Banda di tunisini in monopattino assale passanti: quattro feriti a Rimini
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**Aggiornamento allarme rosso a Rimini: quattro feriti gravi – tra cui un ragazzino di appena 16 anni e un uomo con la mascella fratturata da bottigliata – tre tunisini in manette dopo un’ora di follia sanguinaria. L’immigrazione selvaggia colpisce ancora, e stavolta tocca anche ai nostri figli**
Rimini, 22 marzo 2026 – Non bastava la notte di terrore di venerdì. Ora emergono i dettagli completi e il bilancio è ancora più drammatico: quattro feriti, tra cui un innocente ragazzino di soli 16 anni, due uomini colpiti con bottiglie in testa (uno con la mascella completamente fratturata e 40 giorni di prognosi) e un agente di Polizia aggredito. Tutto per mano di tre cittadini tunisini, tra i 23 e i 26 anni, uno dei quali già irregolare sul territorio nazionale. Arrestati dopo una caccia serrata, ma il danno è fatto. Questa è l’Italia che paga ogni giorno il prezzo dell’immigrazione senza regole: sangue italiano versato per colpa di chi non dovrebbe nemmeno essere qui.
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Le aggressioni si sono concentrate tra Bellariva e il centro storico, in un’escalation di violenza durata appena un’ora. Tutto inizia alle 21 in via delle Mimose, a Bellariva. Una donna chiama il 112 terrorizzata: tre nordafricani stanno massacrando i suoi familiari. Prima prendono di mira un passante di origine albanese, lo provocano, poi lo aggrediscono. Interviene lo zio per difenderlo e i tre si accaniscono su di lui: botte, calci, pugni e infine una bottiglia di vetro spaccata in testa. Trauma cranico. I vigliacchi – forse ubriachi o sotto effetto di droghe – saltano sui monopattini e spariscono nella notte.
Pochi minuti dopo, nuova emergenza in via del Gelsomino, proprio alla fermata “Pascoli” del Metromare. Un uomo a terra, volto tumefatto, mascella fratturata: 40 giorni di prognosi. Racconta di essere stato preso a calci, pugni e bottigliate dai soliti tre. Ancora monopattini per la fuga. Ma non è finita. Intorno alle 22 altre segnalazioni: aggressioni a raffica tra piazzale Kennedy e il Parco Cervi. Tra le vittime c’è anche un ragazzino di 16 anni, rimasto coinvolto nella follia insieme ad altri passanti. I genitori lo portano al pronto soccorso spaventati. Un minorenne picchiato per strada, senza motivo, da stranieri che girano armati di bottiglie.
La Polizia non molla. Volanti ovunque, rinforzi, persino una pattuglia dell’Esercito. Finalmente i tre vengono intercettati. Alla vista degli agenti mollano i monopattini e tentano la fuga a piedi. Inseguiti, bloccati. Ma reagiscono come belve: resistenza violenta, si scagliano contro i poliziotti e ne feriscono uno. Arrestati per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in concorso. Ora sono al carcere “Casetti” in attesa della convalida. Non hanno saputo – o voluto – spiegare perché abbiano scatenato questo massacro gratuito.
Quattro feriti. Un ragazzino di 16 anni. Un uomo con la mascella rotta. Un altro con trauma cranico. Un agente aggredito. E tre tunisini – uno irregolare – che hanno trasformato Rimini in un campo di battaglia. Questo non è un “episodio isolato”. È la realtà quotidiana che l’immigrazione incontrollata ci ha imposto: stranieri senza permesso, senza integrazione, senza rispetto, che arrivano, ottengono tutto e restituiscono solo violenza.
Basta ipocrisie. Basta centri di accoglienza che diventano incubatori di criminali. Basta rimpatri annunciati e mai eseguiti. Gli italiani non ne possono più di contare feriti, di vedere i loro figli in pericolo, di pagare per mantenere in carcere chi dovrebbe essere espulso all’istante.
L’aggiornamento di Rimini è un grido d’allarme: o si fermano subito gli sbarchi, o si espellono subito gli irregolari e i delinquenti, oppure le nostre città diventeranno zone di guerra. La pacchia è finita. Gli italiani pretendono sicurezza vera, non chiacchiere. Subito. Prima che il prossimo ragazzino di 16 anni finisca in ospedale per colpa di chi non avrebbe mai dovuto mettere piede sul nostro suolo.


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