Monfalcone chiude le moschee abusive, toghe rosse sconfitte

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By V aprile 4, 2025 10:36

Monfalcone chiude le moschee abusive, toghe rosse sconfitte

“Basta moschee, abusive o regolari: l’Italia deve dire stop all’invasione islamica”

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“Torino non è più Italia”, gridava il servizio-choc di Fuori dal Coro. Ma ora è Monfalcone a lanciare un urlo ancora più forte: “Basta moschee abusive”. E non solo. Perché la verità, nuda e cruda, è una sola: l’unico modo per liberare l’Italia da questi avamposti di un’islamizzazione selvaggia è chiudere i rubinetti dell’immigrazione islamica, regolare o irregolare che sia. Non vogliamo moschee fai-da-te nei sottoscala, ma nemmeno moschee “ufficiali” che sventolano la bandiera della conquista culturale. E Monfalcone, con una vittoria storica, dimostra che la battaglia si può vincere.

Monfalcone: il Consiglio di Stato mette fine al caos delle moschee abusive

Il Consiglio di Stato ha ribaltato le decisioni del Tar del Friuli Venezia Giulia, dando una lezione definitiva agli islamisti del Centro culturale Darus Salaam: basta pregare in tuguri trasformati in moschee. Niente più edifici affittati o comprati per altri scopi che diventano, con arroganza, luoghi di culto. La sentenza è una mazzata alle pretese di chi pensava di poter calpestare le leggi italiane sotto il pretesto della “libertà di culto”. E assegna una vittoria epocale a Elena Cisint, ex sindaca di Monfalcone e oggi europarlamentare della Lega, che da anni combatte una guerra senza quartiere contro l’occupazione islamica della sua città.

A Monfalcone, l’arrivo massiccio di lavoratori musulmani, soprattutto dal Bangladesh, ha stravolto tutto: il tessuto sociale, etnico, religioso. Gli italiani? Ridotti a una maggioranza schiacciata, umiliata dagli abusi di chi si sente in diritto di imporre le proprie regole. Moschee spuntate come funghi in scantinati e garage, camuffate da “centri culturali”, hanno trasformato la città in un laboratorio di islamizzazione. Ma la giunta Cisint non si è piegata. Il 15 novembre 2023, dopo sopralluoghi della polizia locale, il Comune ha detto basta: un’ordinanza ha vietato l’uso di immobili come luoghi di culto e ordinato il ripristino delle destinazioni d’uso originarie. Il Tar, con una miopia sconcertante, aveva provato a difendere i ricorsi islamici, ma il Consiglio di Stato ha ristabilito la verità: la legge viene prima di tutto.

La legge contro l’anarchia islamica: una sentenza che fa storia

“La stabile destinazione di un edificio a luogo di culto deve rispettare la disciplina urbanistica ed edilizia”, tuona il Consiglio di Stato. Tradotto: la vostra “libertà di preghiera” non può devastare le nostre città, stravolgere i nostri quartieri, calpestare le nostre regole. Altro che Costituzione, qui si tratta di sopravvivenza. La sentenza è un macigno sulle ambizioni di chi vuole trasformare l’Italia in un califfato fai-da-te, e la Cisint non nasconde la soddisfazione: “Abbiamo bloccato definitivamente le moschee irregolari. È una decisione storica, un precedente per tutto il Paese”. Minacce di morte, intimidazioni, insulti: nulla ha fermato la sua crociata contro l’estremismo islamico. “Nessuno, neanche gli islamici radicali, è al di sopra della legge”, aggiunge, e ha ragione da vendere.

Basta moschee, punto: l’immigrazione islamica va azzerata

Ma non illudiamoci: fermare le moschee abusive è solo il primo passo. A Torino, Costanza Tosi ha mostrato un quartiere Aurora dove 9 moschee – abusive o meno – dominano le strade, tra negozi halal e donne velate. A Monfalcone, la Cisint ha dovuto lottare contro un’invasione che ha cambiato il volto della città. E allora diciamolo chiaro: non vogliamo solo dire addio alle moschee abusive. Non vogliamo nessuna moschea, né regolare né irregolare. Perché ogni moschea, ovunque sia, è un simbolo di un’islamizzazione che avanza, un passo verso la sostituzione della nostra identità. E l’unico modo per fermarla è uno solo: azzerare l’immigrazione islamica. Basta ingressi, basta permessi, basta “lavoratori” che poi trasformano le nostre città in enclavi straniere. Non è xenofobia, è difesa della nostra civiltà.

Un’Italia sotto assedio: svegliamoci o sarà troppo tardi

Monfalcone ha vinto una battaglia, ma la guerra è ancora lunga. La sentenza del Consiglio di Stato è un faro, un segnale che si può resistere. Ma non basta. Mentre a Torino si sogna un “mondo tutto musulmano” e a Monfalcone si combatte contro i soprusi, l’Italia intera rischia di soccombere. Elena Cisint lo sa: “Avevamo ragione noi”. E ora tocca a noi tutti prendere posizione. Chiudere le frontiere all’islam è l’unica via per salvare il nostro Paese da un futuro di veli, minareti e Sharìa. Altro che integrazione: qui si tratta di sopravvivenza. Svegliamoci, prima che l’Italia diventi un ricordo.

Monfalcone chiude le moschee abusive, toghe rosse sconfitte ultima modifica: 2025-04-04T10:36:29+00:00 da V
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