Veneto occupato da 119 moschee abusive

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By V marzo 29, 2026 18:32

Veneto occupato da 119 moschee abusive

**Emergenza Moschee in Veneto: Oltre 119 Centri Islamici Abusivi (i Sedici “Centri Culturali”) e l’Urgenza di Azzerare l’Immigrazione Regolare Islamica per Fermare l’Islamizzazione**

Il Veneto sta vivendo un’emergenza silenziosa ma devastante: l’islamizzazione del territorio attraverso una rete capillare di moschee abusive. Non esistono moschee ufficiali con minareto e cupola autorizzate dalla Regione – grazie alla legge regionale 11/2004, una delle più restrittive d’Italia – eppure i sedicenti “centri islamici” o “centri culturali” proliferano senza controllo. Secondo un censimento aggiornato al marzo 2026 del Corriere del Veneto, in Veneto sono attivi **119 centri di culto islamici**, su circa 1.200 presenti in tutta Italia. La stragrande maggioranza opera in regime di abusivismo: locali ex commerciali, magazzini, garage o ex fabbriche trasformati illegalmente in luoghi di preghiera, senza cambio di destinazione d’uso, senza permessi urbanistici e senza rispetto delle norme di sicurezza.

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Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e instancabile paladina della lotta all’islam politico, lo denuncia da anni: «In Veneto le moschee irregolari sono numerose, ancora di più che in Friuli Venezia Giulia dove ne abbiamo censite 50». A Mestre, solo nell’ultimo periodo, sono state individuate **altre 12 moschee abusive**. A Padova la moschea di via Turazza ha funzionato abusivamente per 13 anni prima che il Comune fosse costretto a chiuderla con ordinanza dopo le segnalazioni della Lega. A San Donà di Piave chiusura immediata del centro di via Monte Popera. Casi simili a Bovolone, Susegana, Treviso e decine di altri comuni: ovunque la stessa storia. Trasformazioni edilizie abusive, preghiere in spogliatoi riadattati, moquette orientata verso la Mecca e imam che predicano in ambienti non controllati. La legge regionale parla chiaro: un luogo dove si prega non può stare in un ex negozio o magazzino. Eppure le autorità locali “rosse” o tiepide spesso chiudono un occhio, mentre i cittadini pagano il prezzo in termini di degrado, rumori, traffico e insicurezza.

Questi non sono innocui “centri culturali”. Sono hub di radicalizzazione e di indottrinamento. Come documentato più volte dalla stessa Cisint, in molti di questi spazi si viola apertamente la legge italiana: si predica contro l’Occidente, si pratica la sharia parallela, si segregano le donne e si indottrinano i bambini. A Susegana (Treviso) è scoppiata la bufera per la visita di un asilo parrocchiale dove i bimbi sono stati fatti inginocchiare a pregare con l’imam. A Mestre si parla di imam radicalizzati sotto osservazione. A livello nazionale si stima che oltre 1.000 moschee abusive operino in Italia ignorando ordinanze di chiusura. In Veneto, regione simbolo della produttività e dell’identità veneta, questo fenomeno è particolarmente grave perché si sovrappone a una presenza musulmana già consistente: oltre 150.000 fedeli (stima aggiornata da dati storici ISMU e Fondazione Leone Moressa, con crescita costante per ricongiungimenti familiari e natalità superiore alla media italiana).

**Perché è urgente azzerare subito l’immigrazione regolare islamica?**

Il problema non nasce dal nulla. Nasce dall’immigrazione di massa dai Paesi islamici (Marocco, Bangladesh, Pakistan, Egitto, Tunisia, Albania musulmana), che negli ultimi anni ha portato in Veneto decine di migliaia di arrivi legali: permessi di soggiorno per lavoro, ricongiungimenti familiari, ricongiungimenti umanitari e “protezione” variamente concessa. Questi flussi regolari – non i barconi – sono il vero motore dell’islamizzazione, perché creano comunità stabili che poi pretendono moschee, halal nelle mense, spazi separati e, alla fine, sharia soft.

Fermare l’immigrazione regolare islamica non è razzismo: è legittima difesa della nostra civiltà. Ecco perché è urgente:

1. **Demografia e sostituzione culturale**: I musulmani hanno tassi di natalità doppi o tripli rispetto agli italiani. Senza nuovi arrivi, la crescita si ferma. Con gli arrivi regolari continui, in pochi decenni interi quartieri di Padova, Verona, Vicenza e Mestre diventeranno enclave dove la legge italiana è solo un optional.

2. **Mancanza di integrazione e creazione di società parallele**: I dati parlano chiaro. L’Islam non è solo una religione: è un sistema politico-giuridico (sharia) incompatibile con la Costituzione, la laicità e i diritti delle donne. I “centri islamici” sono i laboratori dove si forma questa separazione. Non si integrano: si espandono.

3. **Sicurezza nazionale**: Radicalizzazione, foreign fighters, predicatori salafiti. Molti imam sono sotto indagine. Ogni nuovo centro abusivo è un potenziale focolaio, come dimostrato dai casi di terrorismo sventati in Italia.

4. **Costi sociali ed economici**: Ospedali, scuole, welfare sotto pressione. Quartieri che perdono valore immobiliare. Controllo del territorio che sfugge alle forze dell’ordine.

La Lega e la destra veneta hanno ragione da vendere: basta con le moschee abusive, basta con l’intesa con l’Islam (che non esiste proprio perché l’Islam rifiuta la reciprocità). Serve un blocco totale degli ingressi regolari da Paesi a maggioranza islamica, rimpatri immediati per chi viola la legge e chiusura sistematica di tutti i centri irregolari. Il Veneto non diventerà un’altra Molenbeek o un’altra banlieue francese.

È ora di scegliere: o difendiamo la nostra terra, la nostra cultura e la nostra libertà, o consegniamo il Veneto all’islamizzazione. La battaglia contro le moschee abusive è solo l’inizio. L’urgenza è azzerare l’immigrazione islamica regolare. Subito. Prima che sia troppo tardi.

Veneto occupato da 119 moschee abusive ultima modifica: 2026-03-29T18:32:35+00:00 da V
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