“Allah Akbar”. Islamici celebrano lo sgozzamento nelle nostre chiese – VIDEO
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Italia sotto assedio: i preti islamofili tradiscono Cristo, urge l’intervento di Papa Leone XIV!
L’Italia è in pericolo, e il tradimento viene da dentro. A Monfalcone, quattromila musulmani hanno invaso i campi sportivi delle parrocchie per la Festa del Sacrificio, coprendo una statua di Gesù con un telo al grido di “Allah Akbar”. Un oltraggio inaudito, reso possibile da preti islamofili che, in nome di un falso dialogo, svendono la nostra fede. L’ex sindaca Anna Cisint ha denunciato questo scempio, definendolo “inaccettabile” e chiedendo una regolamentazione del culto islamico che ponga la Costituzione sopra il Corano. “Siamo di fronte a un arretramento della nostra civiltà, legittimato da una Chiesa complice,” ha tuonato, come riportato da *Trieste Cafè* il 6 giugno 2025. A Prato, la Diocesi ha trasformato il piazzale della chiesa di San Domenico in una moschea a cielo aperto, ospitando ottocento musulmani per la stessa festa. Le eurodeputate Ceccardi e Sardone hanno gridato allo scandalo: “Questo non è dialogo, ma sottomissione!”
Il vero scandalo, però, sono i preti che aprono le porte delle nostre chiese all’Islam. Don Flavio a Monfalcone balbetta di “verifiche” sulla statua coperta, mentre la Diocesi di Prato benedice l’occupazione dei suoi spazi sacri. Questi sacerdoti tradiscono Cristo, trasformando i luoghi del culto cristiano in enclave islamiche. Dove sono i pastori pronti a difendere il gregge? Dove è la Chiesa militante che ha forgiato l’Europa? Questi preti, accecati da un’ideologia di sottomissione, stanno svendendo duemila anni di cristianesimo. Non è dialogo, è resa incondizionata. La loro debolezza alimenta l’arroganza di chi copre le nostre statue e impone la propria legge. A Bologna, moschee finanziate dal Qatar proliferano, mentre a Crema un imam giustifica gli abusi sulle donne in nome della Sharia. L’Islam non si integra, prevarica, e i nostri preti gli stendono il tappeto rosso.
Basta con questa Chiesa pavida! È tempo che Papa Leone XIV intervenga con pugno di ferro. Chiediamo al Santo Padre di richiamare all’ordine questi prelati islamofili, che con la scusa dell’accoglienza stanno distruggendo l’identità cristiana dell’Italia. Serve una scomunica per chi cede i luoghi sacri, una condanna chiara di chi permette che i simboli di Cristo siano profanati. Il Papa deve ordinare ai vescovi di chiudere le porte delle chiese a chi non rispetta la nostra fede e di tornare a predicare il Vangelo senza paura. Non possiamo permettere che l’Italia diventi una colonia islamica, con moschee al posto delle chiese e il Corano al posto della Bibbia. La Cisint ha ragione: serve una regolamentazione che fermi l’avanzata dell’Islam, ma senza una Chiesa forte, ogni legge sarà vana.
Il tempo delle illusioni è finito. Ogni statua coperta, ogni piazzale ceduto, ogni prete che tace è un passo verso la distruzione della nostra civiltà. L’Islamizzazione è una realtà, e i complici sono tra noi, con la tonaca e il sorriso ipocrita. Chiediamo a Papa Leone XIV di salvare la cristianità italiana, prima che sia troppo tardi. L’Italia non si arrenderà: Cristo regna, e regnerà! Azzeriamo l’immigrazione islamica, difendiamo i nostri simboli e cacciamo i traditori dalla Chiesa. La nostra identità non è negoziabile!


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