Picchiato dai maranza, cercano di staccargli l’orecchio
Related Articles
**Islamizzazione dell’Italia: BABY GANG A CORREGGIO, STACCANO L’ORECCHINO DAL LOBO A UNO STUDENTE ITALIANO – Le seconde generazioni stanno trasformando le nostre città in territori di terrore. I nostri figli vivono nel panico!**
Reggio Emilia, 22 marzo 2026. L’allarme è ormai rosso sangue e non si può più nascondere dietro eufemismi da buonisti. Un ragazzo di **16 anni**, studente del prestigioso Convitto Corso di Correggio, è stato avvicinato con futili motivi, spintonato a terra e massacrato di calci e pugni da un **branco di baby gang**. Non contenti, gli hanno strappato con violenza l’orecchino dal lobo dell’orecchio sinistro, provocandogli una ferita profonda. È finito al pronto soccorso di Reggio Emilia con traumi al volto e alla testa, dimesso con 10 giorni di prognosi… ma due giorni dopo è dovuto tornare in ospedale per dolori lancinanti, Tac e cure aggiuntive.
Questo non è un episodio isolato. È la **quotidianità** che le seconde generazioni islamiche stanno imponendo ai nostri figli nelle periferie e nei paesi dell’Emilia-Romagna. I genitori della vittima, esasperati, hanno chiesto un confronto urgente con istituzioni e carabinieri: **«I nostri figli vivono nel terrore, non possono più passeggiare serenamente a Correggio o nei paesi limitrofi»**. E hanno ragione da vendere. Non è più possibile mandare i ragazzi a scuola o a fare una passeggiata senza il rischio di finire pestati da branchi di giovani nati qui, con cittadinanza italiana, ma con la mentalità del clan islamico e del predominio violento.
VERIFICA NOTIZIA
Il fenomeno delle baby gang è esploso. Lo stesso studente era già stato aggredito l’anno scorso, sempre per “futili motivi” (il rifiuto di una sigaretta). Alla caserma dei carabinieri di Correggio arrivano **denunce su denunce**: aggressioni nel parco della Memoria, rapine di biciclette, portafogli, cellulari e bancomat. Genitori minacciati dagli stessi aggressori per non denunciare. E i casi si moltiplicano: il prete pestato davanti alla parrocchia a Reggio Emilia, la barista con il coltello alla gola in centro (“Dammi 100 euro”), la violenta rissa tra due fazioni di baby gang armate di spranghe e bastoni.
**Le seconde generazioni sono il motore di questa violenza.**
Come dimostrano i dati nazionali del rapporto “Disarmati” di Save the Children e dell’Istat (che abbiamo già denunciato): i minori stranieri (e soprattutto quelli con cittadinanza italiana di seconda generazione) rappresentano il **49,9% dei detenuti nelle carceri minorili** pur essendo solo il **10% della popolazione 14-17 anni**. Dominano violenze sessuali (50,5%), rapine (59,8%), lesioni (50,4%), sequestri di persona (55,6%) e persino omicidi. E non dimentichiamo i **19 minijihadisti under 18** già in carcere o comunità (14 con passaporto italiano, di origine maghrebina o mediorientale), arrestati per apologia di terrorismo, reclutamento e preparazione di attentati.
È lo stesso schema visto con **Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang**, il marocchino con cittadinanza italiana seriale di armi, rapine e violenza sulle donne, che guida branchi misti di seconde generazioni. A Reggio Emilia e Correggio le baby gang sono spesso composte da giovani di origine nordafricana (tunisini, marocchini, egiziani) o seconde generazioni che rifiutano l’integrazione e impongono la legge del più forte, della strada, della sharia di quartiere.
I genitori hanno ragione a urlare: «Non è possibile far vivere i nostri figli con il terrore». Non serve organizzare ronde (anche se presto sarà necessario). Serve **cacciare** chi non vuole integrarsi. Queste baby gang non sono “ragazzini in difficoltà”. Sono il frutto avvelenato di decenni di immigrazione islamica incontrollata, ius soli automatico, ricongiungimenti familiari e mancata espulsione dei delinquenti. Crescono qui, ma si sentono parte dell’ummah, non dell’Italia. Odiano i nostri valori, disprezzano le nostre ragazze, considerano le nostre strade territorio di conquista.
**Basta. Questo è il punto di non ritorno.**
L’Italia non può più tollerare che i figli degli italiani vivano nel terrore mentre i figli dell’islamizzazione imperversano impuniti.
Le misure urgenti e non più rinviabili sono queste:
– Revoca immediata della cittadinanza italiana per tutti i minori (e le loro famiglie) coinvolti in reati gravi di violenza, rapina o terrorismo.
– Espulsione definitiva verso Marocco, Tunisia, Egitto o Paese d’origine per l’intero nucleo familiare.
– Stop totale all’ius soli e a ogni forma di ricongiungimento familiare.
– Chiusura immediata di moschee abusive e controllo ferreo su quelle “regolari” che predicano odio.
– Carceri minorili separate e speciali per stranieri e seconde generazioni.
– Rimpatri di massa di irregolari e condannati islamici.
Altrimenti Correggio, Reggio Emilia, Milano, Roma e tutte le nostre città diventeranno banlieues francesi: territori perduti, dove i nostri figli non possono più uscire di casa senza paura.
**Le seconde generazioni non integrano. Conquistano. Terrorizzano. Violano.**
I genitori di Correggio hanno parlato chiaro: i nostri figli hanno paura. L’Italia intera deve alzarsi e dire: **basta**.
Prima che il prossimo orecchino strappato diventi un coltello alla gola. Prima che il prossimo pestaggio diventi un attentato jihadista.
L’islamizzazione avanza nelle nostre scuole e nelle nostre strade.
Sveglia, Italia. O i nostri figli non avranno più un futuro.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment