Dopo sospensione medici rossi sono tutti idonei per essere rimpatriati

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By V marzo 20, 2026 12:59

Dopo sospensione medici rossi sono tutti idonei per essere rimpatriati

**“Ora tutti idonei ai Cpr”: dopo la sospensione dei medici rossi di Ravenna, improvvisamente i clandestini diventano “perfetti” per il rimpatrio – la prova schiacciante che i certificati precedenti erano una truffa ideologica ai danni degli italiani**

Ecco il post di Francesca Totolo:

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione lampante che quanto accaduto all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna non era un “errore medico”, ma un sabotaggio ideologico premeditato contro le leggi sui rimpatri e contro la sicurezza degli italiani.

Fino a pochi giorni fa: **zero idonei su 64**. Moduli prestampati di “NON IDONEO AL CPR” timbrati a raffica. Chat esultanti: «Ho dato la non idoneità e il ragazzo è tornato a ringraziarmi», «È una scelta puramente etica! Gli facciamo il c… agli sbirri maledetti!». La dottoressa con i capelli viola che scriveva trionfante «Ho impedito il rimpatrio dello stupratore». Scabbia e tubercolosi certificate ma lasciate libere di circolare senza cure. Sette donne italiane palpeggiate e aggredite da un 25enne senegalese rimasto a piede libero grazie a uno di quei certificati falsi.

E oggi? **“Ora tutti idonei ai Cpr”**.

Sarà certamente un caso, come scrive con ironia tagliente Francesca Totolo. Dopo che il Gip Federica Lipovscek ha sospeso dalla professione per 10 mesi tre medici indagati e vietato agli altri cinque di redigere certificati per migranti, improvvisamente i clandestini sottoposti ai controlli nel reparto di Malattie Infettive diventano tutti “idonei”. Tutti. Senza eccezioni. Lo stesso reparto che per mesi aveva prodotto solo “non idonei” ora sforna idoneità a raffica.

La foto che accompagna il post di Francesca Totolo è la prova che non serve alcun commento: prima il calendario segnava 0 idonei su 64, ora segna 3 su 3. Tre clandestini che fino a ieri sarebbero stati dichiarati “inidonei” per ideologia, oggi sono pronti per il Cpr e per il rimpatrio.

Traduzione per i cittadini italiani che pagano le tasse: i certificati precedenti non erano valutazioni mediche. Erano atti politici. Erano l’arma con cui otto medici “anarchici e antifascisti” contestavano apertamente «il sistema di gestione dell’immigrazione clandestina», come ha scritto nero su bianco il Gip Lipovscek nell’ordinanza. Non curavano i pazienti: li usavano come strumenti per sabotare lo Stato.

E il Gip lo ha confermato senza mezzi termini: i medici non attivavano accertamenti né trattamenti, lasciavano i clandestini infetti liberi sul territorio, ignoravano i pareri degli psichiatri, orientavano le risposte durante le visite con gesti del capo pur di arrivare al timbro “non idoneo”. Tutto per affermare la propria ideologia no-border.

Ora che i sabotatori sono stati fermati (almeno in parte), il sistema torna a funzionare. E la verità esplode: i clandestini non erano malati o inidonei. Erano protetti. Protetti da camici bianchi che hanno trasformato un reparto ospedaliero pubblico in una succursale di centri sociali no-border.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Il pakistano “cieco assoluto” che guidava SUV e veniva assolto.
– L’algerino con 23 condanne che incassava 700 euro di risarcimento.
– La Sea Watch di Carola Rackete che speronava la Guardia di Finanza e prendeva 76.000 euro.
– Sette donne italiane aggredite da un senegalese che doveva essere già espulso.

Lo Stato italiano può essere sabotato dall’interno quando si tratta di favorire l’invasione, ma non quando si tratta di proteggere i cittadini onesti. Qui i medici rossi hanno messo a rischio la salute pubblica (scabbia e tubercolosi diffuse senza cure) e la sicurezza delle donne italiane pur di difendere i clandestini.

Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: la salute e la sicurezza degli italiani regalate in pasto a chi non doveva nemmeno stare qui.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni vere per chi premia furbetti e lascia impuniti i sabotatori).

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare medici rossi che per mesi hanno bloccato i rimpatri e ora, solo perché sospesi, lasciano improvvisamente passare “tutti idonei”. Votare Sì è dire basta a chi insulta le forze dell’ordine, accusa di malafede chi difende i confini e condanna le donne italiane e i cittadini onesti a pagare il prezzo più alto.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi la prende in giro dall’interno degli ospedali. La pacchia è finita – per i medici rossi e per chi li usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Dopo sospensione medici rossi sono tutti idonei per essere rimpatriati ultima modifica: 2026-03-20T12:59:00+00:00 da V
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By V marzo 20, 2026 12:59
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1 Comment

  1. lorenzoblu marzo 20, 13:02

    rimpatriateci pure a tajaniello che ha fatto dire alla italia all onu che ci sono i froci UAschi i froci WUEmmine ma le femmine e i maschi normali sono una aberrazione della natura, ma vafKKanKulo va , a te le le puttane delle tv piene di froci di cui servo coglione!

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