Tunisini massacrano passanti a bottigliate in testa

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By V marzo 21, 2026 23:33

Tunisini massacrano passanti a bottigliate in testa

**Terrore notturno a Rimini: tre tunisini scatenano il caos, spaccano bottiglie in testa agli italiani e feriscono un agente – L’ennesima aggressione che grida vendetta contro l’immigrazione selvaggia**

Rimini, 22 marzo 2026 – Non è più cronaca. È un allarme rosso che squilla ininterrottamente nelle nostre strade. Mentre le famiglie italiane cercavano di trascorrere una serata tranquilla, tre cittadini tunisini – uno dei quali già irregolare sul territorio nazionale – hanno trasformato il centro di Rimini in un campo di battaglia. Picchi, bottiglie spaccate in testa, feriti gravi e un agente di Polizia ferito: questo è il bilancio di una notte di violenza pura, l’ennesima prova che l’immigrazione incontrollata non porta “arricchimento”, ma solo sangue, paura e caos.

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Tutto è iniziato intorno alle 21 in via delle Mimose. Una donna disperata ha chiamato la Polizia: tre uomini stavano massacrando i suoi familiari. Uno di loro ha afferrato una bottiglia di vetro e l’ha spaccata sul volto di un parente, provocandogli un trauma cranico. I vigliacchi sono fuggiti prima dell’arrivo della volante. Pochi minuti dopo, in via del Gelsomino, vicino alla fermata “Pascoli” del Metromare, un altro malcapitato di origine nordafricana – anche lui aggredito dal trio – è stato trovato a terra con una ferita profonda al volto. Calci, pugni e ancora una bottiglia di vetro: le stesse modalità. I tre sono scappati a bordo di monopattini elettrici, come predatori che si spostano rapidi nella notte in cerca di nuove vittime.

Ma non si sono fermati. Alle 22 nuove segnalazioni: aggressioni identiche in piazzale Kennedy e nel Parco Cervi. Lo stesso gruppo. La stessa furia. Solo l’intervento tempestivo di una volante, supportata da una seconda pattuglia e persino da una pattuglia dell’Esercito Italiano, ha permesso di intercettare i tre tunisini. Alla vista degli agenti hanno abbandonato i monopattini e tentato la fuga a piedi. Inutilmente. Braccati e fermati, hanno opposto resistenza violenta, aggredendo gli operatori e ferendone uno. Un gesto di sfida che grida al mondo intero: non hanno rispetto né per le leggi italiane né per chi le difende.

I tre sono stati arrestati per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in concorso. Ora si trovano in casa circondariale in attesa della convalida. Ma la domanda che ogni italiano si pone è una sola: fino a quando? Uno di loro era già irregolare. Quanti altri come lui girano per le nostre città senza permesso, senza controlli, senza alcun timore di conseguenze?

Questa non è una “rissa isolata”. È il copione che si ripete ogni settimana nelle città costiere e non solo: Rimini, come Milano, Roma, Napoli, diventa teatro di aggressioni gratuite da parte di immigrati che arrivano via mare, ottengono la “protezione” e poi restituiscono al Paese che li accoglie solo coltelli, bottiglie e pugni. Tunisini, algerini, marocchini: nazionalità che statisticamente popolano le cronache nere. Mentre i nostri giovani non trovano lavoro e le nostre pensioni sono sotto attacco, noi dobbiamo pure pagare per ospitare, curare e processare questi delinquenti.

È ora di smetterla con le ipocrisie buoniste. Queste persone non sono “rifugiati in cerca di pace”: sono autori di una guerriglia urbana che terrorizza gli italiani perbene. L’agente ferito, i civili con il cranio spaccato, le famiglie spaventate: ognuno di loro è una vittima dell’immigrazione senza regole che i governi precedenti hanno imposto al Paese.

La soluzione è una sola, chiara, urgente: espulsioni immediate e senza appello per tutti gli irregolari e per chi commette reati. Basta con i rimpatri “teorici”. Basta con i centri di accoglienza che diventano basi di partenza per nuove violenze. Basta con l’idea che l’Italia sia terra di nessuno. Rimini stanotte ha pagato il prezzo di questa follia. Domani potrebbe toccare a qualsiasi altra città.

Gli italiani sono stanchi. Esigono sicurezza, non chiacchiere. Esigono frontiere sigillate, non scuse. Esigono che chi viene da fuori rispetti le nostre regole o faccia le valigie. Subito. Prima che la prossima bottiglia spaccata in testa sia quella di un nostro figlio o di un nostro padre.

La pacchia dell’immigrazione selvaggia deve finire. Ora.

Tunisini massacrano passanti a bottigliate in testa ultima modifica: 2026-03-21T23:33:16+00:00 da V
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