Capodanno islamico in Francia: maranza bruciano 1.173 auto
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### Capodanno Islamico in Francia: Guerriglia Urbana, 1173 Auto Bruciate e Oltre 500 Arresti – Il Degrado delle Seconde Generazioni Colpisce Ancora
**Parigi, 1 gennaio 2026** – Anche quest’anno, la Francia ha celebrato il Capodanno con la sua tradizionale **guerriglia islamica**: almeno **1173 veicoli dati alle fiamme**, **505 interpellationi** e **403 placements en garde à vue** – numeri in netto aumento rispetto ai 984 auto bruciate, 420 interpellationi e 310 garde à vue dell’anno precedente. Come riportato da Fdesouche.com e confermato dal Ministero dell’Interno francese, le banlieue multietniche sono esplose in una notte di violenza organizzata: tiri di mortier contro la polizia, incendi dolosi, risse e attacchi a passanti innocenti. Strasbourg da sola conta oltre 100 auto distrutte, Lione 80, Essonne e altre periferie decine ciascuna – un bilancio da guerra civile importata.
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Non è un “rituale” casuale: è il frutto avvelenato di decenni di immigrazione incontrollata, soprattutto islamica, che ha creato enclave non assimilate dove seconde, terze e persino quarte generazioni – nate in Francia ma educate all’odio verso l’Occidente – impongono la loro sharia di strada. Questi “giovani” delle banlieue, spesso maghrebini o subsahariani, godono di welfare generoso pagato dai contribuenti francesi, ma ripagano con petardi come armi, auto bruciate come trofei e aggressioni etniche. Nonostante 90.000 poliziotti e gendarmi mobilitati, il caos ha vinto: feriti tra le forze dell’ordine, incendi che distruggono quartieri, e un messaggio chiaro – la Francia non è più padrona a casa propria.
Fonti mainstream come Valeurs Actuelles, Europe1 e Le Progrès confermano il disastro: centinaia di auto in fiamme a Nice, Reims, Nîmes, Toulouse; tiri di mortier in Essonne; un morto accoltellato a Marsiglia. Ma il contesto è sempre lo stesso: quartieri “sensibili” dominati da immigrati non integrati, dove la polizia entra a rischio vita e le tradizioni francesi sono calpestate. La sinistra macroniana parla di “violenze limitate” e “incidenti isolati”, ma i numeri urlano il contrario – un aumento rispetto al 2025, nonostante le promesse di “fermezza”.
Questa non è integrazione fallita: è conquista territoriale. Seconde generazioni radicalizzate, cresciute con bonus familiari e assistenza sociale, che rifiutano la République laica per imporre culture tribali e islamiste. Ricordiamo Colonia 2016, le molestie di massa taharrush, le no-go zones dove persino i pompieri non entrano senza scorta. La Francia è il laboratorio del multiculturalismo suicida: accoglienza senza limiti, ricongiungimenti familiari facili, naturalizzazioni a pioggia – e il risultato è questo Capodanno di fuoco.
L’Italia osserva e trema: le nostre periferie stanno diventando banlieue 2.0, con maranza nordafricani che già devastano Milano, Roma e Torino. Se non reagiamo ora, il prossimo Capodanno sarà nostro.
Basta ipocrisie: remigrazione immediata per delinquenti stranieri e famiglie complici, revoca della cittadinanza per chi delinque, stop totale all’immigrazione non europea. Francia agli francesi, Europa agli europei – espelliamo il veleno islamico prima che bruci tutto. #GuerrigliaIslamica #RemigrazioneSubito


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