Picchia moglie due volte a settimana: “Lo dice l’Islam”. Giudice lo libera

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By V marzo 22, 2026 00:03

Picchia moglie due volte a settimana: “Lo dice l’Islam”. Giudice lo libera

**Immigrato islamico picchia la moglie due volte a settimana “perché lo dice l’Islam”: giudice lo lascia LIBERO in Italia. L’ennesima vergogna dell’islamizzazione**

Roma, 22 marzo 2026 – L’Italia è diventata il paradiso degli islamici violenti. Un immigrato musulmano di 51 anni, ex allenatore di ginnastica nel suo Paese d’origine, è stato condannato dal Tribunale di Roma a due miseri anni di reclusione **con pena sospesa** per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Tradotto: zero giorni di carcere. È libero. Cammina per le nostre strade, respira la nostra aria, magari continua a picchiare. E tutto grazie a un giudice che ha preferito inchinarsi alla sharia piuttosto che difendere le donne italiane ed europee.

Le violenze sistematiche tra il 2017 e il 2019 non erano “problemi di coppia”. Erano **ordini dell’Islam**. La moglie ha raccontato in aula, con le lacrime agli occhi: «Mi picchiava due volte a settimana perché lo dice l’Islam». Divieti assoluti: non parlare italiano, non studiarlo, non uscire di casa se non per la spesa o per accompagnare il figlio a scuola. Schiaffi, calci, pugni, sputi in bocca. Insulti bestiali: «Non capisci niente, sei nata asino e muori asino». La donna è stata ridotta a un oggetto, a una schiava, esattamente come prescrive il Corano (sura 4:34: “gli uomini sono superiori alle donne… e picchiateli”).

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Questo non è un “caso culturale”. È **Islam puro**. La sharia importata con i barconi, che considera la donna una proprietà da controllare e punire. L’uomo, accolto in Italia grazie ai nostri servizi sociali, pretendeva di ricostruire in casa nostra il Medioevo islamico: niente Occidente, niente libertà, solo sottomissione totale. La vittima sognava di integrarsi, imparare la lingua, vivere da donna libera. Lui le ha risposto con botte “perché lo dice l’Islam”.

E il giudice? **Complice dell’islamizzazione**. Il Tribunale di piazzale Clodio ha emesso una sentenza ridicola: due anni sospesi. Nessun carcere, nessuna espulsione, nessuna misura di sicurezza. La procura aveva contestato anche violenza sessuale e maltrattamenti al figlio, ma il giudice ha assolto su quei capi più gravi e ha regalato la libertà all’aggressore. Un messaggio chiaro ai musulmani in Italia: potete picchiare le vostre mogli, la nostra giustizia è debole, politically correct e terrorizzata dall’accusa di “islamofobia”.

La difesa dell’imputato ha osato definire “inattendibile” la testimonianza della vittima perché “non capisce la società islamica”. E il giudice ha ascoltato. Vergogna. Questo non è un giudice: è un collaborazionista della sostituzione culturale in atto. Mentre l’Islam avanza con moschee, preghiere in strada e centri islamici che predicano la sharia, i nostri tribunali mandano a casa i picchiatori seriali con una pacca sulla spalla.

La vittima, assistita dall’avvocato Alice Ferrari, ha trovato il coraggio di denunciare. Ma la condanna è una farsa. L’immigrato islamico resta libero tra noi, potenzialmente pronto a colpire di nuovo. E noi? Continuiamo a importare migliaia di uomini impregnati di questa ideologia violenta, incompatibile con la nostra civiltà. L’Islam non si integra: conquista, sottomette, picchia e uccide in nome di Allah. I fatti lo dimostrano ogni giorno.

Basta con la pietà suicida. Basta con i giudici che antepongono il rispetto per la sharia alla sicurezza delle donne italiane. Questo immigrato doveva essere espulso immediatamente dopo la prima denuncia, non coccolato con pena sospesa. L’Italia sta morendo di islamizzazione: quartieri trasformati in califfati, donne terrorizzate, giustizia a due velocità.

Svegliamoci ora. O il “perché lo dice l’Islam” diventerà la nuova legge nei nostri condomini. E sarà colpa anche di quei giudici che, invece di applicare la Costituzione, fanno da scendiletto alla barbarie coranica.

Picchia moglie due volte a settimana: “Lo dice l’Islam”. Giudice lo libera ultima modifica: 2026-03-22T00:03:59+00:00 da V
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