vicino all’aeroporto, sale un uomo di 32 anni, cittadino marocchino presente in Italia da soli tre anni. Lo vede semi-incosciente, lo afferra per le braccia, se lo carica in spalla come un sacco e lo trascina fuori dal convoglio al capolinea del parcheggio scambiatore. Poi lo porta sotto un cavalcavia lì accanto, dove aveva allestito un giaciglio di fortuna. Lì, nell’oscurità, compie l’atto più vile: la violenza sessuale su un minore indifeso. Il ragazzo si sveglia di colpo, con quell’estraneo addosso. Urla, si divincola con la forza della disperazione, riesce a fuggire correndo lungo viale Guidoni fino a un distributore di benzina. Chiede aiuto al gestore, chiama i genitori in lacrime. Viene portato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Meyer, in stato di choc profondo. Ricorda solo di essersi addormentato sul tram e di essersi risvegliato in quell’inferno.
Grazie alle telecamere di videosorveglianza – sul tram, alle fermate e persino sotto il cavalcavia – la Polizia ha ricostruito ogni minuto di questa barbarie. L’aggressore è stato rintracciato esattamente dove aveva commesso il crimine, sul suo giaciglio improvvisato, e arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore. All’udienza di convalida del fermo davanti al gip Gianluca Mancuso, assistito dall’avvocato Valentina Bertini, il 32enne ha risposto alle domande, ha chiesto scusa alla vittima e ha ammesso in parte i fatti, scaricando tutto sull’alcol. Come se l’alcol potesse giustificare l’orrore di aver preso in spalla un ragazzo italiano addormentato per trascinarlo via e abusarne.
Ma i fatti parlano chiaro e non lasciano spazio a giustificazioni: quest’uomo è in Italia da appena tre anni, già con una condanna per reati contro il patrimonio e diverse denunce a carico. Un profilo noto alle forze dell’ordine, eppure libero di muoversi sulle nostre tramvie notturne, di salire sui mezzi pubblici, di aggredire i nostri figli. È l’ennesimo caso che grida vendetta: un immigrato recente, con precedenti, che approfitta della vulnerabilità di un adolescente italiano in una zona periferica che dovrebbe essere controllata, non abbandonata.
Firenze, la culla del Rinascimento, la città dei turisti e della bellezza, sta diventando teatro di violenze che non possiamo più tollerare. Non è un episodio isolato: solo pochi giorni prima un altro accoltellamento a una fermata della stessa tramvia. I mezzi pubblici di notte, le periferie, i parchi, le stazioni: luoghi dove i nostri ragazzi non dovrebbero più sentirsi in pericolo. E invece lo sono. Perché abbiamo aperto le porte senza filtri, senza verifiche reali, senza espulsioni immediate per chi delinque.
Questo ragazzino di 17 anni voleva solo tornare a casa. Invece ha vissuto un trauma che gli segnerà la vita. I genitori, i familiari, tutta la comunità italiana deve sapere: non è più accettabile. Non possiamo più permettere che chi arriva da fuori, spesso senza integrarsi e con un bagaglio di reati, metta le mani sui nostri figli. Serve un cambio radicale: controlli serrati alle frontiere, espulsioni immediate per i pregiudicati, tolleranza zero per chi violenta il nostro suolo e la nostra gente.
L’Italia non può più essere terra di conquista per chi porta violenza. Il risveglio è urgente, prima che altri innocenti paghino con il loro corpo e la loro innocenza. Le autorità tacciano o minimizzino pure: noi non dimenticheremo. E pretenderemo giustizia vera, non solo un fermo e qualche scusa di comodo.


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