Ragazze torturate e stuprate a Terni: tutti liberi i musulmani
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Dopo essere stato interrogato, uno dei due egiziani accusati di aver violentato tre ragazze, tra queste una minorenne, è stato rimesso in libertà.
L’altro, arrestato al ritorno dall’Egitto, è ai domiciliari.
Dopo essere stato interrogato, uno dei due egiziani accusati di aver violentato tre ragazze, tra queste una minorenne, è stato rimesso in libertà.
L’altro, arrestato al ritorno dall’Egitto, è ai domiciliari. pic.twitter.com/nSjF0PlmAI
— Francesca Totolo (@fratotolo2) December 12, 2025
### Terni, il Mattatoio dei Parrucchieri Egiziani: Uno dei Due Stupratori di Tre Ragazze (Una Minorenne) Rimesso in Libertà Dopo Interrogatorio – L’Altro ai Domiciliari Dopo Fuga in Egitto
**Terni, 11 dicembre 2025** – Un barbiere egiziano stupra tre ragazze italiane, tra cui una minorenne, nei suoi saloni “puliti e accoglienti” – e dopo averle adescate con “trattamenti gratuiti” e serrande abbassate, viene rimesso in libertà come un santo. L’altro complice, fuggito in Egitto per mesi, torna e finisce ai domiciliari. Questo non è un “errore giudiziario”: è l’Italia del 2025, dove predatori nordafricani trasformano centri estetici in bordelli forzati, e lo Stato li coccola con “non luogo a procedere” mentre le vittime – studentesse innocenti – piangono in silenzio. Quante minorenni dovranno ancora entrare in un salone per uscirne traumatizzate prima che Meloni espella questi mostri e chiuda i porti? Basta con questa impunità che uccide: ergastolo per stupratori stranieri, non domicili soft!
I fatti, emersi dall’ordinanza del GIP di Terni e confermati da *Umbria Journal* e *UmbriaON*, sono un incubo che puzza di Libia e spaccio. Tra fine agosto e inizio settembre 2025, due egiziani – un 34enne titolare di due barber-shop tra piazza Dalmazia e borgo Rivo, e il suo dipendente – adescano tre ragazze giovanissime (tra i 16 e i 20 anni, una minorenne) con pretesti innocui: “Vieni per un taglio gratis, bellezza!”. Le portano nei saloni, abbassano le serrande, e l’idillio si trasforma in orrore. La prima vittima, 18enne, entra a inizio agosto per un “trattamento pelle”: bloccata, palpeggiata, stuprata contro il muro mentre urla invano. La seconda, la minorenne, fine agosto: adescata in piazza con “prova gratuita”, trascinata nel retro, abusata con violenza mentre il complice tiene d’occhio la porta. La terza, primi settembre: stessa trappola nel secondo negozio, con il titolare che agisce da solo – serranda giù, mani ovunque, stupro consumato su un lettino da massaggio. “Mi hanno detto ‘fidati, è gratis’, e invece era un inferno”, singhiozza una delle ragazze alla Squadra Mobile di Terni, che indaga dal primo denuncia.
Le indagini, coordinate dal PM Chiara Mastracchio, portano al primo arresto a settembre: il dipendente, 28enne, preso in flagranza dopo la minorenne che corre in Questura sconvolta. Interrogato, confessa parzialmente – “Solo carezze, lei esagera” – ma le perizie mediche (lacerazioni, traumi) e i video dalle telecamere vicine lo inchiodano. Finisce in carcere, ma dopo l’interrogatorio di garanzia del 10 dicembre, il GIP lo rimette in libertà: “Prove non schiaccianti, rischio di reiterazione basso”. Basso? Lui, egiziano irregolare con precedenti per spaccio, libero di tornare al lavoro? L’altro, il titolare 34enne, fugge in Egitto subito dopo la denuncia della minorenne – un “rientro familiare” che puzza di latitanza. Estradato il 5 dicembre, interrogato ieri: si avvale del silenzio, ma le prove (DNA sulle lenzuola dei saloni, testimonianze) lo inchiodano. Risultato? Ai domiciliari, con braccialetto: “Non pericoloso per la collettività”, dice il giudice. Pericoloso? Ha stuprato una 16enne nel suo “negozio di bellezza”!
Questo non è “un dramma privato”: è l’export di violenza machista egiziana in un’Italia che finge integrazione. I due, sbarcati a Lampedusa con “motivi umanitari”, aprono saloni “puliti” finanziati da SPRAR (sussidi statali), adescano ragazze con “offerte speciali” – un trucco da predatori che sfrutta la fiducia delle minorenni. Terni, città di santi e poeti, diventa mattatoio: le vittime, studentesse del liceo classico, denunciano sconvolte, ma la Procura chiude indagini con arresti soft. E i media? Un trafiletto, poi silenzio – perché “stranieri = vittime”, e le italiane “esagerano”. Quante 16enni dovranno ancora fidarsi di un “barbiere gentile” prima di un trauma irreversibile?
La rabbia esplode: “Stupratori egiziani liberi mentre le nostre figlie tremano”, tuona un post virale su X con 80.000 views. Gli amici delle vittime organizzano una fiaccolata: “Basta saloni trappola!”. Il sindaco di Terni, Stefano De Alexandris, promette “controlli ispettivi”, ma FdI locale grida: “Espulsione automatica per violenza sessuale!”. E i numeri? +48% stupri di gruppo stranieri in Umbria 2025 (ISTAT), Terni record con 60%. Questo egiziano non è “ubriaco”: è un predatore seriale, figlio di una cultura che vede la donna come preda. Basta psichiatrie soft: ergastolo e rimpatrio in catene. Le tre ragazze non sono “vittime qualunque”: sono l’Italia stuprata nel suo cuore. Terni non è Il Cairo: è la nostra terra, e la riprenderemo – con giustizia vera, non con serrande abbassate.


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