Tunisini chiudono la strada e accerchiano auto, pistola puntata
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### Jesi nel Terrore: Maranza Tunisini di Seconda Generazione Ostentano Pistole e Mitragliatrici in Videoclip – Blitz Scopre Arsenale da Guerra: Abroghiamo i Ricongiungimenti Familiari Ora!
Ennesima prova che i maranza di seconda generazione sono una piaga importata e incontrollabile: a Jesi, un branco di una decina di giovani tunisini – italiani solo sulla carta, ma con cognomi e mentalità da Maghreb – ha bloccato una strada in pieno giorno, accerchiato un’auto e puntato pistole contro una persona innocente. Tutto ripreso con i cellulari per finire in un videoclip trap su YouTube, “Boario #1” by Iheb, che ha superato le 4000 visualizzazioni. Armi vere e finte sbandierate, machete, coltelli, una mitragliatrice, soldi, auto di lusso sotto la struttura del Campo Boario: un’imitazione patetica delle baby gang milanesi o dei clan del Bronx, ma con l’aggravante di seminare terrore reale nelle nostre strade.
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Questi maranza, tra i 17 e i 25 anni, residenti nel quartiere San Giuseppe e noti come B4L (il clan del Campo Boario), sono già noti alle forze dell’ordine per spaccio e bravate. Il video provocatorio, lanciato il 15 gennaio, ha fatto scattare l’allarme: residenti terrorizzati hanno chiamato il 112 vedendo pistole puntate. Risultato? Un maxi blitz all’alba del 1 febbraio 2026, con Polizia di Stato, Carabinieri, 60 unità, elicottero, unità cinofile da Pesaro, Squadra Mobile, Commissariato di Jesi e ufficio Immigrazione. Nove perquisizioni in case e auto: sequestrato un arsenale da far paura!
Ecco cosa hanno trovato: oltre 30 grammi di hashish pronti per lo spaccio; una tonfa in acciaio; uno sfollagente telescopico; un’arma lunga tipo fucile mitragliatore lunga 90 cm; due pistole Beretta 92 e una Beretta 98; una pistola a tamburo calibro 380; due coltelli; una katana; una pistola scacciacani; una mitragliatrice a batteria (con tappo rosso) e repliche di armi senza tappo rosso o con tappo occultato, proprio quelle del video. Cinque denunciati (tra 21 e 24 anni) per detenzione e porto illegale di armi, oggetti atti a offendere, spaccio di stupefacenti; uno anche per resistenza a pubblico ufficiale. I maranza hanno abbassato la cresta quando la polizia ha sfondato le porte all’alba.
Questi non sono “ragazzi problematici”: sono immigrati di seconda generazione, arrivati grazie ai ricongiungimenti familiari che hanno scaricato su Jesi e su tutta Italia interi clan tunisini con tradizioni di violenza, spaccio e ostentazione criminale. Cresciuti qui ma fedeli a una mentalità da strada importata, si atteggiano sui social come boss, sfidano lo Stato, minacciano passanti e portano armi vere nelle nostre città. Il videoclip era un proclama: “Siamo noi i padroni del quartiere”. E intanto cittadini italiani vivono nella paura, con pistole puntate per un like su YouTube!
Basta con questa follia multiculturalista! I ricongiungimenti familiari devono essere abrogati immediatamente: non possiamo più permettere che famiglie allargate arrivino e allevino generazioni di maranza armati, spacciatori e violenti. Questi tunisini di seconda generazione odiano l’Italia che li ha accolti, la usano solo per delinquere e sfoggiare arsenali. Serve remigrazione di massa: espulsioni per chi detiene armi illegali, revoca della cittadinanza per i doppi passaporti, stop totale all’immigrazione dal Nord Africa.
Jesi non è più sicura: dal Campo Boario al centro, questi branchi trasformano le strade in set di film gangster. Italia agli italiani, o le nostre città diventeranno feudi di clan islamici e maghrebini! Abroghiamo i ricongiungimenti familiari prima che un altro innocente finisca sotto tiro per un videoclip. Svegliamoci!


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