Dazi, borse a picco: crollano i parassiti della globalizzazione banche e multinazionali

V
By V aprile 4, 2025 10:27

Dazi, borse a picco: crollano i parassiti della globalizzazione banche e multinazionali

Dazi spaventano le Borse europee, ma è una rivoluzione silenziosa: ricchezza dalla finanza alla produzione, dalle multinazionali alla classe media

E’ normale, le borse registrano quello che sarà un riallineamento della ricchezza dalla finanza alla produzione e dalle multinazionali alla classe media. I vincitori delle glaobalizzazione saranno i perdenti dei dazi.

Le Borse europee tremano: l’annuncio dei dazi su larga scala di Donald Trump, entrati in vigore il 2 aprile 2025, ha scatenato un avvio in rosso. Milano è ko, le banche crollano, e il panico sembra dilagare tra gli operatori finanziari. L’euro sale dello 0,49% a 1,0846 dollari, i future sul Dow Jones perdono l’1%, lo S&P 500 il 2%, il Nasdaq il 3,3%. Titoli come Nike (-6%) e General Motors (-3%) affondano, segno che il mercato non ha digerito le tariffe che colpiscono l’Unione Europea al 20%, la Cina al 34% e decine di altri Paesi. Ma dietro il caos apparente si nasconde una verità più profonda: non è una catastrofe, è un riallineamento. I dazi stanno spostando la ricchezza dalla finanza alla produzione, dalle multinazionali alla classe media. I vincitori della globalizzazione, oggi, sono i perdenti di domani.

È normale che le Borse reagiscano così. Per decenni, il sistema finanziario ha prosperato su un modello globale senza regole: delocalizzazioni selvagge, dumping commerciale, profitti concentrati nelle mani di poche corporation quotate. I dazi di Trump – dal 25% sulle auto straniere al 46% sul Vietnam – rompono questo schema. Le banche, che hanno finanziato l’espansione delle multinazionali, vedono il loro castello di carte vacillare. Milano, cuore economico di un’Italia integrata nell’UE, risente del colpo perché il nostro mercato è stato a lungo ostaggio di un’Europa ossessionata dal libero scambio. Ma questo crollo iniziale non è la fine: è l’inizio di una redistribuzione che potrebbe cambiare le regole del gioco.

Pensiamoci: la globalizzazione ha arricchito chi specula, chi produce a basso costo altrove e chi vende qui senza barriere. Le multinazionali hanno fatto fortune, ma a che prezzo? Fabbriche italiane chiuse, lavoratori precari, una classe media ridotta all’osso. Ora i dazi ribaltano la prospettiva. Proteggendo la produzione locale – come Trump sta facendo con l’automotive Usa, attirando impianti Honda in Indiana – si crea un incentivo a riportare le imprese nei confini nazionali. In Italia, questo potrebbe significare una rinascita per le PMI, dall’agroalimentare al manifatturiero, settori soffocati dalla concorrenza sleale. Meno profitti per le grandi corporation, certo, ma più lavoro e potere d’acquisto per chi vive di salario, non di dividendi.

I media mainstream, megafono delle élite finanziarie, gridano al disastro. Parlano di “spaventoso impatto” sulle Borse, di un’Europa in crisi. Ma il loro terrore è interessato: i dazi colpiscono i loro padroni, non il cittadino comune. Nel breve termine, sì, i prezzi di alcuni beni importati potrebbero salire, e le banche potrebbero perdere terreno. Ma a lungo termine, il riequilibrio commerciale può stimolare l’economia reale: quella fatta di fabbriche, operai, artigiani. La ricchezza smette di fluire verso i consigli di amministrazione di Wall Street o Francoforte e torna a chi produce valore tangibile.

Trump lo chiama “il giorno della liberazione”. Per l’Italia, potrebbe essere lo stesso. Basta guardare oltre il rosso delle Borse: i dazi non sono una minaccia, ma un’opportunità per ridare all’economia una base solida, meno speculativa e più equa. I vincitori della globalizzazione – le multinazionali, le banche, i finanzieri – piangono le loro perdite. Ma per la classe media, stanca di essere la vittima sacrificale del libero mercato, è il momento di rialzarsi. Il ko di Milano è solo il rumore di un vecchio mondo che si sgretola: quello nuovo è già all’orizzonte.

Dazi, borse a picco: crollano i parassiti della globalizzazione banche e multinazionali ultima modifica: 2025-04-04T10:27:29+00:00 da V
V
By V aprile 4, 2025 10:27
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie