Askatasuna, figlio toga rossa intercettato rivela complotto contro magistrato che li indagava

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By V febbraio 5, 2026 16:59

Askatasuna, figlio toga rossa intercettato rivela complotto contro magistrato che li indagava

**Intercettazione choc No Tav: «Magistratura Democratica deve dare una tamponata a Padalino» – le toghe rosse dietro l’indagine contro il pm che osava perseguire le violenze**

È uno scandalo che puzza di vendetta giudiziaria organizzata, di correnti politicizzate che usano la toga come arma contro chi osa fare il proprio dovere. *Il Foglio* (4 febbraio 2026) pubblica un’intercettazione del 16 dicembre 2016 tra due esponenti di spicco del movimento No Tav: **Daniele Pepino** (figlio dell’ex magistrato Livio Pepino, cofondatore di Magistratura Democratica e oggi attivissimo nel fronte No Tav) e **Gabriela Avossa**, militante anarchica torinese in prima linea nelle proteste contro l’alta velocità Torino-Lione.

Nella conversazione, dopo aver gioito per la scarcerazione di anarchici arrestati su richiesta del pm Andrea Padalino, Avossa dice testualmente: «C’è sto cazzo di Padalino… adesso mi sa che cercano tramite Magistratura democratica di dargli una tamponata».

Il “Padalino” è **Andrea Padalino**, il pubblico ministero di Torino che più di tutti perseguiva le violenze del movimento No Tav e del gruppo Askatasuna. Poche settimane dopo quella telefonata, Padalino finisce indagato per corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio: un’inchiesta partita dalla procura di Torino (sotto Armando Spataro, figura storica della sinistra giudiziaria) e condotta da pm vicini alle correnti di Md come Francesco Pelosi e Gianfranco Colace.

Dopo quattro anni di gogna mediatica e giudiziaria, nel 2022 Padalino è stato assolto in via definitiva da ogni accusa. Ma la sua vita è stata distrutta: trasferito, infangato, calunniato. Ora chiede chiarezza: «C’è stata una regia di Md dietro l’indagine contro di me?».

Non è una coincidenza. È il sistema: quando un pm osa indagare i violenti No Tav, le correnti di sinistra (Magistratura Democratica in testa) mobilitano colleghi per “tamponarlo”. Livio Pepino, padre di Daniele e cofondatore di Md, è stato sempre attivo nel movimento No Tav dopo il pensionamento. Il figlio Daniele, nel 2012, andò persino in Kurdistan per addestrarsi alla lotta armata con il PKK.

Questa intercettazione conferma ciò che molti denunciano da anni: la magistratura è inquinata da correnti-partito che fanno politica, usano indagini per colpire avversari, proteggono i propri (e i loro alleati politici) e perseguitano chi non si allinea. Md non è un’associazione culturale: è una lobby che influenza nomine, indagini, sentenze.

Ricordate:
– Silvia Albano (Md) che libera clandestini dagli hotspot Albania
– La Cassazione che salva stupratori di minori per “coesione familiare”
– Il segretario Anm Maruotti che paragona la riforma Nordio a “omicidi di Stato” USA

E ora questa: un pm che indaga i No Tav viene “tamponato” da Md. È eversione giudiziaria mascherata da garantismo.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica risposta: Sì per separare le carriere, sorteggiare il CSM, istituire l’Alta Corte disciplinare. Votare Sì significa sciogliere le correnti-partito come Md, dire basta a toghe che fanno opposizione politica dal banco e usano la giustizia per regolare conti. Il 22 marzo, Sì per una magistratura indipendente, non una succursale del PD e del movimento No Tav. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma!

Ecco i tweet originali di Francesca Totolo:

Non devono esistere partiti nella magistratura. Magistratura Democratica deve essere sciolta. Il referendum Sì è il primo passo.

Ci sono legami molto stretti e documentati tra **Daniele Pepino** (figlio di Livio Pepino, cofondatore di Magistratura Democratica) e il movimento **No Tav**, in particolare con il centro sociale **Askatasuna** di Torino.

### Legami principali emersi dalle fonti:
1. **Daniele Pepino come esponente storico di Askatasuna e No Tav**
– È descritto in molteplici fonti come «storico esponente di Askatasuna» (centro sociale anarchico di Torino, simbolo del movimento No Tav e spesso al centro di scontri violenti con le forze dell’ordine).
– Nel 2012, secondo documenti di polizia e articoli (Il Giornale, Spiffero, ecc.), si sarebbe recato in Kurdistan per addestrarsi alla lotta armata con il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), con l’obiettivo di importare tecniche di guerriglia in Val Susa (accusa mai provata in tribunale, ma che ha portato a diffamazione contro chi la riportò).
– È stato denunciato per furto di libri No Tav in un centro commerciale di Oulx (Torino Today, 2016).
– Compare in dossier di polizia antiterrorismo come leader del “Porfido” (gruppo radicale anarchico legato ad Askatasuna) e del movimento No Tav (Il Giornale, 2012).

2. **Collegamento familiare con Magistratura Democratica**
– Il padre **Livio Pepino**, ex magistrato e cofondatore di Md (corrente di sinistra della magistratura), è stato molto attivo nel fronte No Tav dopo il pensionamento (presidente di Volere la Luna e del Controsservatorio Valsusa).
– Livio Pepino è citato come figura di riferimento ideologico e legale del movimento No Tav/Askatasuna.

3. **L’intercettazione del 2016 e il contesto**
– Nella telefonata intercettata (pubblicata da Il Foglio, 4 febbraio 2026), Gabriela Avossa (militante anarchica No Tav) parla con Daniele Pepino di «dare una tamponata» al pm Andrea Padalino tramite **Magistratura Democratica**.
– Il movimento No Tav è «da sempre strettamente legato al gruppo Askatasuna» (Il Foglio, Il Primato Nazionale). Askatasuna è stato sgomberato nel 2026 dopo anni di scontri e indagini.

4. **Altri elementi**
– Il movimento No Tav ha forti radici anarchiche e disobbedienti, con Askatasuna come fulcro operativo a Torino.
– Daniele Pepino è citato come leader del “Porfido” (nato nel 2002 da iniziativa anarchica) e del circuito No Tav/Askatasuna (dossier polizia 2012).

In sintesi: **Daniele Pepino** è stato (e in parte resta) un esponente di spicco di Askatasuna e del movimento No Tav, con legami familiari e ideologici fortissimi con Magistratura Democratica tramite il padre Livio. L’intercettazione del 2016 rafforza l’idea di un intreccio tra militanti No Tav/Askatasuna e correnti di sinistra della magistratura per contrastare i pm che indagavano le loro violenze.

Askatasuna, figlio toga rossa intercettato rivela complotto contro magistrato che li indagava ultima modifica: 2026-02-05T16:59:27+00:00 da V
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By V febbraio 5, 2026 16:59
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2 Comments

  1. S.C. febbraio 6, 11:39

    Magistratura democratica é intrallazzata in chissà quanti sporchi affari non mi meraviglio che siano loro a far entrare la droga in Italia per fornire i baluba spacciatori. Bello quando il paparino ti difende da solo cosa sapresti fare,?

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    • Ul Gigi da Viganell febbraio 6, 12:12

      E quante altre merde ci sono in giro, prodotte grazie ai deretani che si compiacciono di essere tali… e si offendono, se i loro stronzi muoiono all’estero per colpa loro, colpa che non ammettono e che devono scaricare addosso a qualcun altro, a costo di mandare i loro compagni di cosca massonica ad indagare all’estero, scavalcando il concetto di “Sovranità Nazionale”… 👿

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