Maranza violenti: a 12 anni col coltello nei jeans. Boom di reati nelle città del Nord invase
COLTELLI DEI MARANZA ISLAMICI: ALTRO CHE FOLLIA GIOVANILE, È L’IMMIGRAZIONE CHE CI UCCIDE AL NORD
Non c’è alcuna emergenza giovanile, reati esplodono per i figli degli immigrati musulmani: sbattiamoli fuori e chiudiamo le frontiere!
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Un 12enne con un coltello nei jeans a Milano, risse con lame a Genova, accoltellamenti a Brescia: i minorenni violenti non sono un “problema sociale”, sono il frutto marcio dell’immigrazione islamica di seconda generazione, i cosiddetti “maranza”. Altro che teorie sociologiche o crisi educative: i coltelli spuntano solo dove ci sono loro, e il boom di reati al Nord – Milano, Bologna, Firenze, Genova – lo dimostra. Non servono volantini o metal detector: bisogna sbatterli fuori dall’Italia e non farli entrare mai più. È l’unico modo per fermare questa giungla islamica che ci sta massacrando!
L’allarme coltelli: colpa dei maranza islamici
I numeri parlano chiaro: a Milano il 48% delle lesioni da coltello tra under 18 è opera di stranieri, a Bologna il 44%, a Firenze il 21%, a Genova un impressionante 55%. E chi sono? I maranza, immigrati islamici di seconda generazione, nordafricani o dell’Europa dell’Est, con la felpa Adidas, la catenina finta e il coltello come distintivo. A Milano, su 500mila detenuti minorili, uno su due è straniero; a Genova, il 71% degli arrestati sotto i 18 anni è immigrato. Al Sud i reati calano (-35% a Napoli, -27% a Messina), ma al Nord esplodono: non è “gioventù ribelle”, è l’invasione islamica che ci sta travolgendo. Come può un paese accettare che siano i figli dei musulmani a imporci la legge del coltello?
I casi choc: sangue islamico sulle nostre strade
Ogni episodio grida la stessa verità. A Milano, due settimane fa, un 19enne accoltellato a Cascina Merlata da immigrati per rubargli monopattino e portafogli. A Terno d’Isola, estate 2024, Sharon Verzeni uccisa a coltellate da Moussa Sangare, un perfetto sconosciuto islamico. A Bergamo, il vigilante Mamadi Tunkara freddato da un togolese di 28 anni; sempre lì, una rissa tra ragazze fuori dalla stazione finisce con lame. A Rozzano, novembre 2024, Manuel Mastrapasqua, 31 anni, accoltellato da un 19enne musulmano per delle cuffie. A Brescia, 1 marzo 2025, una rissa in centro tra nordafricani dai 18 ai 21 anni, coltelli inclusi: 7 denunciati. Sono i maranza islamici, non serve altro per spiegare il sangue al Nord!
Un Paese ostaggio: basta teorie, serve azione
Il questore di Bergamo dice: “Troppi coltelli tra i giovani”. Ma non sono “i giovani”: sono i maranza, figli di immigrati islamici che con 2,7 milioni di musulmani oggi – 5 tra vent’anni – ci stanno conquistando. Altro che “crisi educativa” o “difficoltà emotive”, come blaterano i pedagogisti: a Treviso usano coltelli e taser, a Parma si accoltellano per lo spaccio, a Milano rapinano con lame. Non servono metal detector nelle scuole o campagne alla “Stop couteaux”: è l’immigrazione islamica il problema, e il Nord lo paga caro. Come può l’Italia lasciare che questi teppisti ci dettino legge?
Sbattiamoli fuori: niente ONG, niente ingressi
La legge Caivano non basta, l’età imputabile a 12 anni è un pannicello caldo: i maranza continuano a colpire perché sono qui. In Francia e Germania provano volantini e premi Netflix, ma il terrore cresce (+15% in Germania, strage a Solingen). In Italia, il governo dorme: le ONG scaricano rapinatori gambiani a Ravenna, i maranza islamici infestano il Nord. Basta teorie sociologiche: sbattiamoli fuori, tutti – espelliamo i delinquenti e azzeriamo l’immigrazione islamica regolare e irregolare. Stop a permessi, ricongiungimenti, ingressi: se non li fermiamo, il Nord sarà un campo di battaglia islamico. Sveglia: è una guerra, e la vinciamo solo cacciandoli!


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