Milano è islamica: il Comune promuove la festa di fine Ramadan

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By V marzo 18, 2026 17:09

Milano è islamica: il Comune promuove la festa di fine Ramadan

**Milano si arrende all’Islam: il Comune promuove la festa di fine Ramadan e consegna un pezzo di città alla comunità musulmana**

Mentre Milano affonda nel degrado, nella criminalità e nell’abbandono delle periferie, il Municipio 9 trova il tempo e le risorse per organizzare – anzi, per patrocinare ufficialmente – la grande festa di fine Ramadan. Si chiama “Eid di quartiere”, si tiene in via Bernardino de Conti e il Comune lo sbatte in homepage come se fosse una sagra del panettone. Libri per bambini, laboratori, banchetto condiviso, musica: tutto pagato con soldi pubblici o quantomeno benedetto dal logo istituzionale. E il messaggio è chiarissimo: l’Italia deve inginocchiarsi, sorridere e ringraziare.

Sul sito del Municipio 9 si legge, con quel tono mellifluo da sinistra radical-chic: «Un’occasione di incontro tra le persone che vivono il quartiere». Peccato che l’organizzazione sia interamente in mano alle associazioni islamiche locali. Non è una festa di quartiere, è una celebrazione religiosa islamica che occupa uno spazio pubblico con il timbro del Comune di Milano. E per essere sicuri che anche i più tonti capiscano, ci tengono a precisare che “Eid” è un “migratismo” (parola loro) che significa “festa religiosa musulmana”. Volantino bilingue italiano-arabo, come se fossimo già in una provincia del califfato.

L’onorevole Silvia Sardone, europarlamentare della Lega, ha detto quello che ogni italiano con un minimo di amor proprio sta pensando: «Le priorità della sinistra sono, come sempre, capovolte. Mentre le periferie vivono problemi di degrado e insicurezza, Pd & compagni vogliono compiacere le comunità musulmane piuttosto che rispondere ai bisogni reali dei milanesi. È una questione di ricerca di consenso». Parole sacrosante. Perché mentre Sala e i suoi sgherri municipali si fanno fotografare al banchetto halal, in tutta la città proliferano moschee abusive, centri di preghiera irregolari, appartamenti trasformati in luoghi di culto senza alcuna autorizzazione. Silenzio totale. Nessuna multa, nessuna demolizione, nessun controllo. Anzi, si preferisce “dialogare”.

Questo non è dialogo interculturale. Questo è **sottomissione ideologica**. È l’ennesimo atto di resa di un’amministrazione che ha deciso di governare non per i milanesi, ma per chi arriva da fuori e pretende di imporre le proprie regole. È la stessa logica per cui si finanziano corsi di arabo nelle scuole, si tolgono i crocifissi per non “offendere”, si piegano i calendari scolastici alle festività islamiche mentre il Natale diventa “festa invernale”. È l’islamizzazione strisciante che avanza con il sorriso, i laboratori per bambini e il patrocinio comunale.

Basta. I milanesi sono stufi di pagare tasse per finanziare la propria sostituzione culturale. Sono stufi di vedere le proprie strade trasformate in bazar religiosi mentre i parchi diventano bivacchi e le periferie zone franche. Il Comune di Milano ha scelto da che parte stare: non dalla parte degli italiani, ma da quella di chi, giorno dopo giorno, reclama sempre più spazio, sempre più diritti, sempre più silenzio da parte nostra.

Buona Festa dello Sgozzamento, Sala. Ma ricordati: un giorno gli italiani si sveglieranno. E quel giorno il banchetto condiviso finirà.

Milano è islamica: il Comune promuove la festa di fine Ramadan ultima modifica: 2026-03-18T17:09:14+00:00 da V
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By V marzo 18, 2026 17:09
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1 Comment

  1. S.C. marzo 18, 18:41

    Poi la festa la faranno a chi gli lecca il culo.

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