Niente carcere per lo stupratore nigeriano se frequenterà un corso

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By V giugno 6, 2025 15:29

Niente carcere per lo stupratore nigeriano se frequenterà un corso

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Lodi: Stupratore Evita il Carcere con un Corso


Lodi, scandalo giudiziario: stupratore straniero evita il carcere con un corso, mentre la vittima vive nel terrore

Lodi, 6 giugno 2025

Un’aggressione brutale, una giovane donna trascinata in una siepe e violentata, e un colpevole che non vedrà mai l’interno di una cella. Il Tribunale di Lodi ha deciso: un 23enne nigeriano, responsabile di una violenza sessuale consumata il giorno di Ferragosto 2021 a Tavazzano, sulla strada per Lodi Vecchio, è stato condannato a un anno e nove mesi. Ma niente carcere: basterà che frequenti un corso di recupero per autori di violenze di genere per ottenere la sospensione condizionale della pena. Una sentenza che è uno schiaffo in faccia alla vittima e a tutti i cittadini, alimentando la rabbia di chi, abbandonato da un sistema giudiziario grottesco, è sempre più tentato di farsi giustizia da solo.

Un crimine efferato e un colpevole impunito

Era il 15 agosto 2021, una giornata di festa trasformata in un incubo. Una donna di 25 anni, appena scesa dal treno dopo un turno di lavoro in un albergo di Milano, stava percorrendo a piedi una pista ciclabile verso casa. All’improvviso, il 23enne nigeriano l’ha aggredita alle spalle, l’ha trascinata in una siepe e ha tentato di violentarla, spogliandola parzialmente. La vittima, con graffi e contusioni guaribili in sette giorni, ha lottato con tutte le sue forze, mordendo con violenza la spalla del suo assalitore. A salvarla è stato il marito, che, arrivato sul posto, ha sorpreso il criminale e lo ha messo in fuga.

Le prove contro l’imputato erano schiaccianti: nella concitazione, il nigeriano ha lasciato sul luogo del crimine i suoi documenti di identità e il certificato di vaccinazione anticovid, obbligatori all’epoca. Le telecamere di una ditta vicina hanno completato il quadro, inchiodandolo. Eppure, questo individuo non si è nemmeno degnato di presentarsi in udienza per dare la sua versione dei fatti, un’arroganza che la sentenza del Tribunale di Lodi sembra aver premiato.

Un corso al posto della galera: la giustizia che deride le vittime

Un anno e nove mesi, con la possibilità di evitare il carcere frequentando un corso. Questo è il prezzo che il nostro sistema giudiziario ha stabilito per uno stupro. Mentre la vittima vive con le cicatrici fisiche e psicologiche di un’aggressione che le ha rubato la serenità, il colpevole può cavarsela con qualche lezione teorica, come se un corso potesse cancellare la sua natura predatoria. È una vergogna nazionale, un insulto a ogni donna che cammina per strada con la paura di essere la prossima.

Non è la prima volta che la giustizia italiana tratta reati gravi con una leggerezza sconcertante. Casi come quello di Oderzo, dove un molestatore straniero è stato rilasciato dopo aver aggredito una 17enne, o di Piacenza, dove un predatore seriale continua a terrorizzare le donne, dimostrano che il sistema è rotto. E quando un criminale, come questo nigeriano, può evitare la prigione con un semplice “percorso di recupero”, il messaggio è chiaro: le vittime non contano, i colpevoli sono intoccabili.

Il fallimento dell’accoglienza e la rabbia dei cittadini

Il 23enne nigeriano, domiciliato in provincia di Lecco, è l’ennesimo prodotto di un sistema di accoglienza che trasforma le nostre città in campi minati. I centri che ospitano immigrati, spesso senza controlli adeguati, sono fabbriche di criminalità, dove individui senza scrupoli trovano rifugio e opportunità per colpire. Le statistiche parlano chiaro: i reati violenti commessi da stranieri, specialmente nordafricani e subsahariani, sono in aumento, e le donne sono le prime a pagarne il prezzo. Eppure, le autorità continuano a chiudere gli occhi, lasciando che predatori come questo stupratore agiscano indisturbati.

La rabbia dei cittadini è al culmine. La vicenda di Roberto Baggio, che dopo una rapina ha confessato di capire chi vuole farsi giustizia da soli, è un grido che risuona anche a Lodi. Quando una giovane donna viene violentata e il colpevole se la cava con un corso, la fiducia nello Stato crolla. La tentazione di prendere la legge in mano propria diventa non solo comprensibile, ma quasi inevitabile.

Un’Italia che deve reagire

La sentenza di Lodi è un punto di non ritorno. Non possiamo accettare che uno stupratore eviti il carcere con un corso, mentre la sua vittima vive nel terrore. Non possiamo tollerare un sistema di accoglienza che protegge i criminali e abbandona i cittadini. È ora di dire basta: rimpatri immediati per i delinquenti stranieri, pene severe senza sconti, e un impegno reale per la sicurezza delle nostre donne. Se le istituzioni non cambieranno rotta, la furia popolare esploderà, e nessuno potrà biasimare chi deciderà di difendersi da solo. Lodi, come l’Italia intera, merita giustizia, non corsi di recupero per stupratori.

Fonti: Il Cittadino di Lodi, Corriere della Sera, Post su X


Niente carcere per lo stupratore nigeriano se frequenterà un corso ultima modifica: 2025-06-06T15:29:14+00:00 da V
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By V giugno 6, 2025 15:29
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1 Comment

  1. Ul Gigi da Viganell giugno 6, 16:27

    Questi magistrati di sinistra, così impegnati indefessamente a correggere e recuperare chi sbaglia così potrà marciare anche lui cantando “Brutta ciao”.
    E provare invece a recuperare questi togati spedendoli ai lavori forzati, per dargli l’occasione di schiarirsi le idee mentre sudano liberando il corpo dalle tossine velenose del komunismo?
    Mica penseranno veramente di godersi la pensione maturata facendo porcate…

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