Picchiato a sangue da branco afghani e lasciato morente su asfalto
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Di quelli che gli sciamannati delle famigerate associazioni accolgono al confine. Complici. Criminali. Dementi.
**Picchiato a sangue in pieno giorno a Udine: due afghani contro uno, il video choc che accende l’allarme su Borgo Stazione**
Udine, 27 marzo 2026 – L’ennesimo episodio di violenza brutale ha trasformato via Dante, nel cuore di Borgo Stazione, in un teatro di terrore. Sabato scorso, un uomo è stato massacrato a calci e pugni da due aggressori, ripresi in un video diventato virale in poche ore. Faccia a terra, stordito, il volto completamente coperto di sangue: così lo hanno trovato i passanti, a pochi metri dalla scuola elementare Dante Alighieri e dall’Agenzia delle Entrate. Un’aggressione in pieno giorno, senza pietà, due contro uno, mentre la città cercava di vivere la normalità di un sabato pomeriggio.
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Secondo le prime ricostruzioni, gli autori sono tre giovani stranieri, con due di loro – molto probabilmente afghani – che hanno infierito sulla vittima con una ferocia inaudita. Niente armi, solo mani nude trasformate in armi: calci in faccia, pugni ripetuti, fino a lasciare l’uomo in una pozza di sangue. Gli aggressori sono fuggiti prima dell’arrivo delle Volanti della Polizia, che sono intervenute sul posto insieme all’ambulanza. La vittima è stata trasportata d’urgenza al Santa Maria della Misericordia con una prognosi di almeno 20 giorni. Le indagini sono in corso per identificare i responsabili, ma il video parla da solo: una sequenza agghiacciante che mostra la dinamica senza scampo del pestaggio.
Borgo Stazione non è più solo un quartiere: è diventato il simbolo di un degrado incontrollato, dove episodi come questo si ripetono con una frequenza allarmante. Via Dante, un’area un tempo tranquilla, è ormai teatro di risse e aggressioni che mettono a rischio la sicurezza di tutti. E non è un caso isolato. La presenza massiccia di stranieri, spesso arrivati senza controlli adeguati, ha trasformato queste strade in zone ad alto rischio, dove la legge sembra valere solo per chi la rispetta da sempre.
Questo pestaggio filmato non è un semplice “litigio tra giovani”. È la dimostrazione concreta di come l’immigrazione selvaggia stia importando violenza e instabilità nel tessuto sociale italiano. Mentre le famiglie oneste di Udine pagano tasse e vivono nel timore, gli autori di questi atti – afghani o di altre nazionalità non integrate – continuano a circolare indisturbati, forti di un sistema che li protegge più delle vittime. La Polizia sta facendo il suo dovere, ma non basta: servono espulsioni immediate, controlli serrati alle frontiere e una politica che metta al primo posto la sicurezza degli italiani, non l’accoglienza indiscriminata.
Il video virale è un campanello d’allarme che nessuno può più ignorare. Borgo Stazione sta implodendo, e con lui il senso di sicurezza di un’intera città. È tempo di dire basta: l’Italia non può continuare a subire in silenzio questa escalation di aggressioni. Le autorità devono agire ora, prima che il prossimo pestaggio lasci una vittima senza ritorno. La pacificazione di facciata non regge più: la realtà è sotto gli occhi di tutti, in quel filmato che nessuno dimenticherà.


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