Immigrato distrugge auto e l’assessora islamica denuncia proprietari per ‘razzismo’

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By V marzo 29, 2026 14:51

Immigrato distrugge auto e l’assessora islamica denuncia proprietari per ‘razzismo’

**Reggio Emilia ostaggio dell’immigrazione: immigrato nudo semina terrore sulle auto e l’assessora Mahmoud sceglie di querelare gli italiani indignati**

Reggio Emilia, 29 marzo 2026 – Non si può più fingere di non vedere. Mentre le nostre città vengono trasformate in teatri di scene surreali e pericolose, le istituzioni locali non solo voltano le spalle ai cittadini italiani, ma li attaccano apertamente. È quanto sta accadendo a Reggio Emilia, dove un episodio di cronaca nera ha rivelato, una volta di più, il fallimento totale di una politica migratoria cieca e ideologica.

Tutto è iniziato il 25 marzo scorso. Un giovane ghanese di 26 anni, completamente nudo, ha iniziato a correre lungo la circonvallazione, saltando sui cofani e sui tettucci delle auto in transito, danneggiando parabrezza e carrozzerie, costringendo gli automobilisti a frenate d’emergenza. Un comportamento che ha generato panico reale, rischi di incidenti gravissimi e danni materiali concreti. Un uomo in evidente stato di alterazione – già noto ai servizi psichiatrici dell’Ausl – lasciato vagare per le strade senza alcun controllo effettivo. Le forze dell’ordine lo hanno fermato e sottoposto a Tso, ma il danno era fatto.

E qui arriva il colpo di scena che grida vendetta. Invece di tutelare le vittime – ovvero i cittadini italiani che hanno visto le proprie auto distrutte e la propria incolumità minacciata – il Comune ha annunciato che pagherà di tasca nostra i risarcimenti. Soldi dei contribuenti per riparare i guasti provocati da un immigrato. Ma non è finita. L’assessora Marwa Mahmoud, delegata alle Politiche educative e interculturali, ideatrice e paladina dello sportello antirazzista del Comune, ha deciso di alzare il tiro: querela contro gli “hater”. Sì, proprio così. Chi ha osato esprimere indignazione sui social, chi ha ironizzato sull’assurdità della situazione – come il post di Reggio Civica che suggeriva, con satira amara, di portare il giovane nell’ufficio dell’assessora “che lo coccola” – verrà perseguito penalmente.

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È un atto di arroganza intollerabile. Marwa Mahmoud, invece di interrogarsi sul perché Reggio Emilia debba subire simili episodi, invece di ammettere che lo sportello antirazzista si sta rivelando uno strumento per zittire il dissenso anziché risolvere problemi reali, sceglie di criminalizzare la voce dei cittadini esasperati. Quell’ufficio, nato con la pretesa di combattere il “razzismo”, si trasforma così in un’arma contro chi denuncia l’evidenza: l’immigrazione incontrollata genera costi, disagi e rischi che ricadono esclusivamente sugli italiani.

Questo non è un caso isolato. È la fotografia di un sistema malato. Un giovane straniero con fragilità psichiche viene accolto, curato a spese nostre, ma non integrato né controllato. Quando esplode, la risposta delle autorità non è “proteggiamo i nostri”, ma “proteggiamo lui e puniamo chi protesta”. Il sindaco e la sua giunta parlano di “ragazzo fragile”, di “sguardo coloniale” da combattere. Frasi vuote, mentre gli automobilisti reggiani contano i danni e i contribuenti preparano il portafoglio.

Basta con questa inversione di valori. Le nostre strade non possono diventare zone franche per comportamenti incivili importati. I cittadini italiani hanno il diritto sacrosanto di pretendere sicurezza, decoro e priorità. Non è razzismo denunciare il fallimento di un modello che antepone l’accoglienza indiscriminata alla tutela di chi paga le tasse e rispetta le regole. È semplice buonsenso.

L’annuncio delle querele da parte dell’assessora Mahmoud è un segnale grave: la sinistra reggiana ha scelto di dichiarare guerra non ai problemi, ma a chi li segnala. Ma la pazienza degli italiani è al limite. Episodi come questo non si cancellano con denunce e censure. Si affrontano cambiando rotta: controlli severi alle frontiere, rimpatri effettivi per chi crea disordine, priorità assoluta alla sicurezza dei nostri concittadini. Reggio Emilia, come il resto d’Italia, merita di tornare a respirare libera. E chi oggi la governa con l’ideologia dell’accoglienza a ogni costo dovrà rendersene conto, prima che sia troppo tardi.

Immigrato distrugge auto e l’assessora islamica denuncia proprietari per ‘razzismo’ ultima modifica: 2026-03-29T14:51:14+00:00 da V
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