Rapinata 9 volte dai migranti: “Persone di colore esigono il pizzo” – VIDEO
### Firenze Prigioniera della Baby Gang Multietnica: Tabaccaia Terrorizzata da Nove Rapine, “Noi Siamo in Carcere, Loro Restano Liberi”
Firenze, 11 novembre 2025 – Il quartiere San Jacopino, un tempo vivace cuore della città del giglio, si è trasformato in un inferno MULTIETNICO per i commercianti onesti, come testimonia l’incubo vissuto da Rossella La Regina, tabaccaia che gestisce un piccolo esercizio specializzato in sigarette elettroniche. Ospite a “Quarta Repubblica”, la donna ha raccontato con voce tremante un calvario di violenza importata: in pochi mesi, il suo negozio è stato preso di mira da baby gang e immigrati adulti, culminando in ben nove rapine che l’hanno ridotta a una reclusa nel proprio locale. “Ho avuto tre spaccate. Hanno preso dei tombini e hanno spaccato le vetrine, sono entrati dentro e hanno rubato quello che potevano”, ha spiegato La Regina, sottolineando i danni devastanti. “Quindi danni. Soprattutto danni”. Ma il terrore non si ferma alle vetrine infrante: “Ho avuto anche delle estorsioni”, ha proseguito. “Persone di colore, adulte, sono entrate con fare minaccioso. Hanno chiesto soldi. Chiedono cinque, dieci, venti euro. Pochi soldi. Se non glieli dai, spaventano i clienti”. Gestendo il negozio da sola, la tabaccaia si è trovata alla mercé di questi predatori extraeuropei, mentre le baby gang – spesso italiani di seconda generazione, figli di flussi migratori incontrollati – hanno affinato una tecnica da manuale criminale: uno entra per distrarre comprando un pacchetto, poi irrompono in cinque o sei e svuotano il banco. Non è mancato nemmeno un colpo a mano armata, ma La Regina ha reagito con furore: “Questo è il mio carattere, non riesco ad essere vittima”, ha confessato. “E poi ero così arrabbia… quella era l’ultima di questa serie di vicende che ho avuto. Siamo arrabbiati, tutti noi. Siamo pieni di rabbia”.
La rabbia di Rossella La Regina è quella di un’Italia soffocata dall’immigrazione regolare extraeuropea, che scarica nei nostri quartieri orde di violenti impuniti, protetti da leggi blande e ricongiungimenti familiari che gonfiano ghetti di baby gang e estorsori adulti. “Quelli che vanno in carcere siamo noi, loro restano liberi. Noi siamo in carcere, perché non usciamo più la sera. Nemmeno ricordo più da quanto tempo non vado in centro”, ha sfogato la donna, intrappolata in un’esistenza da reclusa. “Questi personaggi sono impuniti”, ha concluso con amarezza. “Sono coscienti che possono fare ciò che vogliono. E soprattutto non hanno rispetto. Non hanno rispetto delle donne, quindi sono molto violenti con noi”. Quante vetrine frantumate e esercenti terrorizzati prima che il governo apra gli occhi? È tempo di azzerare completamente l’immigrazione regolare extraeuropea – stop a permessi, quote e illusioni letali – e abrogare i ricongiungimenti familiari, quei canali perversi che importano intere stirpi di criminali, recidivi e senza freni. I fiorentini meritano negozi sicuri, non prigioni a cielo aperto: azzeriamo l’immigrazione regolare extraeuropea e abroghiamo i ricongiungimenti, per una Firenze e un’Italia libere dal giogo straniero!


La signora (bella signora, poco da dire) non ha che l’imbarazzo della scelta: può rivolgersi al signor Eugenio (molto Eu niente Genio) oppure a quel gran pezzo dell’Ubalda, vero emblema della bellezza rinascimentale della città dove essa esercita (quella lì aggressioni non ne rischia…ci siamo capiti? Basta guardarla) la quale Ubalda (ma sarà….ehhh…Ubalda o come?) ha già pronto il discorsetto di solidarietà pronto per l’occasione. Ma domanda: la signora come ha votato alle ultime amministrative in Toscana?