**LA FOTO DELLA VERGOGNA: CHIESA DIVENTA MOSCHEA A PRATO**

V
By V marzo 21, 2026 12:07

**LA FOTO DELLA VERGOGNA: CHIESA DIVENTA MOSCHEA A PRATO**

**LA FOTO DELLA VERGOGNA: ISLAMICI PREGANO IN CORTILE CHIESA**

Ecco la foto che dovrebbe far esplodere ogni italiano con un briciolo di dignità: centinaia di musulmani prostrati a terra, tappeti stesi ovunque, imam che guidano la preghiera nel cuore del complesso di San Domenico a Prato. Non in una moschea, non in un parcheggio abbandonato. Nel giardino interno della chiesa cattolica. Proprio lì, dove santi come Domenico predicavano la difesa della fede cristiana contro ogni invasione eretica. Oggi quel cortile è diventato moschea a cielo aperto, con il timbro di approvazione del vescovo Giovanni Nerbini e della Diocesi di Prato. Per il secondo anno consecutivo. È il 20 marzo 2026, fine Ramadan, Eid al-Fitr: 500 fedeli bengalesi e di altre comunità islamiche occupano lo spazio sacro. E la Chiesa? Applaude e ringrazia.

VERIFICA NOTIZIA


Guardate queste immagini infami, che documentano l’occupazione in diretta:

Vedete? File di uomini in ginocchio, fronte a terra, verso La Mecca. Tappeti colorati coprono il suolo che un tempo ospitava fedeli cristiani. Alberi secolari, archi del chiostro, mura antiche: tutto profanato dall’invasore islamico. E la chiesa rimane aperta, il chiostro pure, come se niente fosse. “Zona non dedicata al culto”, dicono. Bugia. È il cortile di una chiesa cattolica, punto. Ogni centimetro quadrato è impregnato di storia cristiana, e ora ci pregano imam che predicano la superiorità dell’Islam.

Il vescovo Nerbini ha il coraggio di chiamarlo “atto di amicizia nel segno dell’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco”. Amicizia? Questa è sottomissione pura. È il vescovo che si inginocchia per primo, regalando spazi sacri all’Islam mentre in Medio Oriente e Africa i cristiani vengono sgozzati in nome dello stesso Corano che qui viene recitato indisturbato. “Fratelli tutti”? Fratelli un cavolo: è resa unilaterale. L’Islam non riconosce reciprocità: nei Paesi musulmani una messa all’aperto finisce in carcere o peggio, qui invece la Diocesi organizza, accoglie, benedice.

Presente alla cerimonia Gabriele Bresci, segretario di Curia e responsabile del complesso: dà il benvenuto, rinnova il “patto di amicizia” e chiede di pregare per la pace. Pace? La pace dell’islamizzazione: pace da sottomessi. Dall’altra parte, Mohammad Ajman Hossain, coordinatore del Centro islamico bengalese, ringrazia la Diocesi, il vescovo, il Comune, la Questura. “Prato è la nostra città e ne siamo orgogliosi”. Orgogliosi di cosa? Di aver conquistato un altro pezzo di territorio cristiano senza sparare un colpo? “Insieme possiamo rendere la città più bella, pacifica e accogliente”. Traduzione: continuate a cedere spazi, e noi li riempiremo di preghiere islamiche fino a quando l’Italia non sarà islamica.

È il secondo anno consecutivo. L’anno scorso già lo stesso schifo, e ora si ripete. La Diocesi non ha imparato niente: continua a prostituirsi all’Islam, a svendere i beni ecclesiastici per un applauso di “dialogo” e “inclusione”. Mentre le parrocchie chiudono per mancanza di fedeli, regalano cortili e piazzali a chi vuole sostituire la Croce con la Mezzaluna.

Questa foto è la vergogna d’Italia. È il simbolo del suicidio della Chiesa cattolica: vescovi che tradiscono Cristo per paura di essere chiamati “intolleranti”. È l’islamizzazione in azione, con il placet ecclesiastico. Non è amicizia, è capitolazione. Non è pace, è conquista silenziosa.

Basta. I cattolici veri devono ribellarsi. I parroci complici vanno cacciati. La Croce non si piega ai tappetini islamici. O la Chiesa torna a difendere la fede, o sparisce inghiottita dall’Islam che già calpesta i suoi cortili. La foto della vergogna è qui, sotto i nostri occhi. Ora tocca a noi decidere se girarci dall’altra parte o combattere. Punto.

**LA FOTO DELLA VERGOGNA: CHIESA DIVENTA MOSCHEA A PRATO** ultima modifica: 2026-03-21T12:07:20+00:00 da V
V
By V marzo 21, 2026 12:07
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie