Ridotta così da un immigrato: ora sta con un italiano

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By V marzo 21, 2026 23:18

Ridotta così da un immigrato: ora sta con un italiano

**L’ennesimo schiaffo alle donne italiane: romeno violento picchia e stalkinga per anni una ragazza, ma la pena viene ridotta perché «non convivevano». La giustizia si arrende all’invasione?**

Roma, 22 marzo 2026 – È un grido di dolore e di rabbia quello lanciato da Chiara Balistreri a *Verissimo*, e dovrebbe far tremare l’intera Italia. La giovane bolognese, nota per la sua partecipazione all’*Isola dei Famosi* e per i suoi video su TikTok, ha raccontato l’incubo durato sei lunghi anni con l’ex compagno Gabriel Constantin, un romeno di 24 anni arrivato nel nostro Paese e trasformato in un aguzzino seriale. Violenze fisiche, stalking, controllo psicologico: un calvario iniziato quando Chiara aveva appena 14 anni e lui era già maggiorenne. Pugni, schiaffi, minacce di morte. E ora, la beffa finale: in appello la condanna è stata decurtata di sei mesi, passando da sei anni e tre mesi a cinque anni e nove. Motivo? Non convivevano stabilmente, quindi niente “maltrattamenti in famiglia”. Come se le botte e la paura dipendessero da un indirizzo condiviso!

Chiara, con voce ferma ma spezzata, ha spiegato l’assurdo: «Se non volevo essere picchiata, certe frasi non potevo dirle. Hanno ridotto la pena al mio ex perché non convivevamo». Parole che pesano come macigni. La sentenza d’appello ha contestato l’accusa di maltrattamenti proprio per questa “mancanza” di convivenza, come se un romeno che picchia un’italiana per anni meriti uno sconto solo perché non pagava l’affitto insieme a lei. «Che schifo, questa sentenza scoraggia le donne. Mi sento vittima due volte», ha aggiunto la giovane, denunciando un sistema giudiziario che invece di proteggere le nostre ragazze sembra pronto a trovare sempre una scappatoia per gli aggressori.

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Ma chi è davvero Gabriel Constantin? Un cittadino romeno, originario di un villaggio vicino Craiova, che ha fatto avanti e indietro dal suo Paese durante la relazione. È fuggito due volte dagli arresti domiciliari in Italia, rifugiandosi in Romania dalla nonna, fino a quando un mandato d’arresto europeo lo ha fatto arrestare nel novembre 2024. Solo grazie alla collaborazione con le autorità romene è stato estradato. Un classico: arrivano, commettono reati, scappano a casa loro e lasciano le vittime italiane a combattere da sole contro una burocrazia lenta e impotente.

Questo caso non è un’eccezione. È l’ennesimo campanello d’allarme che l’Italia ignora da troppo tempo. L’immigrazione di massa dall’Est Europa ha portato con sé non solo manodopera a basso costo, ma anche un’ondata di violenza domestica e stalking che colpisce duramente le nostre donne. Ragazze come Chiara, attirate da promesse false e finite in un incubo di botte e terrore. Quante altre storie simili restano nascoste? Quanti romeni – e non solo – si sentono impuniti perché sanno che il nostro sistema è troppo morbido, troppo “comprensivo” con chi viene da fuori?

La riduzione di pena è un messaggio devastante: picchia pure, controlla, minaccia, ma se non convivi “tecnicamente” non è maltrattamento familiare. Una logica contorta che umilia le vittime e incoraggia gli aggressori. Chiara Balistreri ha ragione: questo Paese fa schifo quando tratta le donne italiane come cittadine di serie B, mentre spalanca le porte a chi porta violenza importata.

È ora di svegliarsi. Basta con l’immigrazione incontrollata che riempie le nostre città di pericoli per le famiglie e per le ragazze. Basta con sentenze che riducono pene a chi ha già dimostrato di non rispettare le nostre leggi né le nostre donne. Le italiane meritano giustizia vera, non alibi burocratici. Altrimenti, il prossimo caso non sarà più solo uno “sconto di pena”: sarà l’ennesimo femminicidio annunciato. E allora, chi pagherà davvero?

Ridotta così da un immigrato: ora sta con un italiano ultima modifica: 2026-03-21T23:18:37+00:00 da V
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