Islamici si intestano la vittoria del “No”: “Nostri 700mila voti”
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**ALLARME ISLAMIZZAZIONE: Gli “italiani” islamici si intestano il referendum! 700mila voti No e la sinistra ha già il suo esercito elettorale pronto alla conquista**
Mentre gli italiani faticano a capire cosa sia successo al referendum sulla giustizia, la comunità islamica italiana alza la voce e rivendica la vittoria. Non è un parere: è un dato di fatto. Roberto Hamza Piccardo, uno dei volti più noti dell’islam organizzato in Italia, lo ha detto chiaro e tondo a Radio Cusano: la comunità musulmana ha mosso quasi **700mila voti** per il No. Solo il 10% di questi sono cittadini di origine italiana. Il restante 90%? Stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza negli ultimi 20-30 anni.
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Tradotto: una massa di persone arrivate da paesi islamici ha deciso il futuro della giustizia italiana. Non sono “italiani come noi”. Sono italiani sulla carta, grazie a una legge folle che ha regalato il passaporto rosso a chi non ha nessuna radice in questa terra. E adesso si sentono abbastanza forti da dichiarare: «La comunità si è responsabilizzata per la prima volta».
Piccardo non si ferma qui. Spiega che i musulmani hanno votato No perché «hanno paura dei poteri forti», perché «vengono da regimi dittatoriali» e perché in Italia hanno scoperto una libertà che apprezzano moltissimo. Peccato che questa “libertà” la usino per blindarsi dietro la sinistra e attaccare la destra. «I nostri valori di riferimento sono a sinistra – dice testuale – perché in questi anni la destra ci ha sempre fatto la guerra».
Ecco la verità nuda e cruda: la sinistra ha importato, naturalizzato e ora comanda un blocco di voti che non è più minoritario. Un blocco che guarda ad Avs per i giovani, che rifiuta la “teoria del gender” ma resta saldamente a sinistra, che già pensa a un partito islamico vero e proprio. Piccardo lo ammette senza pudore: «Stiamo pensando anche in quali partiti potremmo rivederci. Chi ha delle proposte si faccia avanti».
E non è finita. Quando gli chiedono dei legami con Hamas, la risposta è da manuale: «Se qualcuno lo dice seriamente, io lo querelo». Minaccia legale invece di smentita netta. Perché disturbarsi a spiegare quando si può intimidire?
Questa non è integrazione. È **conquista demografica**.
In vent’anni abbiamo regalato la cittadinanza a centinaia di migliaia di persone che non condividono la nostra storia, la nostra cultura, i nostri valori. Oggi decidono i referendum. Domani decideranno le elezioni politiche. Dopodomani pretenderanno che sia l’Italia ad adattarsi alla sharia, non il contrario.
Basta ipocrisie.
È arrivato il momento di dire le cose come stanno: l’immigrazione islamica regolare deve essere **azzerata immediatamente**. Zero visti, zero ricongiungimenti familiari, zero permessi per motivi religiosi o umanitari selettivi. L’Italia non è un centro di accoglienza per chi poi usa il nostro passaporto per imporci la propria visione del mondo.
E non basta.
Dobbiamo tornare **subito allo ius sanguinis**. Cittadinanza solo per chi ha sangue italiano, per chi nasce da genitori italiani. Basta ius soli mascherato, basta cittadinanza automatica per chi nasce sul nostro suolo da genitori stranieri. Chi vuole diventare italiano deve dimostrarlo con i fatti, non con un certificato di nascita.
Altrimenti tra dieci anni non saremo più noi a decidere i referendum.
Saremo noi a dover chiedere il permesso alla comunità islamica italiana per poter ancora chiamare Italia questa terra.
Svegliamoci. Ora. Prima che sia troppo tardi.


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