Già libero il clandestino che ha stuprato una mamma di tre bambini: braccialetto elettronico
SCANDALO EL HUARI REDA: UN MAROCCHINO STUPRATORE SCARCERATO, L’ITALIA È UN PAESE FINITO
Clandestino con decreto di espulsione libero con un braccialetto: fermiamo l’invasione islamica!
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È un’onta che grida giustizia: El Huari Reda, un marocchino di 31 anni noto su TikTok come “Joker”, arrestato per aver violentato, picchiato e minacciato con l’acido una madre italiana a Torino, è già stato scarcerato. Per lui, un ridicolo braccialetto elettronico, un divieto di avvicinamento alla vittima e l’obbligo di dimora a Sassuolo – tutto questo, nonostante precedenti specifici e un decreto di espulsione pendente. È la prova definitiva: l’Italia è un Paese in ginocchio, ostaggio di clandestini maranza e di un sistema che li coccola invece di espellerli. Basta, l’unica salvezza è azzerare l’immigrazione islamica regolare e irregolare!
Un predatore liberato: la vergogna di Torino
Reda, un immigrato con un passato di violenze, ha conosciuto una madre di tre figli su TikTok e si è fatto ospitare nella sua casa a Torino. Qui, approfittando dell’assenza del marito, l’ha abusata in tre occasioni, l’ha trascinata per i capelli, colpita al volto lasciandole un taglio e terrorizzata: “Ti sfregio con l’acido se parli”. Arrestato dopo la denuncia, è stato scarcerato in un lampo: un braccialetto elettronico e un divieto di avvicinamento – misure da operetta per un mostro che doveva essere espulso anni fa. Come può un clandestino con precedenti e un ordine di rimpatrio vagare libero per stuprare e poi tornare in libertà?
Un sistema marcio che tradisce gli italiani
Il governo e i giudici sono complici di questo scempio. Reda aveva un decreto di espulsione, ma nessuno lo ha eseguito: invece di buttarlo fuori, lo lasciano a Sassuolo con un braccialetto che non ferma nessuno. La vittima, una donna italiana, è abbandonata alla paura, mentre il suo aguzzino respira la stessa aria. La difesa parla di “violenza simulata per follower”? Un insulto grottesco: il taglio sul volto della madre non mente. Come può un Paese permettere che un marocchino violento, già segnalato, resti qui a colpire di nuovo? È una giustizia da barzelletta, che tutela i delinquenti e calpesta le vittime.
Maranza islamici: un’epidemia nazionale
El Huari Reda è solo uno dei tanti. Con 2,7 milioni di musulmani in Italia, i maranza di seconda generazione o clandestini come lui sono ovunque: a Vestone riducono un uomo in fin di vita, a San Benedetto mutilano poliziotte, a Rieti massacrano a cinghiate, a Viterbo tentano di rapire bambine. Sono un esercito ostile che cresce, protetto da un sistema che li accoglie invece di espellerli. Reda, con il suo decreto di espulsione ignorato, è il simbolo di un’Italia che non sa più difendersi. Come possiamo accettare che i nostri figli vivano con questi predatori in libertà?
Azzeriamo l’immigrazione islamica: è questione di vita o morte
Questa scarcerazione è la goccia che fa traboccare il vaso. Il governo, eletto per fermare l’invasione, ha fallito: niente blocco navale, niente espulsioni, solo braccialetti e parole vuote. El Huari Reda doveva essere su un aereo per il Marocco, non a Sassuolo con un gingillo elettronico. L’unica soluzione è radicale: azzerare l’immigrazione islamica regolare e irregolare – stop a permessi, ricongiungimenti, ingressi – ed espellere immediatamente ogni clandestino con precedenti. Se non agiamo, i maranza come Reda ci seppelliranno, e ogni scarcerazione sarà un altro chiodo nella bara dell’Italia. Sveglia, o sarà la fine!


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